State of the World 2009
In un mondo sempre più caldo
a cura di Gianfranco Bologna

In un mondo sempre più caldo
a cura di Gianfranco Bologna
stralcio pagina 279
Alcuni osservatori ritengono che le economie soffriranno via via che le azioni per contrastare i cambiamenti climatici si faranno più pressanti. Tuttavia la prosperità economica e l’occupazione dipendono fondamentalmente dalla stabilità climatica e da ecosistemi sani. Senza un’azione tempestiva molti posti di lavoro potrebbero scomparire a causa dell’esaurimento delle risorse, delle perdite di biodiversità e degli impatti di disastri naturali sempre più gravi. Allo stesso tempo, posti di lavoro che contribuiscono alla protezione dell’ambiente e alla riduzione dell’impronta di carbonio dell’uomo potrebbero offrire alle persone un’opportunità concreta per partecipare alla costruzione di una “comunità verde”.
La crescita dei cosiddetti “mestieri verdi” sarà un elemento trainante via via che il mondo affronterà la sfida di creare un’economia globale con basse emissioni di CO2. Una tale trasformazione comporterà investimenti su larga scala in nuove tecnologie, apparecchiature, edifici e infrastrutture che forniranno importanti incentivi alla creazione di nuovi posti di lavoro e un’opportunità per mantenere e trasformare quelli esistenti.
Il numero di posti di lavoro verdi sta già aumentando, specie nel settore delle energie rinnovabili, che negli ultimi anni ha conosciuto una rapida espansione. A livello globale, secondo una stima prudenziale, si valuta che i posti di lavoro nelle rinnovabili e il loro indotto ammontino a 2,3 milioni. L’eolico impiega ben 300.000 persone, il settore del solare fotovoltaico circa 170.000 e quello del solare termico più di 600.000 (questa cifra è legata alla bassa produttività della manodopera in Cina, il paese leader nella produzione di sistemi solari termici). Più di un milione di persone lavorano nell’industria dei biocombustibili (coltivazione e conversione di una serie di materie prime da trasformare in etanolo e biodiesel).
Alcune regioni industriali che sono diventate “cinture della ruggine”, per esempio alcuni stati centroccidentali degli Usa o la valle della Ruhr in Germania, si stanno rivitalizzando grazie allo sviluppo dell’eolico e del solare. Le comunità rurali percepiscono redditi addizionali quando gli agricoltori installano turbine eoliche sui loro terreni. L’installazione, la gestione e la manutenzione di sistemi per l’energia rinnovabile creano nuovi posti di lavoro che per definizione sono locali e resistenti alla terziarizzazione. In Bangladesh, la diffusione di sistemi solari domestici, che potrebbe raggiungere un milione di unità entro il 2015, potrebbe creare 100.000 posti di lavoro.
E si ritiene che il solare e l’eolico continueranno a espandersi rapidamente. Con stime di investimenti favorevoli, entro il 2030 il numero di posti di lavoro nell’eolico potrebbe raggiungere 2,1 milioni e per allora l’industria del solare fotovoltaico potrebbe impiegare 6,3 milioni di individui. Benché le rinnovabili richiedano un input di manodopera superiore ai combustibili fossili che sostituiscono, il settore energetico non impiega una gran numero di lavoratori. Grazie allo sviluppo di macchinari ed elettrodomestici più efficienti, alla fine si creeranno molti altri posti di lavoro verdi. I servizi per la valutazione del rendimento energetico sono già un fenomeno crescente.
I posti di lavoro nel settore dell’edilizia possono essere resi verdi assicurandosi che i nuovi edifici soddisfino alti standard di rendimento. Ciò è particolarmente importante in Asia dove è in corso un boom dell’edilizia, e l’ammodernamento di edifici commerciali e residenziali offre un enorme potenziale di posti di lavoro per costruttori, architetti, periti energetici, ingegneri e altri. Per esempio, tra il 2002 e il 2004, in Germania, la weatherization (trattamento che rende gli edifici più resistenti agli elementi atmosferici) di 200.000 appartamenti ha creato 25.000 nuovi posti di lavoro e ne ha salvati 116.000, nonostante il settore edilizio fosse in recessione.
Se si mobilitano le risorse necessarie, la costruzione di unità abitative energeticamente efficienti negli agglomerati urbani del mondo in via di sviluppo offre un’opportunità senza precedenti di creare posti di lavoro.
L’industria dei trasporti è un pilastro delle moderne economie, ma presenta il tasso più elevato di crescita delle emissioni di anidride carbonica. L’adozione delle migliori tecnologie per l’efficienza dei veicoli potrebbe ridurre drasticamente la loro impronta ecologica. Una valutazione sul settore dei trasporti suggerisce che oggi, degli 8 milioni di posti di lavoro generati direttamente dall’industria automobilistica a livello globale, non più di 250.000 sono impegnati nella produzione di automobili relativamente verdi. C’è quindi bisogno di una spinta decisa verso sistemi di propulsione molto più efficienti e che non funzionino con combustibili fossili. Analogamente, l’ammodernamento dei motori a due tempi, altamente inquinanti e diffusissimi soprattutto in Asia, potrebbe creare molti posti di lavoro.
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