Piano B
Una strategia di pronto soccorso per la Terra
Una strategia di pronto soccorso per la Terra
stralcio dal capitolo 10
Da oltre 50 anni, ogni bambino che frequenti le scuole pubbliche
negli Stati Uniti ha accesso alla mensa scolastica, che garantisce
ogni giorno un pasto sano. George McGovern e Robert Dole, entrambi ex
membri della commissione agricola al Senato, ritengono che questo
sistema dovrebbe essere esportato nei paesi poveri del pianeta.
Negli Stati Uniti il progetto fu avviato nel 1964, in gran parte come
risposta ai dati accumulati durante la guerra che dimostravano come
un terzo dei giovani statunitensi fosse in condizioni fisiche non
idonee al servizio militare, soprattutto a causa di
unalimentazione non adeguata. Guardando indietro, dopo 56 anni
non cè alcun dubbio riguardo ai benefici del fornire a
livello nazionale un servizio di mensa scolastica. McGovern scrive
che poco dopo essere diventato direttore del progetto Food for Peace
allinizio degli anni 60, la University of Georgia lo
interpellò per informarlo che per lo sviluppo del Sud la mensa
scolastica aveva fatto più di qualsiasi altro progetto
federale.
In altri paesi limportanza del sistema della mensa scolastica
è ancora maggiore di quella che ha avuto negli Stati Uniti,
perché qui i bambini sono più denutriti. I piccoli che
soffrono la fame e sono malati perdono molti giorni di scuola e hanno
comunque maggiori difficoltà di apprendimento. Jeffrey Sachs,
direttore dellEarth Institute presso la Columbia University,
afferma che i bambini con problemi di salute hanno spesso
davanti una vita in cui la loro produttività è
limitata, a causa delle frequenti assenze da scuola, della condizione
di svantaggio fisico e dei deficit cognitivi. Ma quando il
sistema della mensa scolastica viene introdotto in paesi a basso
reddito accade che le presenze nelle scuole salgono improvvisamente,
la capacità di concentrazione dei bambini aumenta, le loro
prestazioni migliorano. E, in generale, mentre diminuiscono i giorni
di assenza, aumentano gli anni di frequenza scolastica.
La ragazze sono quelle che traggono i vantaggi maggiori. Attratte
a scuola dalla mensa finiscono col restarci più a lungo,
sposarsi più tardi e avere meno figli. Si stima che adottare
questo sistema nei 44 paesi a reddito più basso comporterebbe
per i progetti contro la fame dellONU una spesa aggiuntiva di
circa 6 miliardi di dollari lanno. Solo un quarto di questa
cifra, cioè un miliardo e mezzo di dollari, dovrebbe essere
stanziato dagli Stati Uniti, mentre gli altri paesi del mondo
avanzato coprirebbero il resto.
George McGovern aggiunge anche che un programma per la salute
materno-infantile come il WIC (Women, Infants and Children)
statunitense, che offra supplementi dietetici alle gravide e alle
puerpere dovrebbe essere esteso ai paesi poveri. Con 25 anni di
esperienza alle spalle, è chiaro che il WIC ha avuto un enorme
successo nel migliorare lo stato nutrizionale, la salute e lo
sviluppo dei bambini di età prescolare nelle classi disagiate.
Se venisse esportato per raggiungere le gravide, le puerpere e i
piccoli nei 44 paesi più poveri del mondo, contribuirebbe a
eliminare la fame tra i bambini in uno stadio della loro crescita in
cui questo può fare una grande differenza.
Queste iniziative comportano certamente dei costi, che però
sono nulla in confronto alle perdite annuali in produttività
determinate dalla malnutrizione. McGovern e Dole hanno lavorato
insieme per creare il George McGovern-Robert Dole International Food
for Education and Child Nutrition Act. Hanno insistito perché
5 miliardi di dollari dei 40 stanziati dal Congresso degli Stati
Uniti per la lotta al terrorismo venissero destinati alle agenzie
dellONU e alle organizzazioni non governative per affiancarle
nella guerra contro la fame. Essi riconoscono che
unalimentazione più adeguata non potrà da sola
porre fine al terrorismo, ma sono convinti che questa iniziativa
possa contribuire a prosciugare i pozzi di fame e di
disperazione ai quali il terrorismo può facilmente attingere
per le sue attività di proselitismo.
Anche lasciando da parte i vantaggi strategici che di cui godrebbero
gli Stati Uniti e gli altri paesi avanzati per il miglioramento delle
condizioni di nutrizione e di salute tra i giovani dei paesi poveri,
un motivo per abolire la fame è che non è più
sostenibile. In un mondo dove enormi ricchezze si accumulano nelle
fasce di popolazione ricche non ha senso che i bambini vadano a
scuola affamati. Per citare il presidente Franklin D. Roosvelt:
La prova del nostro progresso non è laumento di
beni e benessere tra coloro che già ne possiedono, ma
lestensione degli stessi tra coloro che ne hanno troppo
pochi.