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Sette passi nel futuro delle città

- di Diego Tavazzi
Ogni dieci anni circa, nel nostro paese sale l’attenzione al tema della sostenibilità delle città. Nel 1997, in occasione della firma del Protocollo di Kyoto, ci fu un gran parlare sui modi per rendere meno inquinanti i centri urbani. Nel 2008 la corsa a firmare il Covenant of the Mayor, conosciuto anche come Patto dei Sindaci. Nei (quasi) dieci anni trascorsi da allora, calma (quasi) piatta. leggi  >>

Alla scoperta della green society – Intervista a Vittorio Cogliati Dezza

- di Diego Tavazzi
Green society: una formula per una gamma di fenomeni che si stanno delineando nel nostro paese, dal Sud al Nord, dalle città più grandi ai centri più piccoli e isolati, accumunati dalla ricerca di significati ed esperienze diversi da quelli proposti dal modello neo-liberista ancora prevalente. leggi  >>

Ecomafia 2017: l’anno (forse, speriamo) della svolta – Intervista ad Antonio Pergolizzi

- cura di Diego Tavazzi
I reati ambientali accertati delle forze dell’ordine e dalle Capitanerie di porto nel 2016 sono passati da 27.745 a 25.889, con una flessione del 7% rispetto al 2015. Crescono, gli arresti, le denunce e i sequestri, a testimoniare una sempre maggiore efficacia dell’azione investigativa e repressiva. leggi  >>

Tra vacche sacre e orti condivisi

- di Marco MoroDue libri per raccontare due nazioni diverse. Peccato si tratti sempre della stessa.
Mai come quest’anno, infatti, l’immagine dell’Italia restituita dalle due nuove pubblicazioni curate da Legambiente sembra parlare di paesi diversi, e parecchio distanti tra loro.
L’uscita quasi contemporanea di Alla scoperta della green society, il volume curato da Vittorio Cogliati Dezza, e di Ecomafia 2017, realizzato come sempre dall’Osservatorio Ambiente e Legalità di Legambiente, amplifica l’effetto stridente prodotto dai risultati di queste due indagini. Le cento testimonianze raccolte da Cogliati Dezza provengono da un paese dove i cittadini, le imprese, le amministrazioni locali sono parte di un fenomeno di riappropriazione (e a volte di totale reinvenzione) del proprio ruolo nella società. E per le imprese, in particolare, spesso questo è davvero una novità: trovare in un panorama critico come quello della nostra economia imprese che sono già in linea, e a volte hanno precorso, la visione dell’impresa contemporanea teorizzata da Pavan Sukhdev in Corporation 2020 leggi  >>

Moda, cannibali e forchette

- di Marco Ricchetti
Negli ultimi 15 anni nel mondo si è consumata una quantità sempre maggiore di abbigliamento: si è passati dai circa 8 kg di fibre tessili per abitante del 2000 a circa 13 kg nel 2015. E ogni chilo in più comporta un corrispondente incremento di energia consumata, di sostanze chimiche rilasciate nell’ambiente, l’esaurimento di materiali non rinnovabili. Ma l’aumento di consapevolezza e sensibilità agli impatti ambientali prodotti dal settore sta spingendo la moda verso un cambio di paradigma. leggi  >>

Chiudere il cerchio è solo un'opzione

- di Antonella Ilaria Totaro, intervista a Thomas Rau, Sabine Oberhuber
Il futuro dei materiali visto dall’Olanda. Tra passaporto dei materiali, limited edition e prodotto come servizio. Con un suggerimento: iniziare dalla Ferrari. leggi  >>

Avrò cura di te

- di Emanuele Bompan, intervista a Walter R. Stahel
Riuso, riparazione, rilavorazione, adeguamento tecnologico. Partendo da questi concetti Walter R. Stahel parla dell’estensione della vita degli oggetti, l’altra faccia dell’economia circolare. Ma occorre sviluppare una nuova relazione con i beni, un approccio basato sulla cura contrapposto a quello “usa e getta”. E non manca una forte critica al Circular Economy Package dell’Ue. leggi  >>

