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Quando depredare l'ambiente diventa un business

- di Antonio Pergolizzi
Il nemico giurato della circular economy è la green corruption: la sua esatta antitesi, la sua tomba. Un nemico liquido che si nutre e s’ingrassa di inefficienze burocratiche e pessime governance nella gestione delle risorse ambientali, di malaffare, di mancanza di etica e di responsabilità collettiva. Nemico ben peggiore delle lobby ancora aggrappate alle fonti fossili. leggi  >>

Non rinnovabile, ma eterno

- di Marco Gisotti
Virtualmente l’alluminio della lattina di birra che avete bevuto ieri sera è eterno, anche se il suo uso è invece molto recente. L’alluminio non si trova in natura, tanto che per secoli il suo valore ha rivaleggiato persino con quell’oro. Solo alla fine dell’Ottocento la sua estrazione è diventata sufficientemente conveniente dal punto di vista economico... leggi  >>

Il continente liquido

- di Mario Bonaccorso

Un continente liquido. Così Fernand Braudel, celebre storico francese della scuola delle Annales, ha definito il Mediterraneo. Un continente fatto di acqua che bagna tre continenti diversi ed è pesantemente minacciato dagli effetti del cambiamento climatico. leggi  >>

Un riciclo da evitare

- di Antonio CianciulloIl riciclo è cosa buona e giusta. Ma ci sono eccezioni. E la presidenza Trump ne offre la prova. Di fronte a una comunità scientifica che quasi all’unanimità chiede di mettere in sicurezza l’atmosfera, The Donald ha deciso di porre a capo dell’Environmental Protection Agency un climascettico, l’uomo che per anni ha lottato proprio contro l’agenzia ambientale impugnandone le decisioni davanti alla Corte Suprema. La scelta di Scott Pruitt, il procuratore generale dell’Oklahoma definito da Giuseppe Sarcina sul Corriere della Sera “il portavoce togato della lobby energetica: petrolio e soprattutto gas”, come direttore dell’Epa non è solo una beffa, uno schiaffo alla California devastata da una siccità infinita, alle centinaia di città e associazioni statunitensi che si battono contro il cambiamento climatico, alle aziende a stelle e strisce che rischiano di perdere competitività e mercati. È anche una pericolosa forma di riciclo: quello delle tossine sociali che rischiano di spaccare gli States spargendo risentimento e divisione.  leggi  >>

Normativa ambientale, tra classici e novità

- di Costanza Kenda

Ritorna l’appuntamento con le ultime uscite della casa editrice in materia di normativa sui rifiuti. Come ogni anno infatti, in occasione di Ecomondo (che quest’anno ha visto Edizioni Ambiente presente, oltre che con le novità normative, anche con la prima mostra sull’economia circolare “Exnovomaterials”) sono state presentate le novità della collana normativa. leggi  >>

Promuovere il Made in Italy con l’efficienza energetica

-  a cura della redazione
Il 30 novembre 2016 la Commissione europea ha presentato un pacchetto di misure che, tra le altre, prevedono la stesura di una nuova direttiva sulle rinnovabili e la revisione della direttiva sull’efficienza energetica, compresa quella negli edifici. Si tratta dell’ennesima dimostrazione del fatto che l’Unione europea ha messo rinnovabili ed efficienza al centro della propria strategia di sviluppo. leggi  >>

Umani resistenti ai fatti

- di Marco MoroSe non fosse scritto con intento satirico, il contenuto dell’articolo di Andy Borowitz uscito di recente su The New Yorker potrebbe tranquillamente essere preso per vero. L’annuncio dei risultati di uno studio condotto da ricercatori dell’Università del Minnesota, che ha portato a isolare un potente e virulento “ceppo di umani che hanno sviluppato una resistenza ai fatti” e in grado quindi di minacciare la capacità della Terra di sostenere la vita, tocca infatti un tema di assoluta attualità, specie nel momento in cui un “umano resistente ai fatti” conquista la presidenza degli Stati Uniti. Questi umani sono virtualmente immuni a ogni forma di conoscenza verificabile, apparentemente dotati di tutte le facoltà necessarie a ricevere ed elaborare informazioni, ma hanno sviluppato difese tali da rendere inefficaci queste capacità. “Come i fatti si moltiplicano, le loro difese contro questi fatti diventano via via più forti”, afferma l’immaginario scienziato Davis Lodgson, aggiungendo, “le normali funzioni della coscienza umana... leggi  >>

