Librerie

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LOMBARDIA

Libreria Popolare
Via Tadino 18,
Milano
Tel. 02 29513268


Ha una lunga storia la libreria Popolare di via Tadino a Milano, una storia che da metà del novecento si intreccia con le forze progressiste del paese, come ci racconta Guido Duiella, l’ultimo timoniere in ordine di tempo di questa ammiraglia dell’indipendenza libraria: “La libreria nasce come Nuova Corsia dei Servi per volontà di David Turoldo, Camillo de Piaz e Mario Cuminetti presso il convento S. Carlo nel centro di Milano nel 1952, diventando subito un punto di riferimento per i cattolici illuminati e la borghesia laica. Nel pieno dei movimenti degli anni '70, a causa delle sue posizioni ritenute eccessivamente progressiste dalle gerarchie ecclesiastiche, in particolare sul tema del divorzio, la libreria si sposta nell’attuale sede di via Tadino nel 1974, sulla spinta dell’area cattolica del sindacato”. Un quartiere molto popolare all’epoca e conseguentemente un pubblico di lettori diverso: “Il passaggio dal centro a una zona con una composizione sociale differente non è stato certamente semplice, e il nuovo obiettivo è stato quello di avvicinare alla cultura alta un quartiere popolare”.

Esaurita la fase dei fondatori, la Cisl, che ha sede di fronte, è subentrata nella gestione della libreria dalla fine degli anni '80, dando un’impronta più legata alle tematiche del lavoro, impostazione che è rimasta per molto tempo, fino a quando il sindacato ha deciso di chiuderla qualche anno fa. È lì che il testimone passa a Guido Duiella, che racconta: “Per vie traverse sono venuto a sapere che la libreria stava per chiudere, avendola frequentata per oltre vent’anni, per un fatto affettivo e irrazionale ho deciso di rilevarla mantenendo comunque la forma cooperativa, reinventandomi di fatto un mestiere visto che provengo da ambiti professionali diversi. Mi sento un libraio pro tempore con un'unica missione: salvare questa libreria”. Un impegno in prima persona, che ha visto la libreria tornare rapidamente a un assortimento fortemente votato all’approfondimento, privilegiando temi rivolti alla crescita di un senso diverso del vivere civile, e tra questi trova un suo punto di forza l’ambiente.

“Abbiamo un settore dedicato all’ambiente ed è uno dei settori che vorrei potenziare maggiormente, proponendo un ciclo di incontri che partano da libri di catalogo, per cui vorremmo riprendere titoli Verdenero, nella convinzione che i temi importanti non possano transitare in libreria per poche settimane come accade oggi per le novità. Il tipo di domanda oggi sui libri ambientali è difficile da decifrare, la domanda è depressa e non si esprime più, c’è una fase di stanca. Ma secondo me non è l’interesse specifico a venir meno, c’è un po’ un rifiuto verso il catastrofismo ambientale, la proposta andrebbe declinata sulle prospettive degli stili di vita sostenibile [ndr, a tal proposito vedi L'altra spesa o 100 domande sul cibo]”.

La scommessa di una libreria di qualità in una via poco commerciale all’inizio ha funzionato. “Le cose all’inizio della nuova gestione stavano andando bene e abbiamo ingranato, poi è arrivata la crisi e adesso non nascondo che anche noi come altre librerie indipendenti viviamo un periodo di difficoltà. Cerco di rispondere alla crisi facendo vivere ancora di più questo luogo: ho preso uno spazio a fianco per le presentazioni e diverse associazioni hanno sede qui”.

Ma la vera risposta alla crisi è stata la creazione di Lim, Librerie Indipendenti Milano, associazione di cui Guido Duiella è fondatore e presidente, un progetto che punta alla visibilità delle librerie indipendenti e a cui hanno già aderito 33 realtà tra le più importanti del panorama indipendente milanese come Aleph, Azalai, Utopia, Centofiori, Claudiana. Tra gli obiettivi, condivisione delle informazioni, presenza visibile ai festival e a book city, dialogo con le istituzioni e gli editori indipendenti.

“Comunicare, far sapere che ci siamo, non viversi come concorrenti, ma aiutarsi. Lavorare insieme per far entrare i lettori nelle librerie indipendenti, saranno queste le linee guida. Il primo obiettivo su cui stiamo lavorando è quello di strutturarci per comunicare bene e fare massa critica davanti ai distributori, ma la cosa più importante sarà favorire e incrementare il dialogo con gli editori”. Privilegiare il circuito, non solo il singolo ingranaggio, è l’unico modo per uscire da questa spirale depressiva.
 
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