La città rinnovabile
Guida completa ad una rivoluzione urbana
di Peter Droege

Guida completa ad una rivoluzione urbana
di Peter Droege
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Osservate da prospettive diverse, l'antica Babilonia e la moderna Houston possono presentare una miriade di differenze, oppure di similitudini. Ma un fattore, di certo, le accomuna inscindibilmente: sono il frutto dei propri regimi energetici. L'antica città e la moderna metropoli condividono, insieme a tutti gli altri insediamenti umani, un comune destino: la loro conformazione, la loro funzione e il loro futuro sono da sempre, e sempre saranno, il risultato diretto delle loro prerogative e disponibilità energetiche. L'Atene del V secolo a.C., la grande Babilonia che raggiunse il massimo splendore tra il secondo e il primo millennio a.C., la Çatal Huyuk del 7500 a.C. – l'insediamento scoperto in Anatolia ed entusiasticamente descritto dall'archeologo James Mellaart come "la prima città del mondo" (Mellaart, 1967) – e tutte le comunità stanziali sorte un po' ovunque negli oltre novemila anni che ci separano dalla fondazione di quel primo sito neolitico, furono il risultato dell'articolazione tecnologica, storicamente determinata, della rete di risorse e fonti energetiche disponibili sul territorio. Tutte sono state plasmate dall'applicazione di sistemi e strumenti fondati sullo sfruttamento delle biomasse, del lavoro animale, della forza umana potenziata da quella del vento e del sole, oltre che dalle rispettive dinamiche climatiche, organizzazioni sociali, attività commerciali e culture locali. Sono il frutto delle loro condizioni energetiche, nella stessa misura in cui lo sviluppo dei moderni sobborghi – con la loro struttura concepita per il traffico automobilistico e la loro antropologia plasmata dall'onnipresenza della televisione – è un sottoprodotto dell'economia globale attualmente predominante e fondata sui combustibili fossili. Ma i principi che fungono da motore delle moderne città fossili e dell'urbanizzazione globale contemporanea differiscono notevolmente da quelli che condizionarono l'esistenza di quelle antiche città, dove i regimi economici e socio-culturali erano strettamente interconnessi alle fonti energetiche locali. Il contesto energetico che storicamente consentì l'ascesa di Babilonia ha subito da tempo profonde trasformazioni, ma un giorno potrebbe rimaterializzarsi. Del resto, anche la conformazione energetica delle nostre città è destinata a cambiare radicalmente nel breve periodo. L'opera che vi accingete a leggere è un manuale di istruzioni per una rivoluzione ancora in fase di sviluppo. È una guida all'indispensabile e sempre più urgente distacco dalle fonti energetiche fossili e nucleari (e da altre forme insostenibili di produzione energetica), per passare all'uso di risorse rinnovabili e sostenibili, quale unica soluzione per alimentare le moderne comunità urbane, grandi o piccole. Particolare rilievo è dato alla più importante forma di sviluppo urbano sostenibile, quella delle Città Rinnovabili, al fine di dimostrare come, in concreto, essa possa essere una via percorribile per risolvere uno dei più cruciali problemi dei nostri tempi. Il periodo storico che ha visto lo sfruttamento di petrolio, metano e carbone imporsi come fenomeno globale ha avuto vita breve e ha già i giorni contati. In termini percentuali, equivale a poco più dell'1% dei 10.000 anni in cui, complessivamente, si sono sviluppate le civiltà urbane. Nonostante ciò, le città di tutto il mondo sono oggi quasi completamente dipendenti dai combustibili fossili, il che rende i nostri sistemi economici (a loro volta fondati sull'uso delle fonti fossili) estremamente fragili. Ciò comporta gravi rischi per la nostra sicurezza e minaccia la nostra stessa sopravvivenza. Ma non solo. È anche alla base della stragrande maggioranza dei problemi connessi alla sostenibilità degli agglomerati urbani. L'esaurimento delle risorse idriche, l'inquinamento atmosferico, le ormai diffuse catastrofi naturali ed emergenze umanitarie hanno una matrice comune, direttamente riconducibile all'eccessivo sfruttamento delle fonti energetiche "sporche". I cambiamenti climatici, innescati in primis dalla combustione delle risorse