I nuovi consumatori
Paesi emergenti tra consumo e sostenibilità
di Norman Myers, Jennifer Kent

Paesi emergenti tra consumo e sostenibilità
di Norman Myers, Jennifer Kent
stralcio dal capitolo 1
Prima di esaminare il livello di ricchezza che definisce i nuovi
consumatori, analizziamo un paio di fattori economici indispensabili
al ragionamento. Prima di tutto ricordiamo lo storico parametro del
Prodotto Nazionale Lordo (PNL), che riflette il valore economico di
tutte le merci e i servizi prodotti da un paese, e che serve da
indicatore (molto approssimativo) della condizione dei suoi
cittadini. Per queste misurazioni, negli anni più recenti il
PNL è stato largamente soppiantato da un altro indicatore
economico più efficace: il Reddito Nazionale Lordo (RNL).
Ma PNL e RNL vengono tradizionalmente espressi in dollari, cosa che
non esprime il reale potere dacquisto di un paese; un metodo
alternativo e più vicino al vero è quello di ricorrere
al parametro della Parità di Potere
dAcquisto (PPA) espressa in dollari, che nei venti paesi
selezionati è da 1,4 a 5,2 volte superiore al dollaro stesso.
In India, per esempio, nel 2002 lRNL era di soli 480 dollari,
ma il PPA era di 2.570, fatto che riflette il minor costo di merci e
servizi di quel paese rispetto agli Stati Uniti. In altre parole, con
480 dollari in India si acquista ciò che negli USA costerebbe
quasi 2.600 dollari: infatti se in un supermercato di New York una
banana costa 25 cent, a Nuova Delhi con la stessa cifra se ne
acquistano sei; e una corsa in taxi nelle stesse due città ha
una differenza ancora superiore.
Il parametro PPA fornisce dunque un buon indicatore del benessere,
paragonabile da nazione a nazione e privo delle distorsioni di cambio
e di prezzo che si generano quando il reddito nazionale viene
convertito ai cambi correnti. Sempre nel 2002 le cifre pro capite
erano di 940 dollari (PNL) contro 4.390 (PPA) per la Cina; 2.850
dollari contro 7.250 per il Brasile; 2.850 dollari (RNL) contro 7.250
(PPA) per la Russia. Di contro in molti paesi europei e in Giappone,
che hanno un costo della vita superiore a quello degli Stati Uniti,
lRNL riportato ai valori PPA può essere inferiore
allRNL convertito ai valori di cambio del dollaro.
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Ma torniamo alla definizione di nuovi consumatori. Sono persone che
fanno parte di una famiglia media di quattro persone con un potere
dacquisto di almeno 10.000 dollari PPA annui (o 2.500 dollari
PPA pro capite). Queste cifre arrotondate possono sembrare molto
arbitrarie, ma non sono diverse dalle categorie stabilite per le
nazioni industrializzate, che da molto tempo suddividono i propri
cittadini in classi sociali definite A,B,C e così via fino
alla F, corrispondenti grossomodo ai ricchi, alla classe media
superiore, alla classe media inferiore, e via via alle classi
più basse. Anche se sembrano categorie inventate dal nulla,
derivano da analisi attente e necessarie per le statistiche
nazionali.
Ci sono altre considerazioni che sostengono le cifre stabilite per
definire i nuovi consumatori. Poiché sono un po troppo
tecniche per essere riportate qui, rimandiamo il lettore interessato
allappendice A.
Utilizziamo qui solo le cifre che delineano la soglia al di sopra
della quale la gente comincia ad avere uno stile di vita da classe
media. Via via che salgono la scala dei redditi, queste persone
acquistano televisioni, frigoriferi, lavatrici, condizionatori,
apparecchiature hi-fi e computer e tanti altri prodotti che
simboleggiano uno stile di vita affluente. Consumano molta carne
(soprattutto da animali allevati a cereali) e usano grandi
quantità di acqua (per uso personale e per irrigazione), e
intanto acquistano anche automobili alla moda. Molti dei loro consumi
esercitano impatti modesti sullambiente, ma gli
elettrodomestici, le auto e la carne generano problemi gravi per
lambiente.
