Piano B
Una strategia di pronto soccorso per la Terra

Una strategia di pronto soccorso per la Terra
stralcio dal capitolo 6
Uno dei maggiori rischi di questo secolo è che i governi si
trovino a essere sopraffatti dalle sfide che stanno emergendo. Oggi,
con alle spalle qualche decennio di una crescita demografica senza
precedenti, si può iniziare a vederne gli effetti. Non
sorprende che molti governi stiano mostrando i segni dello sforzo di
far fronte allespansione demografica. Esauriti
nellimpresa di sostenere le conseguenze del rapido
moltiplicarsi del numero degli abitanti, i governi di alcuni paesi
non sono in grado di reagire a nuove minacce, come lepidemia di
HIV, la crisi degli acquiferi e la fame di terra.
Una delle prime grandi prove a cui le capacità dei governi
sono state sottoposte è stata lepidemia di HIV. Molti
governi si sono mossi prontamente per contenere la diffusione del
virus una volta identificato, riuscendo a mantenere i tassi di
infezione tra gli adulti al di sotto dell1%. Ma molti altri,
soprattutto nel continente africano, hanno fallito in questo intento,
con il risultato che, nel corso del prossimo decennio, i paesi con i
tassi di infezione più alti perderanno probabilmente quasi la
metà della propria popolazione adulta. Gli abitanti di alcuni
stati africani stanno diminuendo, non a causa di una riduzione della
fertilità ma a causa dellaumento della mortalità.
Come sottolineato in precedenza, questo incremento dei decessi segna
una tragica inversione della tendenza demografica mondiale, mentre
limpensabile diventa realtà.
Così come molti paesi hanno fallito nel fronteggiare la
crescente incidenza di infezioni da HIV, molti altri si stanno
dimostrando incapaci di rispondere alla riduzione delle risorse
idriche. Questi paesi si troveranno forzatamente in una condizione in
cui le richieste di acqua sono eccessive e le falde acquifere
esaurite, ma subito dopo dovranno affrontare il declino della
produzione di cibo.
In un numero indefinito di altri paesi la continua espansione
demografica sta riducendo, a un livello nettamente inferiore a quello
della sopravvivenza, la quota individuale di terreno coltivabile. Per
quanto strenuamente lavorino, queste popolazioni non riusciranno a
cavarsela: andranno incontro alla fame e a un aumento della
mortalità, oppure si aggregheranno alle folle crescenti di
persone che migrano verso le città, dove forse avranno qualche
probabilità di trovare un lavoro o da mangiare.
Continuando di questo passo e permettendo alle tensioni sociali di
crescere, lesperienza di conflitto civile di vasta portata del
Rwanda potrebbe diventare davvero un rischio diffuso. Quasi
sicuramente ci saranno altri gruppi di persone spinti alla violenza
dallo stato di silenziosa disperazione in cui versano e dalla perdita
di ogni speranza.
I paesi in via di sviluppo che si sono precocemente impegnati nel
contenimento della natalità e sono riusciti a realizzare il
loro obiettivo, come la Corea del sud, Taiwan e la Thailandia, stanno
progredendo rapidamente. Altri che stanno già raggiungendo il
limite di sfruttamento delle proprie risorse agricole e idriche e le
cui popolazioni sono destinate a espandersi ancora, possono trovarsi
di fronte a una caduta degli standard di vita, che a sua volta
può accrescere ulteriormente il tasso di fertilità
già diffusamente alto. Questo meccanismo di rinforzo, definito
dagli esperti trappola demografica, potrebbe mantenere
gli standard di vita a livelli di sopravvivenza e possibilmente
portare a un aumento della mortalità nel momento in cui le
fondamenta delle risorse agricole e idriche si sgretolano e la
produzione alimentare cala. Tra i paesi che rischiano di rimanere
intrappolati, se non operano tempestivamente un controllo della
crescita demografica, vi sono Afghanistan, Etiopia, Ghana, Haiti,
Honduras, India, Myanmar, Nigeria, Pakistan, Sudan, Tanzania e Yemen.
I cambiamenti climatici si stanno dimostrando una sfida
schiacciante per tutti i governi, sia per quelli dei paesi
industrializzati sia per quelli dei paesi in via di sviluppo. Una
sola nazione, lIslanda, ha adottato una strategia per eliminare
il consumo di combustibili fossili e quindi ridurre a zero le sue
emissioni di carbonio. In contrasto con i problemi appena discussi,
dei cambiamenti climatici sono responsabili principalmente i paesi
avanzati, anche se gli effetti si manifestano ovunque.47
Che cosa succede quando i popoli perdono la fiducia nei propri
governi? Il rischio, in periodi di tensioni sociali estreme, è
che gli stati ne escano perdenti e che il potere passi nelle mani di
demagoghi. E diffusa la tendenza a dare per scontato che nel
mondo moderno non possano verificarsi dei tracolli sociali, ma questa
è unillusione pericolosa. Non si sa quali reazioni
psicologiche potrebbero scaturire dalla nozione che siamo stati noi a
innescare la fusione dei ghiacci della Groenlandia e che non siamo in
grado di fermarla. E neppure si possono immaginare le ripercussioni
politiche che si verificherebbero se la Corrente del golfo
improvvisamente deviasse verso sud lasciando lEuropa
occidentale con un clima di tipo siberiano.
Una volta avvenute determinate modificazioni del clima e superato il
livello di guardia delle falde acquifere, potrebbero verificarsi
trasformazioni repentine e imprevedibili. Che riguardino le correnti
oceaniche, landamento delle precipitazioni piovose, lo stato
dei ghiacci o il trend dei prezzi dei cereali, questi mutamenti
potrebbero lasciarsi alle spalle un mondo disorientato e spaventato.
Sapranno le nostre istituzioni politiche, che non possono prevenire
cambiamenti di così vasta scala, affrontarli nel momento in
cui si verificheranno? Lunica cosa certa, adesso, è che
è arrivato il momento di passare al Piano B.