I nuovi consumatori
Paesi emergenti tra consumo e sostenibilità
di Norman Myers, Jennifer Kent
Paesi emergenti tra consumo e sostenibilità
di Norman Myers, Jennifer Kent
stralcio dal capitolo 2
I neoconsumatori guidavano 125 milioni di auto nel 2000; erano 63
milioni nel 1990 e si prevede che diventeranno almeno 245 milioni nel
2045. Negli anni 80, quando Brasile, Messico, Malesia e altri
tra i più affluenti paesi neoconsumatori hanno raggiunto i
livelli di reddito che negli anni 50 caratterizzavano nazioni
come Francia, Germania e Italia, le auto ammontavano a 50 ogni mille
persone, vale a dire il doppio di quanto si registrava nei paesi
europei degli anni 50. In tal modo lauto rispecchia
lanomala affluenza dei neoconsumatori.
In più, la flotta circolante dei neoconsumatori si va
espandendo più velocemente delle loro stesse economie
nazionali. Tra 1990 e 2000, leconomia sud coreana è
cresciuta di almeno un 75%, ma nello stesso periodo le auto in
circolazione sono triplicate. A ulteriore prova del crescente potere
dacquisto dei nuovi consumatori, la Thailandia ha uno dei
numeri pro capite più elevati di auto di lusso, mentre la Cina
rappresenta il maggiore mercato al di fuori della Germania per il
marchio Mercedes. Una storia analoga hanno anche Brasile, Messico,
Turchia e Polonia.
Nel 2000 il Brasile era il primo proprietario di automobili di tutti
i venti paesi nuovi consumatori, con 23 milioni di unità,
seguito dalla Russia con 20 milioni. Nonostante il dato complessivo,
in Russia, che ha una popolazione almeno doppia a quella tedesca, in
termini di auto nuove si è venduto un quarto di quanto si
è venduto nella stessa Germania, benché nel triennio
1998-2000 il numero delle auto circolanti in Russia sia aumentato del
30%. Le altre maggiori nazioni di automobilisti erano il Messico, con
10,5 milioni, e la Polonia, con 10 milioni, seguite dalla Corea del
Sud, con 8,5 milioni, e dalla Cina, con 8 milioni. La flotta globale
di auto contava 560 milioni di unità e per un quinto circolava
in paesi nuovi consumatori, a significare che il totale di questi
paesi era pari al 75% di quello degli Stati Uniti. Il Pakistan aveva
solo 5 auto ogni 1000 abitanti, lIndia 6, la Cina 7, mentre
Russia e Argentina ne avevano 140, Malesia e Sud Corea 180, Polonia
260 (gli USA 620, se nel conteggio includiamo i SUV).
Ciò che conta più di tutto è il numero di auto
ogni 1000 nuovi consumatori. In questa classifica lUcraina
ottiene il risultato più alto con 458 auto, benché i
nuovi consumatori siano meno di uno su quattro. A controbilanciare
questo dato cè il fatto che buona parte delle auto in
circolazione in Ucraina sono vecchie. Seconda in questa classifica si
piazza la Malesia con 350, seguita dal Brasile con 314 e dalla Russia
con 300. LIndonesia ne conta solo 48, lIndia 46, le
Filippine e la Cina meno di 30 ciascuna.
Numerosi paesi hanno registrato sensazionali aumenti del numero di
auto durante gli anni 90. La flotta circolante in Cina è
cresciuta del 400%, passando da 1,6 a 8 milioni (comunque meno di
quella della grande Los Angeles), in India la crescita è stata
del 205%, da 2 a 6,1 milioni (sempre meno di quella della grande
Chicago), in Colombia cè stato un incremento del 217%,
da 0,6 a 8,5 milioni, e in Sud Corea del 305%, da 2,1 a 8,5 milioni.
