Case ecologiche
I principi, le tendenze, gli esempi

I principi, le tendenze, gli esempi
stralcio
L’immagine dell’architettura ecologica varia in modo radicale in base al luogo, al clima, alle risorse della zona, alla cultura locale, allo status sociale degli utenti e alle scelte politiche degli amministratori. Questa pluralità di risposte non è del resto una novità: lo studio delle abitazioni tradizionali rivela il grande numero di soluzioni che permettono di fornire all’utente il comfort che desidera rispettando l’integrità del territorio. Senza essere conservatori, oggi sembra necessario trovare un equilibrio tra tradizione e modernità e sviluppare un modo di abitare “ragionevole”: funzionale, comodo, che non sprechi le materie prime e rispetti l’ambiente inteso nella sua accezione più ampia.
(…)
Ma che cos’è una casa ecologica?
Residenza secondaria o abitazione principale, una casa ecologica è soprattutto un edificio che risponde ai desideri e alle necessità attuali degli utenti e che anticipa il futuro, prevedendo l’evoluzione della composizione familiare e i diversi utilizzi della casa nelle varie fasi della vita. Gli altri criteri sono più soggettivi e variano a seconda dell’ambito urbano o rurale, del contesto geografico e sociale e dei mezzi economici dei clienti.
Gli schemi di valutazione includono generalmente il comfort visivo e acustico e la gestione dei rifiuti e del ciclo dell’acqua, ma la maggior parte dei professionisti si concentrano sui tre temi principali del’approccio sostenibile: l’integrazione al territorio, il comfort termico invernale ed estivo e una attenta scelta dei materiali. Che siano progettati secondo un approccio intuitivo o secondo una griglia analitica, gli esempi presentati in questo libro propongono soluzioni interessanti ognuno rispetto ad almeno due di questi aspetti.
Integrazione nel territorio
Il concetto di integrazione nel territorio è piuttosto soggettivo e si presta a molte interpretazioni.
Trasposizione contemporanea dell’architettura vernacolare per alcuni, come nel caso della villa di sapore mediterraneo alle Baleari, può arrivare fino a una scelta di totale mimetismo: rivestito di legno dai toni grigio-argentei, il “capanno” di Christian Gullichsen si fonde con le rocce e i pini che lo circondano. L’edificio può essere anche scavato nella roccia o parzialmente interrato, come la casa sul Causse de Gramat. Ma la necessità di rispettare l’ambiente non si applica solo a case costruite in un ecosistema fragile e in un paesaggio naturale, come la residenza alle Isole Orcadi; a maggior ragione si impone quando la struttura si inserisce in un tessuto urbano di cui occorre preservare l’integrità, ed è con molta sensibilità che i progettisti delle case di città a Montreal e a Sydney hanno collocato un progetto contemporaneo in un’area storica.
In città o in campagna, il progetto di una casa ecologica comincia sempre con lo studio del terreno e del suo ambiente circostante: la topografia, gli accessi, i panorami, le schermature, le piante esistenti, l’esposizione e i venti dominanti. Ma questo studio deve essere allargato all’analisi delle risorse del territorio: la vegetazione locale, i materiali disponibili nei dintorni, il “know-how” locale. Oggi come ieri, è il genius loci che alimenta un progetto architettonico.
(…)
La salute prima di tutto
L’aspirazione a un clima interno sano, con un tasso di umidità controllato naturalmente, è giustificata in un’epoca in cui sono già scoppiati parecchi scandali di sanità pubblica: malattie respiratorie dovute all’amianto, saturnismo, legionellosi. Progettisti e utenti devono tenerne conto quando scelgono i materiali della struttura, le attrezzature, i rivestimenti dei muri e dei pavimenti, pensando anche alle finiture delle varie superfici e alla loro manutenzione.
Numerosi ricercatori lavorano sul tema dell’abitare sano e le associazioni dei consumatori sono sempre più attente a questo aspetto. Molti clienti vengono oggi attirati da case autocostruite con materiali “grezzi”: fascine di paglia, tronchi impilati, sacchi di sabbia o di terra, ecc. Il risultato è certamente una casa sana; ma questa è architettura? Può anche esserlo, come prova a fare Sarah Wigglesworth con la sua casa-laboratorio di Londra. In compenso, uno chalet importato dalla Finlandia o dal Canada è al suo posto nella periferia di una città belga o francese? È ecologico trasportarlo, mentre la foresta europea è sottoutilizzata?
