I nuovi consumatori
Paesi emergenti tra consumo e sostenibilità
di Norman Myers, Jennifer Kent

Paesi emergenti tra consumo e sostenibilità
di Norman Myers, Jennifer Kent
stralcio
La straordinaria crescita dei nuovi consumatori della Cina induce
a pensare al domani. Si suppone che negli anni che ci separano dal
2010 la crescita economica si attesterà al 7% annuo, meno del
10% dei due decenni passati ma il doppio rispetto a quanto viene
giudicato soddisfacente dalla maggior parte dei governi mondiali.
Ciò porterà quasi a un raddoppiamento
delleconomia, con un totale di circa 10.000 miliardi di dollari
PPA al 2010. Nel 2020 leconomia della Cina potrebbe arrivare
alle dimensioni di circa 19.000 miliardi di dollari PPA, diventando
quindi la più grande economia mondiale (anche tenendo conto di
una solida crescita economica degli Stati Uniti).
Questo sarà ancora più probabile se i nuovi consumatori
cinesi metteranno in campo la stessa destrezza che hanno dimostrato
altrove. Al di fuori del loro paese infatti i cinesi sono molto
intraprendenti e benestanti. La diaspora cinese, che è
arrivata in Indonesia, Malesia e molti altri paesi, oltre a Taiwan,
conta 55 milioni di persone che nel 1999 godevano di una quota di RNL
complessivo di oltre 1.000 miliardi di dollari, circa lo stesso della
Cina stessa.
Ci sono altri segnali favorevoli. Data la politica demografica di un
unico figlio per famiglia, lindice di dipendenza, cioè
la relazione tra popolazione attiva e popolazione a carico, dovrebbe
calare a un livello eccezionalmente basso entro il 2015. Inoltre la
Cina si prepara a realizzare ottimi ritorni economici dai suoi
investimenti nelleducazione sia maschile che femminile. Entro
il 2030 la Cina avrà più abitanti scolarizzati in
età lavorativa di quanti ne avranno Europa e Stati Uniti messi
assieme.
Emerge però il problema (o almeno come tale è percepito
da molti) della competizione sleale della Cina, dovuta al basso costo
del lavoro rispetto a paesi che nei mercati globali hanno una
posizione più consolidata perché sono arrivati prima,
come la Gran Bretagna, lAmerica e più recentemente il
Giappone.
Ma il commercio non dà mai un vantaggio a senso unico:
beneficia sia chi compera sia chi vende. Se la Cina trae beneficio da
produzioni di gamma bassa, gli altri paesi dovrebbero orientarsi
verso attività che offrano analoghi vantaggi, cioè beni
e i servizi di fascia più alta e ad alto valore aggiunto. In
Europa e Nord America mezzo miliardo di persone traggono vantaggio
dalle merci cinesi di basso prezzo e buona qualità, e lo
stesso fenomeno ha consentito a un miliardo di cinesi di uscire dalla
soglia di povertà.
In virtù della corsa economica che la Cina lascia intravedere
anche per il futuro, accompagnata da crescente disparità di
distribuzione del reddito, il numero di nuovi consumatori
crescerà certamente a ritmi simili a quelli delleconomia
(il 7% annuo), arrivando nel 2010 a oltre 600 milioni.