Dalla caverna alla casa ecologica
Storia del comfort e dell'energia
Storia del comfort e dell'energia
stralcio
Che lezioni possiamo trarre dagli esempi del passato?La più importante riguarda l’utilizzo delle conoscenze disponibili e del progresso
tecnologico per migliorare la qualità della vita, in condizioni di scarsità di risorse.
La città è un sistema aperto molto complesso di cui gli input sono l’energia, i
materiali e l’informazione, e gli output altra informazione – pura o incorporata
in altri materiali – e rifiuti in molte forme diverse. Quello che fa la differenza
con la situazione passata è la drammatica crescita della quantità degli input e,
di conseguenza, degli output: dovuti entrambi al progresso tecnologico e alla
disponibilità di energia, non percepita come una risorsa scarsa.
L’effetto di questo cambiamento, che insieme all’aumento della popolazione
coinvolge quasi tutte le città del pianeta, ha provocato un deterioramento della
qualità della vita urbana e minaccia la salute dell’intero pianeta a causa degli
effetti delle emissioni di CO2. Minaccia che proviene soprattutto dalle città, che
consumano l’80% dell’energia.
La nostra sfida, ora, è quella di saper invertire la tendenza, combinando il miglioramento
della qualità della vita con una significativa riduzione di energia fossile,
input e rifiuti. L’obiettivo finale è quella che chiamiamo la “città sostenibile”.
Una città sostenibile dovrebbe funzionare quanto più possibile come un sistema
ecologico, dovrebbe essere cioè capace di massimizzare l’efficienza nell’utilizzo
di ciascun input (energia, materiali) attraverso l’uso e il riciclaggio multiplo/a
cascata di ciascuno di essi, reso possibile dall’elevata diversità delle specie (= tecnologie) presenti in esso.
D’altra parte, a differenza dei sistemi ecologici, le città sostenibili non sono in
equilibrio, sono sistemi in continua evoluzione a causa del continuo progresso
tecnologico. Questo rende più difficile una loro adeguata gestione, visto che
esse sono come sistemi ecologici nei quali è introdotto un continuo flusso di
nuove specie, le quali devono entrare a farne parte senza danneggiarli.
Quindi, che cosa – realisticamente parlando – vuol dire città sostenibile? In
una città sostenibile l’input di energia deve essere il più possibile di origine
non fossile, gli input di materiali/oggetti debbono avere un basso impatto
ambientale per tutto il loro ciclo di vita, gli output di rifiuti devono essere
minimizzati anche attraverso un maggior ricorso al riciclaggio, l’utilizzo finale
di energia deve essere minimizzato attraverso l’adozione di appropriati sistemi
e tecnologie. La soddisfazione di queste esigenze implica un sostanziale cambiamento
di tre sottosistemi: produzione di beni, edifici, mobilità. Per raggiungere
la sostenibilità, i tre sottosistemi che convivono nella città devono
attuare una trasformazione al loro interno e nella loro mutua interazione. I tre
sottosistemi devono essere integrati in un programma di pianificazione energetica
e ambientale della città.
Ogni sottosistema della città deve cambiare, apprendere come utilizzare meno
energia e più risorse rinnovabili. Deve imparare come cooperare con gli altri
al fine di trasformare i propri rifiuti in utili input per gli altri sottosistemi
attraverso un nuovo network che diffonda energia, materiali e informazioni,
in maniera sempre più simile al sistema biologico con i suoi sistemi nervoso e
sanguigno.
Uno degli obiettivi prioritari della città sostenibile è ridurre l’emissione di CO2
a una quantità che possa essere sostenuta dal sistema Terra nel lungo periodo.
Di conseguenza, il largo uso di fonti rinnovabili di energia deve diventare
l’aspetto distintivo del nuovo sviluppo urbano: una città sostenibile è una città
solare. Una città in cui si materializzi quella che è stata definita “la triade energetica”,
costituita dalle tre linee di azione che devono integrarsi: l’uso delle
fonti rinnovabili, l’uso razionale dell’energia e la gestione intelligente della
domanda di energia.
Utopia e realtà possono coincidere.