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Smart City in Italia: cartoline dal futuro?

- di Marco MoroRisposta negativa: la città intelligente si sta manifestando sotto i nostri occhi, nonostante immobilismo e arretratezza (o peggio, se si guarda a ciò che racconta anche quest’anno il rapporto Ecomafia, appena uscito) siano gli ingredienti più riconoscibili nell’immagine complessiva del Paese. Basti pensare, tanto per restare in ambito smart, al tema “banda larga” o all’altrettanto vuoto, persino ridicolo ormai, ritornello che va sotto il nome di “agenda digitale”, temi oggetto di tanti annunci - praticamente all’insediamento di ogni nuovo governo - cui seguono, altrettanto regolarmente, pochi fatti. E intanto le cose, alcune cose, succedono. Ma cos’è la smart city in Italia, dove guardare per trovarne le tracce? Scorrere l’elenco dei progetti selezionati dal MIUR rischia di essere un esercizio un po’ frustrante, tanto varie sono le tipologie e gli ambiti di intervento di progetti finanziati il cui titolo è spesso una semplice sommatoria di hype del momento... leggi  >>

Car sharing. Intervista a Carlo Iacovini

- di Paola Fraschini
Con la crescita delle città, dei suoi utilizzatori (il 75% dell’umanità gravita sulle aree metropolitane) e il rapido sviluppo delle tecnologie che facilitano la condivisione, il concetto di auto di proprietà sta tramontando. La macchina non è più uno status symbol, tanto che una recente ricerca di McKinsey ha appurato fra i cosiddetti Millennials, cioè i ragazzi tra i 18 e i 31 anni leggi  >>

Quello che sta dietro a Ecomafia. Intervista ad Antonio Pergolizzi

- di Diego Tavazzi
La prima edizione del rapporto Ecomafia risale al 1994. Ventuno volumi che raccontano di come negli anni i criminali ambientali abbiano fatto scempio del nostro paesaggio, della nostra salute e del nostro futuro. E di come cittadini, forze dell’ordine e magistrati si siano opposti ai loro disegni leggi  >>

I condomini e la sfida dell’abitare sostenibile. Intervista ad Annalisa Galante

- di Mariantonietta Giffoni
 A oggi, in Italia ci sono 25 milioni di unità immobiliari in condominio abitate da quasi 15 milioni di famiglie. È possibile migliorare le condizioni di questi immobili, con azioni rivolte alla sostenibilità ambientale, economica e sociale? Parliamone con l’architetto Annalisa Galante, Adjunct Professor e Research Assistant presso il Dipartimento ABC - Politecnico di Milano leggi  >>

Un voto cifrato

- di Marco Moro
Profondamente scossa nelle sue stesse fondamenta e nei contenuti ideali, l’Unione europea sta conoscendo la più grave crisi di legittimità della sua storia. Lo confermano i risultati elettorali di domenica 25 maggio per il rinnovo del Parlamento europeo che hanno visto il trionfo di Marine Le Pen in Francia, quello del partito euroscettico Ukip nel Regno Unito, addirittura l’ingresso di un eurodeputato neonazista in Germania. Anche il successo del partito di Tsipras in Grecia, sulla sponda politica opposta, lancia un messaggio chiaro contro le politiche di austerità che hanno stremato il paese.
Quindi, se guardando al contesto italiano si potrebbe trarre dai risultati delle elezioni un’immagine rassicurante di maggiore stabilità, non appena si allarga lo sguardo alle altre nazioni europee (come si dovrebbe, visto che le elezioni erano europee) le contraddizioni appaiono molto evidenti... leggi  >>

Post-elezioni. Intervista a Silvia Zamboni

- di Paola Fraschini
Come exit strategy per uscire dalla crisi economica e dalla disoccupazione giovanile ci vuole un'Europa paladina dell'ambiente, della lotta ai cambiamenti climatici, che riduce le spese militari e incrementa la spesa sociale, democratica, attenta alle politiche di genere ecc., l'elenco potrebbe continuare. In questo orizzonte di un’Europa diversa c’è da augurarsi leggi  >>

Lo sviluppo entro i limiti. Intervista ad Anders Wijkman

- di Diego Tavazzi
Individuati e presentati nel 2009, i confini planetari sono subito diventati un elemento centrale nella definizione delle proposte più avanzate in tema di sostenibilità. Abbiamo chiesto ad Anders Wijkman, autore insieme a Johan Rockstrom del 33.esimo Rapporto al Club di Roma Natura in bancarotta, di illustrarci le relazioni tra teoria... leggi  >>

Blue economy 2.0. Intervista a Gunter Pauli

- di Paola Fraschini
Sono passati quattro anni dalla prima edizione di Blue Economy e si sono fatti grandi passi avanti, ecco perché è giunto il momento di pubblicare una nuova edizione completamente rivista di questo testo fondamentale dell’ambientalismo scientifico. Diversamente dalla green economy, la blue economy non richiede alle aziende di investire di più per salvare l’ambiente, anzi... leggi  >>

È l’ora della green education?

- di Marco Moro
250.000: in euro è il premio per il concorrente che vincerà quest’anno la 13a edizione de “Il Grande Fratello” mentre in dollari USA (quindi un bel po’ di denaro in meno) è l’ammontare del riconoscimento che andrà al vincitore del World Food Prize 2014, il Nobel del cibo e dell’alimentazione, attribuito a persone che con il loro lavoro o le loro ricerche abbiano sostanzialmente migliorato la quantità, qualità e accessibilità del cibo nel mondo.
Difficile commentare, e fin troppo facile fare dell’ironia o trarre conclusioni catastrofiste sullo stato della cultura nel mondo. Senz’altro è la Norman Borlaug Foundation che dovrebbe essere più generosa in merito all’entità del WFP. Può essere che non siano al corrente dei premi in palio al GF 13, altrimenti ritoccherebbero, no? leggi  >>

Nominations per il World Food Prize 2014
Noi votiamo Lester Brown!