fossili, sottolineano in modo ancor più drammatico una questione già posta dall'imminente picco della produzione petrolifera: il nostro sistema urbano globale sarà in grado di sopravvivere al mutato assetto energetico? Quella scatenata dall'uso dei combustibili fossili, infatti, è una vera e propria pandemia globale. Per molti, riuscire a sconfiggere questo moderno flagello rappresenta una straordinaria sfida tecnologica: si avverte un urgente bisogno di riprogettare e riorganizzare i sistemi di approvvigionamento energetico delle città, di promuovere un futuro già prefigurato da numerosi studi condotti a partire dagli anni 70. Purtroppo però, nemmeno le proposte tecnologicamente più praticabili sono state ancora realizzate su scala globale; la loro mancata attuazione è dovuta, innanzitutto, alle resistenze che ancora incontrano sul piano culturale, psicologico e politico, ambiti in cui il morbo del "fossile" risulta profondamente radicato. L'economia globale si identifica ancora completamente con il modello "fossile". Ha essa stessa una natura "fossile". È alimentata da un illusorio mito letteralmente esplosivo: l'esaltazione preconcetta del petrolio quale fonte disponibile in abbondanza e accessibile a tutti, fattore chiave che ha influenzato ogni aspetto della cultura contemporanea. Ma la nostra società "fossile" è afflitta anche da enormi sacche di povertà e miseria, e le voci di dissenso, fortemente scettiche e critiche, sono in aumento. Chi si batte per superare l'ormai prossima impasse petrolifera deve riuscire a sconfiggere, innanzitutto, le radicate forze che resistono al cambiamento, deve sfondare le barriere psicologiche ed economiche che ostacolano ogni riforma e che, unite, rappresentano il vero pilastro, il sistema di potere che dà forza a un modello di sviluppo infernale. A dispetto dell'adesione meramente formale a politiche di "risparmio energetico" e "sviluppo sostenibile" contenuta nei documenti o nelle brochure sulle politiche urbane di mezzo mondo, gli interessi politici e finanziari predominanti esigono – e impongono – che il consumo di combustibili fossili sia mantenuto ai massimi livelli. Bisogna consumarne il più possibile e il più velocemente possibile, per garantire a chi detiene il controllo sulle risorse di realizzare i massimi profitti nel più breve tempo possibile. Ecco perché i governi e le organizzazioni internazionali incontrano notevoli difficoltà a inserire tra le prime voci dell'agenda globale la questione della sostituzione delle fonti fossili. È più facile evitare di affrontare il problema, limitandosi a discutere eventuali misure di contenimento degli effetti secondari e collaterali di una questione energetica tuttora irrisolta. Effetti come l'inquinamento di aria, acqua e suolo, le emergenze sanitarie, la deforestazione o la penuria di risorse idriche. Di rado, o quasi mai, l'eccessivo sfruttamento del petrolio e la scellerata e cieca fiducia riposta nelle risorse fossili sono esplicitamente addotte quali cause primarie di questi mali.
Nonostante la palese volontà nazionale e globale di ignorare – di comune accordo – il problema, cercando unicamente di rinviare l'inevitabile, alcune comunità urbane e amministrazioni cittadine hanno deciso di opporsi strenuamente a questo atteggiamento, e non solo a parole. Sporadicamente, per brevi periodi, riescono a sottrarsi in una certa misura alle pressioni esercitate dai grandi interessi energetici. Anche le loro iniziative, però, rischiano di andare perse nei meandri di agende meramente simboliche o sintomatiche, surrogati di azioni effettive ed efficaci, e finiscono col ritardare riforme ben più radicali quanto mai urgenti. Per esempio: è vero che è fondamentale "risparmiare energia" (il classico generico appello che spinge gran parte delle municipalità ad adottare misure per il contenimento del consumo energetico e l'incremento dell'efficienza energetica), ma in realtà il nodo cruciale non è rappresentato dal "consumo energetico" in sé. All'opposto, è costituito dal distruttivo incenerimento delle risorse fossili e dall'avallo del nucleare quale fonte alternativa. Questo manuale si prefigge di offrire a tutti utili indicazioni sul modo di superare l'attuale fase storica e realizzare, in concreto, una Città Rinnovabile.