Per contro, in USA il totale è cresciuto solo del 15%, ovvero
da 152 a 175 milioni, principalmente perché il paese si
avvicina alla saturazione automobilistica. Lintera
popolazione USA potrebbe oggi accomodarsi in auto, senza nessuno nei
sedili posteriori.
Questi tassi di crescita ultrarapidi fanno chiaramente presagire
ciò che potrebbe accadere al numero di auto quando nelle altre
nazioni di nuovo consumo le classi affluenti inizieranno ad
accrescere la propria consistenza numerica e la propria ricchezza.
Con la sua economia in rapida crescita e la sua ancor più
crescente classe media, la Cina sembra prepararsi ad espandere la
flotta automobilistica nazionale a una velocità senza
precedenti, e di fatto ciò rientra nelle priorità
ufficiali del governo. La produzione di auto è cresciuta di 8
volte durante gli anni 90. Se la Cina mantenesse un tasso annuo
di crescita economica pro capite anche solo del 7%, invece del 10%
degli anni 90, e a ciò unisse un tasso di crescita del
18% del parco veicolare, la sua flotta di 8 milioni di auto del 2000
potrebbe quintuplicarsi prima del 2010. Il paese quindi si troverebbe
ad avere 42 milioni di auto circolanti, le stesse della Germania di
oggi. E arriverebbe così a 70 auto ogni 1.000 nuovi
consumatori (un valore comunque molto lontano dallattuale
rapporto 620/1.000 degli Stati Uniti). Dati gli ulteriori nuovi
consumatori che si prevede arriveranno, e data anche la loro maggiore
affluenza rispetto ai nuovi consumatori di oggi, in Cina il tasso
annuale di espansione del parco veicolare potrebbe essere ancora
più alto.
Guardando ancora più a avanti e supponendo che la Cina
diventi la potenza economica leader a livello mondiale entro il 2020,
il totale delle auto entro quella data potrebbe sorpassare i 170
milioni. Tutto questo naturalmente dipende dalla possibilità
che i recenti trend si mantengano ancora per molti anni, ricordando
un avvertimento: le proiezioni non sono previsioni, e ancor meno sono
delle profezie.
Lo stesso modello si adatta molto anche allIndia del decennio
in corso. Con un tasso annuo di crescita economica pro capite stimato
intorno al 6%, e un incremento del numero di auto analogo a quello
negli anni 90, ossia del 12% lanno, il totale può
facilmente crescere dai 6 milioni del 2000 a 19 milioni nel 2010,
benché ciò significhi ancora solamente 76 auto ogni
1.000 nuovi consumatori.
In Messico il numero di veicoli a motore per 1.000 nuovi consumatori
equivaleva a un quarto di quello USA nel 2000, ma si prevede un balzo
fino al 50% durante il decennio in corso.
Andiamo oltre: si consideri il numero di automobili in rapporto alla
crescita del reddito pro capite, sulla base dei trend che hanno
caratterizzato Cina, India, Corea del Sud, Malesia e alcune nazioni
latinoamericane (che di volta in volta hanno seguito quelli europei o
anche statunitensi). Lindice GNI intensity of car
ownership (intensità di possesso dellauto in
rapporto allRNL) sta crescendo soprattutto in Asia. In diverse
nazioni lRNL raddoppia e il numero di auto va anche oltre
questo incremento, come avvenne in Giappone, dove nel periodo 1965-75
il PIL pro capite raddoppiò e le auto pro capite
quadruplicarono.
In breve, nei paesi nuovi consumatori la cultura dellauto sta innestando una marcia alta. Negli anni 90 la flotta di auto delle 10 nazioni asiatiche ha fatto un balzo del 176%, fino a 37 milioni di auto, mentre la crescita delle flotte delle 5 nazioni latinoamericane era del 71%, toccando i 43 milioni di unità. Il numero di auto in Turchia e nei tre paesi dellEst europeo è cresciuto del 97%, per un totale di 41 milioni. Il corrispondente dato in Sud Africa era del solo 21% per un totale di 4,1 milioni.