Quali saranno gli impatti della presidenza Trump sul versante energetico-ambientale?

- di Gianni Silvestrini
Le posizioni del tycoon sono note. Ritiene che il riscaldamento del pianeta sia una bufala e intende quindi sfilarsi dall’Accordo di Parigi. Vuole tagliare gli investimenti climatici sia negli Usa sia a livello internazionale. leggi  >>

Ci sono voluti 20 anni, ma ne è valsa la pena...

- Più “snella” delle precedenti, l’edizione 2016 di Ecomafia è la prima pubblicata dopo l’entrata in vigore della legge sugli ecoreati. Abbiamo chiesto ad Antonio Pergolizzi, “storico” curatore del Rapporto, di illustrarci i primi risultati della sua applicazione. leggi  >>

Il valore della qualità – Intervista a Giuliano Dall’Ò

- Tra quelli che l’hanno già ottenuta e quelli che la stanno conseguendo sono quasi 350 gli edifici Leed nel nostro paese. Il protocollo è stato applicato a edifici storici, centri di innovazione, case provate e interi quartieri. leggi  >>

I palazzi nelle nuvole – Intervista a Gianni Silvestrini

- No, non state per leggere un racconto di fantascienza. Il titolo di questo contributo fa riferimento alla trasformazione in corso nel settore dell’edilizia, che viene sempre più investito dalle tecnologie dell’IT. leggi  >>

A forza di numeri…

- di Marco Moro
“A forza di numeri ammazzerebbe un bue”: così uno dei relatori commentava l’intervento di un collega, durante un convegno che parecchio tempo fa mi trovavo a moderare.
E forse allora l’ossessione per i numeri non era nemmeno dilagante come lo è ora.
Pare che nella comunicazione, e soprattutto in quella giornalistica, non se ne possa fare a meno. Senza numeri non c’è notizia, non c’è nemmeno un argomento. Senza numeri le cose non esistono o, almeno, non si possono comunicare “efficacemente”. Il numero è la notizia. Mi fermo subito in questa ennesima lamentazione contro quella che reputo cattiva informazione, un’informazione diseducativa e tutt’altro che efficace. Il pubblico dei lettori, assordato da una cacofonia di numeri si allontana sempre di più da strumenti di informazione che non informano... leggi  >>

Lo shopper equo e solidale

- di Antonio Cianciullo
Spinta dall’aumento degli squilibri sociali, la xenofobia avanza. La paura dell’altro – non noto, diverso, minaccioso – aumenta a dispetto delle statistiche che vedono buona parte degli atti di violenza, a cominciare da quella sessuale, venire da chi ci è storicamente vicino. E la tentazione di erigere muri si affaccia, come dimostra il referendum del 23 giugno in Gran Bretagna, in luoghi finora insospettabili.I servizi che pubblichiamo in questo numero di Materia Rinnovabile sulla questione dei sacchetti di plastica aiutano a guardare all’intreccio tra questione ambientale e questione sociale con occhi freschi.L’associazione tra shopper e pregiudizi razziali può apparire ardita. Ma le frontiere tecnologiche della plastica compostabile sono molto avanzate e potrebbero far pensare che gli strumenti di difesa ambientale siano appannaggio dei paesi più ricchi: l’ecologia come un’altra barriera tra la sponda Nord e quella Sud del Mediterraneo. leggi  >>