- di Paola Fraschini
Il World Food Prize è considerato il premio Nobel del cibo. Istituito nel 1986 da Norman Borlaug, padre della Rivoluzione verde e Nobel per la pace nel 1970 per il suo impegno contro la fame nel mondo, prevede l'assegnazione di 250.000 dollari a chi si ritiene abbia “migliorato la qualità, la quantità o la disponibilità di cibo nel mondo”. leggi  >>

Le dimensioni della green economy

- di Tim Jackson
Le attività economiche che danneggiano gli ecosistemi su cui si basa la nostra prosperità futura sono ovviamente insostenibili. Come già detto, però, l’economia dovrebbe consentire agli individui di prosperare e alle comunità di fiorire. leggi  >>

Dieci azioni per zero rifiuti
Intervista a Roberto Cavallo

- di Paola Fraschini
In Italia la produzione di rifiuti solidi urbani nel 2012 e stata di 504 kg/abitante, contro i 528 kg/abitante del 2011, mentre la raccolta differenziata ha sfiorato il 40% (39,9%). Quindi buone notizie. Ma, al di là dei numeri, cerchiamo di capirci qualcosa di più con Roberto Cavallo leggi  >>

Leggere è più semplice con delle Little Free Libraries in città

- Cosa succede se famosi designer seminano delle piccole biblioteche gratuite in giro per la città? È successo a New York, dove i cittadini si sono imbattuti in artistiche installazioni ricche di libri leggi  >>

Parchi (più) naturali - Intervista a Pinuccia Montanari

- di Diego Tavazzi
Per definizione, i parchi sono luoghi in cui la natura viene protetta e valorizzata. Eppure, negli anni si è prestata poca attenzione alla questione dei rifiuti prodotti al loro interno leggi  >>

Ecomondo: focus sulla green economy

- di Marco Moro

Una recente indagine condotta da SWG ha rivelato come il 72% degli italiani sia convinto del fatto che le prospettive per l’occupazione e lo sviluppo economico debbano passare attraverso la tutela dell’ambiente. A pochi giorni dall’inizio di Ecomondo 2013 (Rimini, 6-9 novembre) e dalla seconda grande assise degli Stati Generali della Green Economy, che in quella sede avrà luogo, questo dato suona come una sorta di “endorsement popolare” per una più decisa svolta verso la green economy. Volendolo utilizzare come tale, è un forte richiamo a una politica che su questi temi sta facendo melina e anche sostanziali passi indietro, lasciando in mano alle imprese e ai cittadini (e a poche amministrazioni locali, piuttosto disarmate) l’onere di consolidare quello che dovrebbe essere l’indirizzo su cui orientare l’intero sistema economico italiano. leggi  >>

Sono così piccoli, eppure...

- di Dag O. Hessen
Di solito, quando si pensa al cambiamento climatico, le prime cose che vengono in mente sono, con ogni probabilità, anidride carbonica, emissioni dagli impianti e traffico automobilistico. In realtà, la questione è molto più complessa, e investe ogni settore della biosfera di cui facciamo parte leggi  >>

AR5: completo, autorevole, prudente

- di Diego Tavazzi
A distanza di sei anni dall’ultimo Rapporto Ipcc la conoscenza scientifica sui cambiamenti climatici provocati dal riscaldamento globale è ancora più robusta e precisa. Abbiamo chiesto un commento a Federico Antognazza, vicepresidente dell'Italian Climate Network leggi  >>

Negazionismo e disinformazione sul climate change

- Intervista a Stefano Caserini
di Paola Fraschini
Da qualche settimana, il dibattito sulle causa antropiche del cambiamento climatico ha assunto toni particolarmente accesi. Le cause? La diffusione del Sommario del 5° Rapporto dell’Ipcc (Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici). Abbiamo chiesto a Stefano Caserini di illustrarci lo stato del dibattito leggi  >>

Cambiamenti climatici e migrazioni

-  di Michael Renner
È in corso un acceso dibattito sul fatto che i cambiamenti climatici porteranno a un cospicuo aumento delle migrazioni. L’International Organization for Migration fa giustamente notare che “la migrazione non avviene sempre, perché ai più vulnerabili possono mancare i mezzi per spostarsi”. Quando si verificano esodi causati dal clima, possono essere visti sia come un fallimento nell’adattamento o come una strategia di sopravvivenza leggi  >>

Comunicazione, etica e politica

- di Marco Moro

Non sono tanti i testimonial (e meno ancora sono quelli credibili) delle tematiche “ambientali” nel mondo della comunicazione. Uno di questi è certamente Luca Mercalli e a lui abbiamo chiesto una battuta, qualche giorno fa, sulla ridda di anticipazioni e presunti scoop di stampo negazionista che hanno preceduto la presentazione del “Summary for Policymakers” del V° Rapporto IPCC sul cambiamento climatico. L’opinione di Mercalli è chiara: “La scienza del clima ha fatto quanto poteva, rilevando i sintomi, individuando la patologia e formulando la prognosi. Ora tutto è nelle mani del paziente: voler guarire, volersi sottoporre alla cura, mettersi a dieta... e forse scoprire che si può pure stare meglio di prima! Ma la malattia del riscaldamento globale è complessa, la cura lunga e articolata, le ricette molteplici: per questo ora sono la comunicazione, l'etica e la politica i campi dove si gioca il futuro dell'Umanità.” leggi  >>
 
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