Saggistica

tratto da

Piano B

Una strategia di pronto soccorso per la Terra

di Lester R. Brown

2004 - pagine: 228 - euro 16,60 - ISBN 88-89014-02-4

Povertà e carico di malattia

stralcio dal capitolo 5

Piano B

Essere poveri spesso significa essere malati. Miseria e condizioni di scarsa salute sono intimamente legate e tendono ad alimentarsi reciprocamente. La salute è in stretto rapporto con l’accesso all’acqua potabile, cioè a una risorsa che manca a 1,1 miliardi di persone. Le malattie veicolate dall’acqua determinano ogni anno oltre 3 milioni di decessi, per lo più imputabili alla dissenteria e al colera. Queste e altre malattie trasmesse dall’acqua contaminata impongono il tributo più alto ai bambini. La mortalità infantile, che è di circa il 6 per mille nelle nazioni ricche, si aggira attorno al 100 per mille nei 48 paesi più poveri.
Un’altra ragione della forte connessione tra malattia e povertà è da cercare nelle carenze igienico-sanitarie. Circa 2,4 miliardi di persone vivono in villaggi o agglomerati urbani abusivi, sprovvisti di servizi igienici sia privati sia di uso comune.
Molti tra i poveri del mondo non hanno nozione delle norme igieniche di base. Poveri e privi di istruzione, spesso non sono a conoscenza dei meccanismi di contagio delle malattie infettive e di conseguenza non possono prendere iniziative per proteggersi. Inoltre gli individui con un sistema immunitario compromesso dalla fame sono più vulnerabili nei confronti delle comuni infezioni. Spesso povertà significa anche che i bambini non sono sottoposti alle vaccinazioni di routine, anche se ciò costerebbe una cifra irrisoria per ogni bambino.

Tra le principali malattie infettive, la malaria uccide ogni anno più di 1,1 milioni di persone, il 90% delle quali in Africa. Il numero di quelle che vivono con l’infezione, spesso per buona parte della loro vita, è molto più alto. Migliaia di bambini muoiono di malaria ogni giorno. Gli economisti stimano che nei paesi con un’alta prevalenza della malattia, la diminuzione di produttività dei lavoratori e altri costi associati alla malattia abbassano la crescita economica.
Come descritto sopra, non esiste prova più lampante che la povertà genera malattia e la malattia genera povertà di quella costituita dall’Africa invasa dall’HIV. In questo caso stiamo assistendo alla diffusione di una malattia mortale su una scala che cambierà il futuro di un continente. In più, le condizioni di costante svantaggio dovute alla mancanza di infrastrutture e di personale addestrato competono oggi con gli effetti economici negativi dell’epidemia. L’AIDS ha drasticamente aumentato il tasso di dipendenza, cioè il numero di giovani e di anziani che dipendono dagli adulti produttivi. Ciò, a sua volta, rende molto più difficile per una società il compito di preservarsi. Una diminuzione dei risparmi significa un calo degli investimenti e un rallentamento, o addirittura un declino, della crescita economica.
Quello tra povertà e malattia è un legame forte, ma che per buona parte della popolazione del pianeta è stato tranciato dallo sviluppo economico. La sfida di oggi è abolire questo legame per la restante popolazione che non ha accesso all’acqua potabile, ai vaccini, all’istruzione e alle cure mediche di base.