Architettura sostenibile
29 esempi europei di urbanistica
a cura di Marco Moro
29 esempi europei di urbanistica
a cura di Marco Moro
stralcio dal capitolo 1 pagina 16
Anche se è arrivata al grande pubblico solo dopo il clamore mediatico del Summit di Rio, la consapevolezza della necessità di unarchitettura ecologica esiste da parecchi decenni, durante i quali i sostenitori del low-tech e dellhigh-tech si sono spesso scontrati.
I pionieri del low-tech
Fin dagli anni Settanta, in risposta alle inquietudini suscitate
dalla prima crisi petrolifera, qualche pioniere idealista propose
delle alternative ecologiche, soprattutto nei settori delle
abitazioni e delle piccole strutture educative e culturali.
Sullonda del movimento di contestazione del maggio 68,z
alcuni architetti &endash; contestando la rigidità e la
freddezza delle costruzioni moderniste &endash; incoraggiarono gli
utenti a partecipare al progetto, e perfino alla realizzazione, di
edifici più conviviali. Questa filosofia antiautoritaria ha
ispirato la realizzazione delle case popolari di Joachim Eble in
Germania; il progetto immobiliare Tinngarden del gruppo
Vandkunsten, vicino a Copenaghen; le realizzazioni di Lucien Kroll,
in Belgio; le scuole e la casa dei ragazzi in
autocostruzione di Peter Hübner nei dintorni di Stoccarda. Il
legno, materiale caldo, leggero e facile da lavorare era presente
nella maggior parte di questi progetti.
Nel decennio seguente, molti architetti hanno lavorato con altri
materiali naturali. Il norvegese Sverre Fehn e i francesi Jourda e
Perraudin hanno realizzato costruzioni in terra. Alcuni progettisti
hanno sviluppato edifici con facciate e tetti
vegetalizzati. Il profeta del low-tech, o per meglio dire
del no-tech, è tuttavia Paolo Soleri, allievo di
Frank Lloyd Wright prima di sperimentare dal vero, ad Arcosanti, una
nuova forma di architettura ecologica.
Le stelle dellhigh-tech
Larchitettura high-tech è simboleggiata i complessi per
uffici e dalle grandi spettacolari costruzioni in metallo e vetro dei
protagonisti dellarchitettura internazionale. Molti di questi
progettisti, come Norman Foster, Renzo Piano, Richard Rogers, Thomas
Herzog, Françoise-Helene Jourda e Gilles Perraudin hanno dato
vita allassociazione Read per riflettere
sullutilizzo delle energie rinnovabili in architettura.
Ufficialmente riconosciuta nel 1993, dopo la Conferenza
internazionale di Firenze sullenergia solare
nellarchitettura e nellurbanistica, questa associazione
ha ricevuto il sostegno della Comunità Europea.
I simboli delleco-tech sono la torre della
Commerzbank a Francoforte sul Meno e la cupola del Parlamento tedesco
a Berlino nel rinnovato Reichstag, entrambi progetti di Norman
Foster. Larchitettura internazionalizzata, che si vuole
ecologica grazie allimpiego di della tecnologia e
dellinformatica, non è tuttavia sempre convincente, in
particolare rispetto al comfort termico in estate e ai consumi di
energia in inverno. Queste realizzazioni molto pubblicizzate hanno
comunque il merito di aver avuto un effetto trascinante: molte
innovazioni applicate per la prima volta in questi progetti, come la
facciata vetrata a doppio involucro, sono state poi utilizzate in
progetti più modesti dove si sono rivelati molto efficaci.
Lumanesimo ecologico
Tra i due estremi del low-tech e dellhigh-tech esiste una
terza via che ha raccolto molto seguito nel centro-Europa. La
differenza essenziale rispetto allarchitettura low-tech
è la sua immagine contemporanea, favorita
dallabbinamento intelligente dei materiali della tradizione con
prodotti industriali innovativi.
Günter Behnisch è stato fin dagli anni 70
liniziatore di unarchitettura luminosa e colorata,
sostenuta da una filosofia umanista e molto libera nella composizione
delle forme e dei volumi. Il trattamento paesaggistico degli spazi
aperti offre agli abitanti, anche in contesti urbani, una relazione
privilegiata con aree verdi trattate in modo naturale.