Così la Brexit penalizza la bioeconomia di Christian Patermann

- I media sono pieni di notizie e analisi sulla Brexit. Allora perché concentrarsi sull’impatto che produrrà la Brexit sulla bioeconomia? La risposta è piuttosto semplice: è difficile trovare un altro ambito nel settore della ricerca e sviluppo tecnologico, nell’innovazione e nella futura cooperazione transnazionale europea più indicativo a prestarsi come vetrina delle infauste conseguenze di quanto deciso il 23 giugno. leggi  >>

La rinascita dei materiali eco-locali Pietra, terra, legno, paglia, canne & Co di Dominique Gauzin-Müller

- L’impiego innovativo di materiali vernacolari (legno, paglia e altri materiali vegetali, terra, pietra) sta diventando una pratica corrente sia negli edifici residenziali, sia nei lavori pubblici e nei grandi complessi edilizi. In Francia il governo e le amministrazioni locali hanno iniziato a promuovere l’impiego di questi materiali derivanti da filiere corte, in grado di valorizzare le risorse di ciascuna regione. leggi  >>

Le biomasse possono fare la differenza di Maurizio Cocchi

- È una panoramica unica sullo stato delle cose nel settore delle biomasse – e sul loro ruolo fondamentale nella transizione a un’economia a basse emissioni – quella emersa dalla ventiquattresima Conferenza ed esposizione europea sulle biomasse di Amsterdam (Eubce 2016 - European Biomass Conference and Exhibition). leggi  >>

Il mare del futuro Intervista a Edoardo Zanchini a cura di Diego Tavazzi

- Come per altri elementi del territorio e del paesaggio, si parla di mare e di coste solo in relazione alle emergenze. Occorre invece ragionare con attenzione e lungimiranza sul presente e il futuro di questi due elementi. L’edizione 2016 di Ambiente Italia analizza lo stato delle coste italiane, e presenta una serie di soluzioni per valorizzarle e risolvere le criticità che le affliggono ormai da decenni. leggi  >>

Economia circolare Intervista a I. Brambilla ed E. Bompan a cura di Paola Fraschini

- Nonostante se ne parli parecchio, in pochi hanno chiaro cos’è davvero l’economia circolare. Sarà perché si tratta di un termine di recente diffusione, sarà perché è un “ombrello” sotto cui possono rientrare saperi e pratiche molto diversi come la bioeconomia, la sharing economy, il remanufacturing, la biomimesi o i sistemi di gestione avanzata dei rifiuti. leggi  >>

Economia in forma perfetta di Diego Tavazzi

- Ok, lo sappiamo: abbiamo un problema. Anzi, no: abbiamo parecchi problemi, e non piccoli. Li conosciamo, e in un elenco si potrebbero menzionare i cambiamenti climatici, la perdita di biodiversità, l’esaurimento delle risorse, l’inquinamento in tutte le sue forme possibili, la crisi occupazionale, la recessione e l’iniquità che separa l’1% dei Paperoni dal restante 99%. leggi  >>

Meglio un’economia senza economisti? di Marco Moro

- Racconta Walter Stahel in un articolo recentemente pubblicato su Nature: “Il concetto (di economia circolare, ndr) prese origine dall’idea di sostituire il consumo di energia con la forza lavoro, descritto per la prima volta circa 40 anni fa, in un rapporto alla Commissione europea redatto da me e Geneviève Reday-Mulvey mentre lavoravamo all’Istituto di Ricerca Battelle, a Ginevra. I primi anni ’70 vedevano prezzi crescenti dell’energia e un alto tasso di disoccupazione. Come architetto, sapevo bene che ci vogliono più lavoro e meno risorse nel ristrutturare un edificio esistente anziché nel costruirne uno nuovo. Tale principio è vero per ogni forma di stock o capitale, dal telefono cellulare al terreno arabile e al patrimonio culturale”. leggi  >>
 
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