È di moda la sostenibilità

- di Antonio Cianciullo
Sul cibo non c’è più discussione. In pochi decenni il mondo del food è stato capovolto e una visione che si può definire politica – cioè la capacità di collegare settori diversi, esigenze diverse, business diversi – è diventata senso comune in chi si avvicina al tema alimentare. Nella definizione di una strategia agricola moderna convivono ormai con buona frequenza elementi come l’amore per la tradizione, la volontà di mantenere la coesione sociale, la difesa dei territori marginali e della biodiversità, l’aumento dei fatturati, il rilancio del turismo.
Uno dei capisaldi del brand Italia è entrato dunque a pieno titolo nell’era contemporanea trainandosi dietro un forte rilancio dei prodotti a marchio territoriale, del biologico e del biodinamico. Adesso tocca alla moda. Non certo perché la moda sia rimasta indietro dal punto di vista della capacità competitiva: i numeri dimostrano il contrario e la natura stessa del settore è legata al continuo aggiornamento della sensibilità. Ma il tema può essere affrontato toccando varie corde. E da qualche tempo quelle ambientali risuonano con più frequenza. leggi  >>

Sorpresa: la Germania è poco circolare

- Intervista a Henning Wilts a cura di Silvia Zamboni
La Germania che non ti aspetteresti: la prima potenza manifatturiera d’Europa, nota nel mondo per la rigorosa politica di gestione dei rifiuti (dal 2005, per esempio, ha vietato il conferimento in discarica di rifiuti non pretrattati), in materia di sviluppo dell’economia circolare è invece tutt’altro che un paese battistrada. Lo sostiene Henning Wilts. leggi  >>

Trasformare le ferite in racconto

- Intervista a Serenella Iovino a cura di Matteo Reale
L’Italia è una terra fragile, sconvolta sempre più spesso da calamità sismiche che ne modificano il profilo, colpendo uomini e distruggendo borghi, insediamenti, testimonianze artistiche. Soprattutto oggi, dopo il terremoto che si è abbattuto su regioni così dense di storia del centro Italia... leggi  >>

Il primo master in bioeconomia ed economia circolare

- Intervista a Giovanni Sannia a cura di Mario Bonaccorso
Lo scorso 23 gennaio è iniziata la prima edizione del master universitario Bioeconomy in the Circular Economy. Una doppia novità perché non solo questo master è il primo in Europa dedicato ad approfondire i temi della bioeconomia e dell’economia circolare, ma anche perché per la prima volta quattro dei principali atenei italiani si sono messi insieme. leggi  >>

Il futuro nonostante Trump

- di Antonio Cianciullo
Siamo molto vicini al 2019, l’anno in cui è proiettata Los Angeles nello straordinario Blade Runner girato da Ridley Scott nel 1982. A distanza di 35 anni da quella grande interpretazione di Harrison Ford non è facile comparare fantasia e realtà. La California è certo più serena di come l’avesse immaginata Philip K. Dick nel tracciare il quadro da cui è stato tratto il film. In compenso la Washington guidata dalla diplomazia delle Trump Tower (chi accetta di costruirle è buono, chi si oppone è un nemico degli Stati Uniti) e dall’assalto alle leggi che proteggono l’ambiente appare più inquietante delle aspettative, popolata da replicanti di un pensiero antiscientifico che sembrava ormai confinato in pellicole scolorite. Come sarà il mondo tra altri 30 anni, nel 2049? Il sequel di Blade Runner è ben tratteggiato nella rubrica di Roberto Giovannini. Ma nella realtà come andranno le cose? Ogni anno che passa le previsioni diventano più incerte perché la velocità e la radicalità del cambiamento...crescono leggi  >>

Quando depredare l'ambiente diventa un business

- di Antonio Pergolizzi
Il nemico giurato della circular economy è la green corruption: la sua esatta antitesi, la sua tomba. Un nemico liquido che si nutre e s’ingrassa di inefficienze burocratiche e pessime governance nella gestione delle risorse ambientali, di malaffare, di mancanza di etica e di responsabilità collettiva. Nemico ben peggiore delle lobby ancora aggrappate alle fonti fossili. leggi  >>