Scelta ragionata dei materiali
Legno, pietra, terra, calcestruzzo, alluminio o acciaio, qual è il materiale più ecologico? Gli esempi proposti in questo libro indicano che, ancora una volta, la risposta dipende dalle caratteristiche locali.
Anche se il legno è il solo materiale a struttura rinnovabile, appare sensato usarlo soltanto nelle zone in cui è disponibile in quantità sufficiente e se proviene da foreste gestite in modo sostenibile. Le due case brasiliane di Helio Olga ci mostrano la qualità dei legni tropicali.
In Asia e in Africa settentrionale, dove il legno è raro, sono molto più “sostenibili” le costruzioni in pisé o in blocchi di terra cruda: la materia prima è disponibile in loco e la tecnica, molto semplice, richiede energia limitata e si presta bene all’autocostruzione. L’utilizzo della quantità appropriata di materiale di qualità al posto giusto, o la combinazione di molti materiali per avvalersi dei vantaggi di ognuno, sono soluzioni allo stesso tempo economiche ed ecologiche. L’uso di materiali riciclati è un altra scelta intelligente, spesso praticata dagli architetti australiani che utilizzano, ad esempio, legno recuperato in occasione dello smontaggio di vecchi capannoni.
Un materiale naturale è sempre ecologico?
In futuro alcune norme che sono in preparazione in molti paesi, come la tracciabilità dei materiali e la diffusione di un’etichettatura che descriva tutti i componenti di un prodotto, faciliteranno di certo le decisioni.
Certo non basta che un materiale sia sano o naturale perché sia ecologico. Occorre anche verificare la quantità d’energia impiegata per estrarlo, produrlo, trasportarlo e riciclarlo a fine vita. Occorre 1 kilojoule per avere 1 chilogrammo di legno tagliato e segato, ma 42 kJ per 1 chilo d’acciaio e 142 kJ per 1 chilo d’alluminio.
Questi valori devono tuttavia essere rettificati dal fatto che l’alluminio è in teoria riutilizzabile all’infinito e che il suo riciclaggio è poco costoso, qualità che spiega perché Glenn Murcutt non esita ad usarlo. L’analisi del ciclo di vita dei materiali può dare valori quantificati e risposte oggettive, ma la scelta del progettista e dei suoi clienti si basa anche su dati soggettivi, come il desiderio di utilizzare legno tagliato nella foresta vicina o volere una pietra che evoca memorie d’infanzia. Ogni luogo e ogni famiglia sono unici: il progetto di una casa deve tenerne conto per ottenere qualcosa che soddisfi tutti.
Architetti al servizio degli utenti
La vera sfida dello sviluppo sostenibile è la transizione verso una società più giusta e più umana. Il nostro futuro e quello del pianeta dipendono infatti dalla qualità delle relazioni umane che sapremo instaurare e della nostra capacità di “dare”. E questo è particolarmente vero per gli architetti, che costruiscono edifici nei quali uomini e donne passeranno la maggior parte della vita.
“Un’opera di architettura è destinata a servire”, scriveva Hassan Fathy nel 1970 nel libro Costruire con la gente. I Baukünstler considerano se stessi anche come “prestatori di servizi” e l’eccezionalità della cultura del Vorarlberg si spiega sia con scambi di conoscenze fondati sulla fiducia reciproca che con il senso civico e il pragmatismo di abitanti coscienti dei loro doveri di cittadini. Il lavoro dei professionisti si fonda su valori morali, un gusto del dialogo e una umiltà che li induce a mettere in comune le loro competenze.
Dalle Alpi austriache al litorale brasiliano, da un approccio intuitivo all’applicazione metodica di una griglia analitica, dal legno alla terra e dal low-tech all’high-tech, l’architettura ecologica ha aspetti ben diversi. L’obiettivo di questo lavoro è allo stesso tempo testimoniare la ricchezza di questa diversità e valorizzare quello che queste venticinque realizzazioni hanno in comune: una scelta di buon senso, adeguata alle condizioni locali, e la grande disponibilità dei loro progettisti.