Saggistica

tratto da

Dalla caverna alla casa ecologica

Storia del comfort e dell'energia

di Federico M. Butera

2007 - pagine: 240 - euro 20,00 - ISBN 978-88-89014-40-0

La città come sistema ecologico

stralcio

Che lezioni possiamo trarre dagli esempi del passato?

La più importante riguarda l’utilizzo delle conoscenze disponibili e del progresso

tecnologico per migliorare la qualità della vita, in condizioni di scarsità di risorse.

La città è un sistema aperto molto complesso di cui gli input sono l’energia, i

materiali e l’informazione, e gli output altra informazione – pura o incorporata

in altri materiali – e rifiuti in molte forme diverse. Quello che fa la differenza

con la situazione passata è la drammatica crescita della quantità degli input e,

di conseguenza, degli output: dovuti entrambi al progresso tecnologico e alla

disponibilità di energia, non percepita come una risorsa scarsa.

L’effetto di questo cambiamento, che insieme all’aumento della popolazione

coinvolge quasi tutte le città del pianeta, ha provocato un deterioramento della

qualità della vita urbana e minaccia la salute dell’intero pianeta a causa degli

effetti delle emissioni di CO2. Minaccia che proviene soprattutto dalle città, che

consumano l’80% dell’energia.

La nostra sfida, ora, è quella di saper invertire la tendenza, combinando il miglioramento

della qualità della vita con una significativa riduzione di energia fossile,

input e rifiuti. L’obiettivo finale è quella che chiamiamo la “città sostenibile”.

Una città sostenibile dovrebbe funzionare quanto più possibile come un sistema

ecologico, dovrebbe essere cioè capace di massimizzare l’efficienza nell’utilizzo

di ciascun input (energia, materiali) attraverso l’uso e il riciclaggio multiplo/a

cascata di ciascuno di essi, reso possibile dall’elevata diversità delle specie (= tecnologie) presenti in esso.

D’altra parte, a differenza dei sistemi ecologici, le città sostenibili non sono in

equilibrio, sono sistemi in continua evoluzione a causa del continuo progresso

tecnologico. Questo rende più difficile una loro adeguata gestione, visto che

esse sono come sistemi ecologici nei quali è introdotto un continuo flusso di

nuove specie, le quali devono entrare a farne parte senza danneggiarli.

Quindi, che cosa – realisticamente parlando – vuol dire città sostenibile? In

una città sostenibile l’input di energia deve essere il più possibile di origine

non fossile, gli input di materiali/oggetti debbono avere un basso impatto

ambientale per tutto il loro ciclo di vita, gli output di rifiuti devono essere

minimizzati anche attraverso un maggior ricorso al riciclaggio, l’utilizzo finale

di energia deve essere minimizzato attraverso l’adozione di appropriati sistemi

e tecnologie. La soddisfazione di queste esigenze implica un sostanziale cambiamento

di tre sottosistemi: produzione di beni, edifici, mobilità. Per raggiungere

la sostenibilità, i tre sottosistemi che convivono nella città devono

attuare una trasformazione al loro interno e nella loro mutua interazione. I tre

sottosistemi devono essere integrati in un programma di pianificazione energetica

e ambientale della città.

Ogni sottosistema della città deve cambiare, apprendere come utilizzare meno

energia e più risorse rinnovabili. Deve imparare come cooperare con gli altri

al fine di trasformare i propri rifiuti in utili input per gli altri sottosistemi

attraverso un nuovo network che diffonda energia, materiali e informazioni,

in maniera sempre più simile al sistema biologico con i suoi sistemi nervoso e

sanguigno.

Uno degli obiettivi prioritari della città sostenibile è ridurre l’emissione di CO2

a una quantità che possa essere sostenuta dal sistema Terra nel lungo periodo.

Di conseguenza, il largo uso di fonti rinnovabili di energia deve diventare

l’aspetto distintivo del nuovo sviluppo urbano: una città sostenibile è una città

solare. Una città in cui si materializzi quella che è stata definita “la triade energetica”,

costituita dalle tre linee di azione che devono integrarsi: l’uso delle

fonti rinnovabili, l’uso razionale dell’energia e la gestione intelligente della

domanda di energia.

Utopia e realtà possono coincidere.