Annuari

tratto da

State of the World 2010

Trasformare la cultura del consumo

di Worldwatch Institute

a cura di Gianfranco Bologna

2010 - pagine: 384 - euro 24,00 - ISBN 978-88-96238-39-4

Biblioteche dei giocattoli

stralcio pagina 143

Un modo intelligente con cui i genitori riducono il consumismo in età infantile è attraverso le biblioteche dei giocatoli che sono come le normali biblioteche, con la sola differenza che i bambini prendono a prestito giochi e giocattoli.

Situate nel cuore di una comunità, le biblioteche dei giocattoli attirano le famiglie per condividere beni comuni. Da una stima è emerso che vi sono 4.500 biblioteche dei giocattoli sparse in 31 paesi. In Nuova Zelanda, per esempio, ci sono 217 biblioteche che servono più di 23.000 bambini.

Fornendo giochi e giocattoli, le biblioteche aiutano i genitori a risparmiare. Applicando i valori della comunità locale, i bibliotecari dei giocattoli possono scartare quelli non educativi o che promuovono valori consumistici negativi.

Le biblioteche risolvono inoltre un importante dilemma che attanaglia i genitori: come si può soddisfare il diritto fondamentale dei bambini di giocare con prodotti vari e stimolanti evitando al contempo il consumismo eccessivo e lo spreco? Inoltre, la biblioteca dei giocattoli aiuta i genitori a proteggere i figli dall’influenza del mercato. Spesso i genitori scoprono che fare acquisti per i figli nei negozi di giocattoli è un’esperienza conflittuale e stressante. Le biblioteche offrono ai bambini una vasta gamma di prodotti tra cui scegliere e una grande varietà di giocattoli stimolanti.

La condivisione di beni comuni insegna inoltre ai bambini molti concetti preziosi, come generosità, empatia e valori ecologici. L’esperienza positiva di condivisione sembra diffondersi in modo virale e i genitori partecipano ad altre iniziative oltre alla donazione di giocattoli, come lo scambio dei vestiti per bambini, la donazione di articoli di seconda mano, la partecipazione in cooperative di libri e banche del tempo e la condivisione delle auto.

 

Lucie Ozanne, professoressa di marketing all’Università di Canterbury, Nuova Zelanda

Julie Ozanne, professoressa di marketing alla Virginia Tech University