Linfluenza dello studio Behnisch, Behnisch & Partner
è molto forte in Germania, soprattutto riguardo agli edifici
per uffici e agli insediamenti scolastici e sportivi. La piscina del
centro di cura Bad Elster (pag. 202) e lIstituto di Ricerca
sulla natura di Wageningen, in Olanda (pag. 218) sono gli ultimi
esempi di questa architettura molto disegnata, la cui apparente
disinvoltura non è mai frutto di azzardo.
La filosofia dello studio è riassunta con molto buon senso da
Stefan Behnisch: Nellambito dellarchitettura
ecologica si distinguono essenzialmente due scuole di pensiero.
Quella di Norman Foster, che dice che si possono risolvere i problemi
ecologici con più tecnologia, e quella di Soleri che dice
No alla tecnologia!. Noi stiamo in mezzo, anche se la mia
simpatia va più a Soleri. Io non voglio cambiare il nostro
stile di vita o tornare alletà della pietra, ma se ci
mettiamo nellottica di accettare che faccia più caldo in
estate e più freddo in inverno sono convinto che potremo
aspettarci un grado accettabile di comfort seguendo le regole della
natura.
Lecologia democratica e sociale
Lo sviluppo di unecologia democratica destinata a utenti
sensibilizzati e responsabili è unaltra tendenza che si
ritrova puntualmente in Germania, Olanda e Scandinavia. Fedele alla
strada da lui stesso avviata negli anni 70, Peter Hübner
ha realizzato a Gelsenkirchen delle abitazioni individuali
densificate in autocostruzione, Il progetto appartiene al
programma Semplice e fatto in casa (Einfach und
Selbstgemacht), sovvenzionato nel quadro dellEsposizione
internazionale di architettura IBA Emscher Park. Questo progetto di
28 case collettive permette a famiglie do modesta condizione
economica di vivere in un habitat ecologico grazie alla loro
collaborazione attiva alla progettazione, alla costruzione e alla
gestione delle abitazioni.
Sostenuta da professionisti consapevoli delle proprie
responsabilità sociali, la riqualificazione di materiali
locali e tecniche antiche è unaltra delle
caratteristiche della qualità ambientale. La Coop de
construction e Jean-Yves Barrier hanno scelto la bauge, terra
cruda impastata tradizionalmente usata a Rennes, per la residenza
Salvatierra. Nella casa di Essertines, come nella maggior parte dei
suoi edifici, lAtelier de lEntre ha privilegiato il legno
di alberi locali e di sezione limitata.
Quando però larchitettura non è ben governata,
come avviene invece in queste realizzazioni, limpiego di
materiali grezzi che risparmiano energia presenta il rischio di un
ritorno a modelli ispirati direttamente alle costruzioni tradizionali
e a dei clichés neo-regionalisti, spesso incongrui rispetto
allambiente naturale o costruito. Lavvenire è in
una mescolanza di materiali che integri la protezione
dellambiente alla modernità.
Il minimalismo ecologico
Una nuova generazione di architetti e di ingegneri, meno militanti e
più pragmatici dei pionieri degli anni 70, a partire da
circa dieci anni fa si è progressivamente importa. Avvalendosi
dei più moderni strumenti di progettazione e simulazione,
questi ideatori di unarchitettura minimalista realizzano con
tecniche e prodotti innovativi degli edifici che esprimono,
attraverso un linguaggio minimalista, una decisa appartenenza al
moderno. Senza esibire i coefficienti di risparmio energetico e
patenti di ecologicità, le loro costruzioni
integrano questi parametri come elementi costitutivi del progetto.
Questi progettisti sposano unidea forte e rigorosa del disegno
per offrire una risposta adeguata ai vincoli del luogo e del
programma. Si sottraggono con maestrìa dai principi e dalle
tecniche convenzionali, associano con essenzialità materiali
grezzi e preziosi e si avvalgono volentieri della prefabbricazione
per ridurre la durata del cantiere e limitare i costi.
Intorno al lago di Costanza lapproccio sostenibile ha liberato un impressionante potenziale di innovazione, portato alla luce dalle realizzazioni di architetti tedeschi come DInka & Scheible, Kauffman Theilig, Mahler Günster Fuchs, Glück & Partner o Schaudt Arkitekten, lo studio vizzero Metron e gli austriaci Baumschlager & Eberle e Hermann Kauffmann.