Piano B
Una strategia di pronto soccorso per la Terra
Una strategia di pronto soccorso per la Terra
stralcio dal capitolo 7
Le attuali politiche sui prezzi dellacqua sono
leredità di unaltra epoca, in cui la risorsa era
abbondante, anzi, era molto più di quella che si sarebbe
potuta usare. Nei primi sessantanni del secolo scorso, la
diffusione dellirrigazione fu possibile grazie a progetti di
sfruttamento delle acque di superficie, consistenti nella costruzione
di dighe e di reti di canali. Lacqua per lirrigazione
proveniente da questi grandi progetti veniva spesso fornita
attraverso sussidi pubblici, come un servizio primario. Dato che
lacqua era così a buon mercato, non cerano motivi
per utilizzarla in modo efficiente.
In qualche caso, come nelle regioni asiatiche orientali e
meridionali, lacqua era in eccedenza e non era necessario farla
pagare. Ma per la maggior parte dellumanità il periodo
dellabbondanza dacqua è ormai storia. Mentre il
mondo va verso unepoca di carenza di risorse idriche, i governi
si trovano a prendere una decisione politicamente molto impopolare:
far pagare, per lacqua, prezzi che ne rispecchino il reale
valore. Questo incoraggia un utilizzo più efficiente da parte
di tutti, che si raggiunge attraverso ladozione di pratiche di
irrigazione e di processi industriali più produttivi e
lacquisto di apparecchiature di uso domestico a più
basso consumo.
Imporre un costo allacqua, per spingere a migliorarne
lefficienza, significa però anche mettere in crisi le
fasce sociali a basso reddito. Per ovviare a questo problema, in Sud
Africa sono stati introdotti i lifeline rate, grazie ai quali ogni
famiglia ha diritto, a costi ridotti, a una quantità fissa di
acqua per le necessità primarie: laumento dei consumi
rispetto al quantitativo stabilito fa scattare una crescita dei
prezzi. Con questo provvedimento si garantisce il fabbisogno di base,
mentre si disincentiva lo spreco.
Alcuni paesi hanno capito subito il potere dellaumento dei
prezzi dellacqua. Il governo del Marocco, con 30 milioni di
abitanti che abitano un territorio semiarido, ha investito molto
nelle sue pur limitate precipitazioni piovose, costruendo 88 grandi
dighe per incrementare la sua capacità di raccolta
dellacqua da 2,3 miliardi di metri cubi nel 1967 a 14 miliardi
nel 1997. Ma anche dopo avere moltiplicato per sei le sue scorte, il
Marocco non riusciva a soddisfare il proprio fabbisogno di acqua,
così, nel 1980, ne raddoppiò il prezzo su tutto il
territorio nazionale per incentivarne un uso più efficiente.
Laumento dellesborso per lacqua varia notevolmente
in base agli usi, ma in generale un incremento del 10% sulle
forniture irrigue ne riduce i consumi dell1-2%. Per gli usi
residenziali e industriali la diminuzione del consumo è di
solito maggiore e può andare dal 3 al 7%.
Negli ultimi anni la Cina si è mossa in una direzione simile.
Con 500 delle sue 700 città principali minacciate dalla
carenza dacqua, con gli acquiferi in calo quasi ovunque e con i
fiumi in via di prosciugamento, nel 2001 la Cina ha deciso di
aumentare il costo dellacqua, con lobiettivo di stabilire
prezzi più proporzionati al suo valore. Alzare i prezzi
dellacqua in un paese in cui storicamente questa era una
risorsa gratuita è stato difficile dal punto di vista
politico, come lo è stato laumento del prezzo della
benzina negli Stati Uniti.
Alcune nazioni che si trovano improvvisamente in condizioni di
penuria dacqua stanno misurando luso delle acque
sotterranee. La Giordania, per esempio, che dispone di soli 285 metri
cubi annui dacqua procapite (uno dei quantitativi più
bassi del mondo), ha installato dei contatori su tutti i pozzi da
irrigazione vecchi e nuovi. Quando la quantità dacqua
estratta supera la soglia stabilita per un dato pozzo, i proprietari
sono tenuti a pagare una sanzione. Per quanto ladesione a
queste limitazioni non sia automatica e siano comuni le
contestazioni, le comunità riconoscono unanimemente che non
osservarle significa compromettere gli acquiferi e mettere in crisi
le economie agricole locali.
LAustralia ha ereditato i suoi sistemi di gestione delle
risorse idriche dallEuropa, sistemi che però erano molto
più adatti a paesi ricchi dacqua che al suo ambiente
arido. Successivamente, questi furono rimpiazzati da un sistema di
diritti ripariali, con il quale furono introdotte licenze che
specificavano quanta acqua poteva essere estratta, contatori che
consentivano di calcolare lentità delle estrazioni e
pagamenti proporzionati al consumo.
Sfortunatamente lIndia ha imboccato la strada opposta nel 1997,
allorché il governo del Punjab ha decretato che le reti
pubbliche dovevano fornire gratuitamente agli agricoltori
lelettricità che serviva per lirrigazione. Questo
provvedimento populista nella fascia del grano
dellIndia è durato tre anni. A questo proposito, John
Lancaster, giornalista del Washington Post, ha scritto: Non
essendo incentivati a limitare il consumo di elettricità, gli
agricoltori hanno ampliato le superfici dedicate alle colture che
comportano un uso intensivo di acqua, specialmente il riso, e fanno
funzionare le pompe senza freno, riducendo pesantemente le riserve
sotterranee. Alla fine del 2000, quando ormai lazienda
elettrica era sullorlo della bancarotta, è stata
disposto il pagamento dellelettricità da parte degli
agricoltori, per aumentare la produttività delle risorse
idriche del Punjab e rallentare labbassamento delle falde.
Altri governi dellAsia meridionale hanno sovvenzionato, anche
se in modo non altrettanto eclatante, luso sia
dellelettricità sia dei diesel per alimentare gli
impianti di irrigazione. Questi sussidi, insieme con un sistema di
prestiti convenienti per finanziare lacquisto di pompe e
motori, hanno incentivato un vero e proprio spreco di acqua, creando
unillusoria impressione di sicurezza alimentare.
Poiché di solito le acque di superficie sono rese disponibili
soltanto attraverso le grandi opere statali, è più
facile far pagare queste che le acque sotterranee. Ma i principi
basilari di una gestione responsabile di entrambe le risorse idriche
sono essenzialmente gli stessi: fornire incentivi economici per un
uso efficiente dellacqua e coinvolgere le associazioni dei
consumatori nella sua gestione. Le acque di superficie appartengono
generalmente allo stato, mentre quelle sotterranee sono di
proprietà di chi possiede il terreno soprastante. Anche se
sono i singoli agricoltori a sfruttare i pozzi situati nei loro
appezzamenti, sulle pompe possono essere installati contatori che
quantificano i consumi da far pagare. Per rendere accettabile tale
approccio a livello locale è necessaria unazione di
persuasione sugli agricoltori affinché cooperino nella
stabilizzazione degli acquiferi.
Alcuni paesi hanno introdotto diritti per la commercializzazione
dellacqua, sia per le risorse di superficie sia per le risorse
sotterranee. Questa pratica, diffusa negli Stati Uniti occidentali,
permette che gli agricoltori e le associazioni vendano liberamente i
diritti dellacqua alle città. In India e in Pakistan,
piccoli proprietari terrieri fanno spesso investimenti considerevoli
per acquisire i pozzi per lirrigazione, e poi vendono
lacqua agli agricoltori vicini.