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Sicuramente i modelli di consumo variano molto da paese a paese, e
variano ancora di più a seconda dei redditi e del potere di
acquisto. Il quadro presentato e derivato dagli studi compiuti negli
ultimi 40 anni dal primo autore di questo libro servono a dare
unimmagine generale dei paesi nuovi consumatori:
unimmagine certamente semplificata, ma non semplicistica. Le
stime dei 10.000 dollari PPA (o 2.500 pro capite) rispondono alle
evidenze riscontrate sul campo e sembrano accettabili per i nostri
propositi. Inoltre, e questo è un punto importante, si tratta
dei livelli minimi presi in considerazione, poiché gran parte
dei nuovi consumatori hanno redditi spesso moltiplicati di parecchie
volte.
Questo fattore riflette la cosiddetta asimmetricità della
curva dei redditi. Ci sono più persone che entrano nella
fascia dellaffluenza di quel che le statistiche sul reddito
nazionale pro capite suggerirebbero, così come molte persone
hanno a disposizione meno della quota pro capite assegnata da quelle
stesse statistiche. In 16 dei 20 paesi nuovi consumatori, un quinto
della popolazione si spartisce più della metà dei
redditi nazionali (e in tutti i paesi considerati due quinti della
popolazione ha a disposizione più dei tre quinti dei redditi).
In Brasile, alla fine degli anni 90, il 40% della popolazione
posizionata nella parte più alta della classifica si spartiva
l82% dellRNL, mentre il 40% più in basso aveva a
disposizione solo l8%. In Sud Africa le cifre erano
dell83% contro l8%. In Russia, il 74% e il 13%; negli USA
il 69% e il 16%. Invece in Corea del Sud, Pakistan, Indonesia e
Polonia, il 40% più alto in classifica aveva a disposizione il
62%, in Ucraina il 61%.
Inoltre, sempre negli anni 90, in 10 paesi il 20% della
cittadinanza in cima alla scala mostrava una crescente concentrazione
dei redditi, e dunque dei consumi. In Polonia nel 1992 questo gruppo
aveva il 37% dellRNL, che diventava il 40% nel 1998; in India,
nel 1991 aveva il 41% che diventava il 46% nel 1997; in Cina, nel
1990 aveva il 42% che diventava il 47% nel 1998. Di contro, in alcune
nazioni che accusavano pesanti problemi economici si mostrava un
fenomeno inverso, come in Corea del Sud, Thailandia, Brasile,
Venezuela e Russia.
Dobbiamo ricordare che tutti i libri infarciti di dati statistici
contengono dei limiti in precisione e accuratezza. Nessuna Agenzia
globale, come la Banca Mondiale o le Nazioni Unite, pubblica
statistiche sui nuovi consumatori precisando se sono moderatamente o
molto ricchi, o specificando se costituiscono una maggioranza o una
minoranza della popolazione di un certo paese. È vero, per
certi paesi esistono documentazioni sulle persone che si collocano
nelle fasce superiori di reddito, ma ciò non ci dice quanto
guadagnano né se si qualificano come nuovi consumatori secondo
quanto sopra definito. È curioso notare la poca attenzione che
le principali Agenzie hanno dedicato alla valutazione di questo
fenomeno essenziale, ma questa è unaltra storia.
Fortunatamente le Agenzie forniscono abbondanti dati statistici su
RNL, consumi domestici, equivalenti PPA, tassi di crescita economica,
situazione demografica e distribuzione dei redditi. Gli autori hanno
tratto materia da questi dati per calcolare le percentuali di
popolazione ai vari livelli di reddito e arrivare a stimare il numero
di nuovi consumatori nel 2000 e nel 2010. In linea di massima, queste
stime sono considerate corrette con uno scarto massimo del 5% in
più o in meno (alcune soltanto con un livello di incertezza
intorno al 10%). Cè comunque rischio di altre
imprecisioni, in quanto la materia è nuova e la documentazione
è lungi dallessere completa. Ma gli autori sono
consapevoli di aver elaborato sufficienti informazioni da potersi
permettere in alcuni casi di procedere unendo tra loro i
punti.