Non rinnovabile, ma eterno

- di Marco Gisotti
Virtualmente l’alluminio della lattina di birra che avete bevuto ieri sera è eterno, anche se il suo uso è invece molto recente. L’alluminio non si trova in natura, tanto che per secoli il suo valore ha rivaleggiato persino con quell’oro. Solo alla fine dell’Ottocento la sua estrazione è diventata sufficientemente conveniente dal punto di vista economico... leggi  >>

Il continente liquido

- di Mario Bonaccorso

Un continente liquido. Così Fernand Braudel, celebre storico francese della scuola delle Annales, ha definito il Mediterraneo. Un continente fatto di acqua che bagna tre continenti diversi ed è pesantemente minacciato dagli effetti del cambiamento climatico. leggi  >>

Un riciclo da evitare

- di Antonio CianciulloIl riciclo è cosa buona e giusta. Ma ci sono eccezioni. E la presidenza Trump ne offre la prova. Di fronte a una comunità scientifica che quasi all’unanimità chiede di mettere in sicurezza l’atmosfera, The Donald ha deciso di porre a capo dell’Environmental Protection Agency un climascettico, l’uomo che per anni ha lottato proprio contro l’agenzia ambientale impugnandone le decisioni davanti alla Corte Suprema. La scelta di Scott Pruitt, il procuratore generale dell’Oklahoma definito da Giuseppe Sarcina sul Corriere della Sera “il portavoce togato della lobby energetica: petrolio e soprattutto gas”, come direttore dell’Epa non è solo una beffa, uno schiaffo alla California devastata da una siccità infinita, alle centinaia di città e associazioni statunitensi che si battono contro il cambiamento climatico, alle aziende a stelle e strisce che rischiano di perdere competitività e mercati. È anche una pericolosa forma di riciclo: quello delle tossine sociali che rischiano di spaccare gli States spargendo risentimento e divisione.  leggi  >>

Normativa ambientale, tra classici e novità

- di Costanza Kenda

Ritorna l’appuntamento con le ultime uscite della casa editrice in materia di normativa sui rifiuti. Come ogni anno infatti, in occasione di Ecomondo (che quest’anno ha visto Edizioni Ambiente presente, oltre che con le novità normative, anche con la prima mostra sull’economia circolare “Exnovomaterials”) sono state presentate le novità della collana normativa. leggi  >>

Promuovere il Made in Italy con l’efficienza energetica

-  a cura della redazione
Il 30 novembre 2016 la Commissione europea ha presentato un pacchetto di misure che, tra le altre, prevedono la stesura di una nuova direttiva sulle rinnovabili e la revisione della direttiva sull’efficienza energetica, compresa quella negli edifici. Si tratta dell’ennesima dimostrazione del fatto che l’Unione europea ha messo rinnovabili ed efficienza al centro della propria strategia di sviluppo. leggi  >>

Umani resistenti ai fatti

- di Marco MoroSe non fosse scritto con intento satirico, il contenuto dell’articolo di Andy Borowitz uscito di recente su The New Yorker potrebbe tranquillamente essere preso per vero. L’annuncio dei risultati di uno studio condotto da ricercatori dell’Università del Minnesota, che ha portato a isolare un potente e virulento “ceppo di umani che hanno sviluppato una resistenza ai fatti” e in grado quindi di minacciare la capacità della Terra di sostenere la vita, tocca infatti un tema di assoluta attualità, specie nel momento in cui un “umano resistente ai fatti” conquista la presidenza degli Stati Uniti. Questi umani sono virtualmente immuni a ogni forma di conoscenza verificabile, apparentemente dotati di tutte le facoltà necessarie a ricevere ed elaborare informazioni, ma hanno sviluppato difese tali da rendere inefficaci queste capacità. “Come i fatti si moltiplicano, le loro difese contro questi fatti diventano via via più forti”, afferma l’immaginario scienziato Davis Lodgson, aggiungendo, “le normali funzioni della coscienza umana... leggi  >>

Quali saranno gli impatti della presidenza Trump sul versante energetico-ambientale?

- di Gianni Silvestrini
Le posizioni del tycoon sono note. Ritiene che il riscaldamento del pianeta sia una bufala e intende quindi sfilarsi dall’Accordo di Parigi. Vuole tagliare gli investimenti climatici sia negli Usa sia a livello internazionale. leggi  >>
 
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