Dalla caverna alla casa ecologica
Storia del comfort e dell'energia

Storia del comfort e dell'energia
stralcio
A scala urbana, Göteborg rappresenta forse il miglior esempio della direzione che una città moderna dovrebbe intraprendere verso la sostenibilità energetica, ed è quella che più da vicino impiega i principi che hanno animato la realizzazione dell’oasi, fornendo però servizi e qualità della vita che sono quelli richiesti dai cittadini più esigenti di oggi.Göteborg, che ha circa 500.000 abitanti, fornisce calore (e ce n’è tanto bisogno in Svezia) mediante un impianto di teleriscaldamento che arriva praticamente in tutte le case. Nel 2000, l’86% di questo calore proveniva da fonti non convenzionali, e solo il 14% dalla combustione del gas naturale (13%) e di olio combustibile (1%).
Tutto questo è ottenuto sfruttando situazioni locali particolari e ricorrendo ai cicli.
La maggior parte del calore, il 33%, è quello di scarto di due raffinerie che si trovano nel territorio comunale, che se non fosse adoperato per il teleriscaldamento verrebbe disperso in mare o in aria.
Il 26% del calore viene dall’impianto di incenerimento dei rifiuti, alimentato da quello che resta dopo un’attenta raccolta differenziata che permette il riciclaggio di tutto ciò che è riciclabile: composti organici usati per fare compost, vetro, alluminio ecc. L’energia prodotta dalla combustione dei rifiuti alimenta un impianto di cogenerazione: l’energia elettrica va in rete, a coprire quasi interamente la domanda elettrica di un gigantesco sistema a pompa di calore (165 MW).
Allo scopo di massimizzare l’efficienza, il sistema preleva il calore alla temperatura più alta disponibile localmente, che non è quella dell’acqua di mare, bensì quella delle acque reflue del sistema fognario, dopo che sono state depurate. Quest’acqua, infatti, è quella proveniente dalle case dei cittadini di Göteborg, cioè dalle lavabiancheria, dalle docce, dai lavandini ecc., ed è quindi più calda di quella del mare o del fiume. In questo modo, almeno una parte del calore che è servito per produrre acqua calda (cosa a cui provvede la rete di teleriscaldamento, oltre a scaldare le case) ritorna alla rete, dato che le pompe di calore immettono in essa la loro produzione. Le pompe di calore forniscono il 16% della domanda annua.
Un 7% del calore proviene da impianti di cogenerazione alimentata da combustibili fossili, la cui produzione di energia elettrica va in rete, al servizio dei cittadini. Infine rimane un 4% prodotto da un impianto di cogenerazione alimentato da biogas.
Il biogas è ottenuto mediante la digestione anaerobica del sedimento solido che si deposita al fondo delle vasche di trattamento delle acque fognarie. L’energia elettrica prodotta serve per il funzionamento dell’impianto di depurazione, e parte del calore viene avviato alla rete di teleriscaldamento.
La maggior parte dell’energia elettrica occorrente nell’impianto di depurazione serve per sollevare le acque dal livello dei condotti fognari al livello delle vasche; per questa ragione, prima di essere avviate alle pompe di calore, e poi al mare, le acque depurate devono tornare a un livello più basso; le acque quindi, cadono percorrendo una turbina idraulica che recupera in parte l’energia elettrica spesa per il precedente pompaggio.
Ma c’è dell’altro che sta evolvendo.
Poiché la produzione di calore dall’impianto di incenerimento in estate supera la domanda, la Göteborg Energi, la società che gestisce il sistema energetico della città, offre ai suoi utenti – specialmente quelli non residenziali – un nuovo servizio. A chi decide di dotarsi di un impianto di aria condizionata, la Göteborg Energi offre la fornitura di freddo installando nell’edificio, a proprie spese, una macchina ad assorbimento alimentata dal calore della rete di teleriscaldamento, e fatturando le frigorie consumate.
Göteborg non è lontana dalla sostenibilità energetica: sarà sufficiente un po’ di energia elettrica prodotta in cogenerazione con biomassa e qualche parco eolico, che è già stato programmato.