Saggistica

tratto da

Gestire i beni comuni

Manuale per lo sviluppo sostenibile locale

a cura di Alessandro Bratti, Alessandra Vaccari

prefazione: Ermete Realacci

2006 - pagine: 376 - euro 24,00 - ISBN 88-89014-42-3

Le autorità locali e il clima

stralcio

Gli accordi per l’attuazione del Protocollo di Kyoto hanno previsto il ricorso a strumenti flessibili, i Clean Development Mechanisms e i Joint Implementation, basati sulla collaborazione tra paesi diversi e su strumenti di mercato idonei a contenere il costo globale degli adeguamenti, come ad esempio lo scambio di quote di emissione (emission trading), potenzialmente utilizzabile anche da soggetti che oggi non sono vincolati all’obbligo, ovvero gli enti locali, almeno quelli di dimensioni medio-grandi.

Considerando la tipologia delle azioni definite in Italia per la riduzione dei gas serra (deliberazione Cipe 12 novembre 1998), se si eccettuano i pochi interventi che possono essere realizzati solo a scala nazionale (interventi per incrementare l’efficienza del parco di generazione elettrico e le misure di politica industriale), tutte le altre azioni (la riduzione dei consumi energetici nel settore dei trasporti, nell’edilizia residenziale e terziaria e nei settori non energetici, la produzione da fonti rinnovabili e l’assorbimento della CO2 nelle aree naturali o a pascolo) trovano il terreno ideale di realizzazione nella dimensione locale o nel coordinamento e decentramento dell’azione tra i livelli nazionale e locale.

Se, come affermava già nel 1992 l’Agenda 21 adottata a Rio de Janeiro, molti problemi ambientali e di sviluppo – e spesso le loro soluzioni – affondano le radici nella dimensione locale, anche le strategie energetiche, strettamente correlate ai cambiamenti e ai rischi ambientali locali e globali, trovano nella dimensione locale un terreno ideale di sviluppo e realizzazione.

[...]

Le pubbliche amministrazioni e in particolare gli enti locali realizzano, gestiscono e mantengono infrastrutture e servizi sociali, economici e ambientali, hanno responsabilità e compiti in materia di pianificazione e gestione territoriale e urbanistica, definiscono le politiche e le regole ambientali e igienico-sanitarie locali, attuano e supportano le normative e le politiche nazionali.

Inoltre la pubblica amministrazione non è solo attore delle politiche pubbliche, ma è anche un grande consumatore di beni e utente di servizi energetici impiegati per produrre ed erogare servizi ai cittadini. Gli enti locali gestiscono anche importanti parchi veicolari e immobiliari (edilizia popolare, scuole, impianti sportivi, palazzi di uffici ecc.) e infrastrutture di varia natura, il cui funzionamento assorbe energia, consuma beni e servizi, impiega forza lavoro che a sua volta utilizza servizi di trasporto.

E ancora: gli enti locali partecipano talvolta al capitale di aziende o costituiscono consorzi che gestiscono servizi pubblici: dai trasporti ai servizi idrici, dalla gestione rifiuti ai servizi energetici in senso stretto (gas ed elettricità).

Insomma nel complesso delle funzioni, competenze e attività riconducibili alla responsabilità degli enti locali si possono facilmente individuare opportunità di intervento rilevanti per orientare il modello energetico-ambientale locale, anche attraverso l’assunzione di un ruolo guida nella promozione delle scelte di consumo. Le autorità locali sono attori importanti per l’aggregazione della domanda e per la qualificazione dell’offerta, per l’incentivazione di nuovi comportamenti e stili di vita, per la promozione di condizioni favorevoli allo sviluppo di mercati locali, di investimento in nuove produzioni e attività di servizio e per la creazione di opportunità di lavoro nel settore dell’efficienza negli usi finali dell’energia e nello sviluppo delle fonti rinnovabili. [...]