Saggistica

tratto da

I nuovi consumatori

Paesi emergenti tra consumo e sostenibilità

di Norman Myers, Jennifer Kent

2004 - pagine: 204 - euro 18,00 - ISBN 88-89014-13-X

L'auto in cifre

stralcio dal capitolo 2

I neoconsumatori guidavano 125 milioni di auto nel 2000; erano 63 milioni nel 1990 e si prevede che diventeranno almeno 245 milioni nel 2045. Negli anni ’80, quando Brasile, Messico, Malesia e altri tra i più affluenti paesi neoconsumatori hanno raggiunto i livelli di reddito che negli anni ’50 caratterizzavano nazioni come Francia, Germania e Italia, le auto ammontavano a 50 ogni mille persone, vale a dire il doppio di quanto si registrava nei paesi europei degli anni ’50. In tal modo l’auto rispecchia l’anomala affluenza dei neoconsumatori.
In più, la flotta circolante dei neoconsumatori si va espandendo più velocemente delle loro stesse economie nazionali. Tra 1990 e 2000, l’economia sud coreana è cresciuta di almeno un 75%, ma nello stesso periodo le auto in circolazione sono triplicate. A ulteriore prova del crescente potere d’acquisto dei nuovi consumatori, la Thailandia ha uno dei numeri pro capite più elevati di auto di lusso, mentre la Cina rappresenta il maggiore mercato al di fuori della Germania per il marchio Mercedes. Una storia analoga hanno anche Brasile, Messico, Turchia e Polonia.
Nel 2000 il Brasile era il primo proprietario di automobili di tutti i venti paesi nuovi consumatori, con 23 milioni di unità, seguito dalla Russia con 20 milioni. Nonostante il dato complessivo, in Russia, che ha una popolazione almeno doppia a quella tedesca, in termini di auto nuove si è venduto un quarto di quanto si è venduto nella stessa Germania, benché nel triennio 1998-2000 il numero delle auto circolanti in Russia sia aumentato del 30%. Le altre maggiori nazioni di automobilisti erano il Messico, con 10,5 milioni, e la Polonia, con 10 milioni, seguite dalla Corea del Sud, con 8,5 milioni, e dalla Cina, con 8 milioni. La flotta globale di auto contava 560 milioni di unità e per un quinto circolava in paesi nuovi consumatori, a significare che il totale di questi paesi era pari al 75% di quello degli Stati Uniti. Il Pakistan aveva solo 5 auto ogni 1000 abitanti, l’India 6, la Cina 7, mentre Russia e Argentina ne avevano 140, Malesia e Sud Corea 180, Polonia 260 (gli USA 620, se nel conteggio includiamo i SUV).
Ciò che conta più di tutto è il numero di auto ogni 1000 nuovi consumatori. In questa classifica l’Ucraina ottiene il risultato più alto con 458 auto, benché i nuovi consumatori siano meno di uno su quattro. A controbilanciare questo dato c’è il fatto che buona parte delle auto in circolazione in Ucraina sono vecchie. Seconda in questa classifica si piazza la Malesia con 350, seguita dal Brasile con 314 e dalla Russia con 300. L’Indonesia ne conta solo 48, l’India 46, le Filippine e la Cina meno di 30 ciascuna.

Numerosi paesi hanno registrato sensazionali aumenti del numero di auto durante gli anni ’90. La flotta circolante in Cina è cresciuta del 400%, passando da 1,6 a 8 milioni (comunque meno di quella della grande Los Angeles), in India la crescita è stata del 205%, da 2 a 6,1 milioni (sempre meno di quella della grande Chicago), in Colombia c’è stato un incremento del 217%, da 0,6 a 8,5 milioni, e in Sud Corea del 305%, da 2,1 a 8,5 milioni. Per contro, in USA il totale è cresciuto solo del 15%, ovvero da 152 a 175 milioni, principalmente perché il paese si avvicina alla “saturazione automobilistica”. L’intera popolazione USA potrebbe oggi accomodarsi in auto, senza nessuno nei sedili posteriori.
Questi tassi di crescita ultrarapidi fanno chiaramente presagire ciò che potrebbe accadere al numero di auto quando nelle altre nazioni di nuovo consumo le classi affluenti inizieranno ad accrescere la propria consistenza numerica e la propria ricchezza. Con la sua economia in rapida crescita e la sua ancor più crescente classe media, la Cina sembra prepararsi ad espandere la flotta automobilistica nazionale a una velocità senza precedenti, e di fatto ciò rientra nelle priorità ufficiali del governo. La produzione di auto è cresciuta di 8 volte durante gli anni ’90. Se la Cina mantenesse un tasso annuo di crescita economica pro capite anche solo del 7%, invece del 10% degli anni ’90, e a ciò unisse un tasso di crescita del 18% del parco veicolare, la sua flotta di 8 milioni di auto del 2000 potrebbe quintuplicarsi prima del 2010. Il paese quindi si troverebbe ad avere 42 milioni di auto circolanti, le stesse della Germania di oggi. E arriverebbe così a 70 auto ogni 1.000 nuovi consumatori (un valore comunque molto lontano dall’attuale rapporto 620/1.000 degli Stati Uniti). Dati gli ulteriori nuovi consumatori che si prevede arriveranno, e data anche la loro maggiore affluenza rispetto ai nuovi consumatori di oggi, in Cina il tasso annuale di espansione del parco veicolare potrebbe essere ancora più alto.

Guardando ancora più a avanti e supponendo che la Cina diventi la potenza economica leader a livello mondiale entro il 2020, il totale delle auto entro quella data potrebbe sorpassare i 170 milioni. Tutto questo naturalmente dipende dalla possibilità che i recenti trend si mantengano ancora per molti anni, ricordando un avvertimento: le proiezioni non sono previsioni, e ancor meno sono delle profezie.
Lo stesso modello si adatta molto anche all’India del decennio in corso. Con un tasso annuo di crescita economica pro capite stimato intorno al 6%, e un incremento del numero di auto analogo a quello negli anni ’90, ossia del 12% l’anno, il totale può facilmente crescere dai 6 milioni del 2000 a 19 milioni nel 2010, benché ciò significhi ancora solamente 76 auto ogni 1.000 nuovi consumatori.
In Messico il numero di veicoli a motore per 1.000 nuovi consumatori equivaleva a un quarto di quello USA nel 2000, ma si prevede un balzo fino al 50% durante il decennio in corso.
Andiamo oltre: si consideri il numero di automobili in rapporto alla crescita del reddito pro capite, sulla base dei trend che hanno caratterizzato Cina, India, Corea del Sud, Malesia e alcune nazioni latinoamericane (che di volta in volta hanno seguito quelli europei o anche statunitensi). L’indice “GNI intensity of car ownership” (intensità di possesso dell’auto in rapporto all’RNL) sta crescendo soprattutto in Asia. In diverse nazioni l’RNL raddoppia e il numero di auto va anche oltre questo incremento, come avvenne in Giappone, dove nel periodo 1965-75 il PIL pro capite raddoppiò e le auto pro capite quadruplicarono.

In breve, nei paesi nuovi consumatori la cultura dell’auto sta innestando una marcia alta. Negli anni ’90 la flotta di auto delle 10 nazioni asiatiche ha fatto un balzo del 176%, fino a 37 milioni di auto, mentre la crescita delle flotte delle 5 nazioni latinoamericane era del 71%, toccando i 43 milioni di unità. Il numero di auto in Turchia e nei tre paesi dell’Est europeo è cresciuto del 97%, per un totale di 41 milioni. Il corrispondente dato in Sud Africa era del solo 21% per un totale di 4,1 milioni.