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Rallentare la grande accelerazione per custodire la bellezza

- di Diego Tavazzi
“Noi umani, antrophos in greco antico, siamo diventati un agente di trasformazione così rilevante da poter essere considerati una forza geologica sul pianeta, più importante per effetti e ritmo delle eruzioni vulcaniche, della tettonica delle placche o dell’erosione. Con un’indifferenza spericolata, abbiamo dato il via a una nuova era geologica, l’‘Antropocene’.” leggi  >>

Il culto delle Grandi opere

- di Marco MoroUn’ideologia, sostenuta e alimentata da un solidissimo conglomerato di adepti, fatto di interessi imprenditoriali, politici, finanziari e persino accademici: è il “partito delle Grandi opere”, trasversale agli schieramenti e strettamente abbarbicato a un’idea di sviluppo che ricorda tanto gli anni del boom economico. Più di mezzo secolo fa, un altro mondo.
E le autostrade, icona di quel periodo, sono infatti uno dei totem di questa religione. Sarà solo nostalgia degli autogrill?Se questa ipotesi non vi convince del tutto, se non siete portati a credere che il desiderio di una “rustichella” possa essere il motore che muove miliardi di euro, se “infrastruttura essenziale per Expo” vi sembrava già una motivazione vagamente debole, allora Anatomia di una grande opera. La vera storia delle Brebemi è una lettura che fa per voi. leggi  >>

Sulla Brebemi non si gioca più a calcio. Però... Intervista a Roberto Cuda

- di Diego Tavazzi
... Chiunque l’abbia percorsa si sarà accorto che di traffico ce n’è davvero poco. E quindi, anche ammesso che da qui a breve tempo l’economia del nostro paese inizi a galoppare, e che frotte di auto, furgoni e camion riprendano a sfrecciare sulla rete autostradale, qual è il senso di opere come questa? Soprattutto considerando che le Grandi opere fanno Grandi danni all’ambiente, che la collettività si arricchisce poco o niente, mentre fanno affari d’oro i soliti (pochi) noti, e che di proposte alternative al modello “strade – cemento – capannoni” ce ne sono parecchie e anche di assai valide. leggi  >>

Basta la parola!

- di Marco Moro
Così in un vecchio spot pubblicitario si promuoveva un noto confetto lassativo. Sarebbe un parallelo oltremodo volgare riprendere questa immagine e applicarla alle due settimane di intensissime trattative che hanno preceduto l’accordo di Parigi. La trattiva però, come è ormai noto, rischiava di incagliarsi su singola parola; modificarla, passando da un “devono” a un "dovrebbero” ha sbloccato la situazione e quindi, ancora una volta, è bastata la parola.
Seriamente: su questa sostituzione di una singola parola si sono fortemente focalizzate le critiche all’esito di Cop 21. Le azioni improntate alla realpolitik raramente diventano popolari. Se però quel passaggio da un indicativo a un condizionale permetterà agli Stati Uniti di evitare la necessità di far ratificare l’accordo in Senato, dove certamente verrebbe affossato, l’assunzione del confetto produrrà più benefici che danni.
Sicuramente il testo dell’accordo va letto più in chiave politica che scientifica... leggi  >>

Il futuro del cibo? In città. Intervista ad Andrea Calori

- a cura di Diego Tavazzi
Quando un’amministrazione comunale decide di servire acqua del rubinetto e frutta e verdura di stagione nelle mense scolastiche, sta attuando una politica del cibo. Assegnare spazi per gli orti urbani o per un farmer’s market, imporre una tassa sul consumo di bibite zuccherate o scrivere un piano urbanistico che preveda spazi per l’agricoltura leggi  >>

Prima di mangiare, fate bene i conti. Intervista a M.Marino e C.A. Pratesi

- a cura di Diego Tavazzi
Quello del cibo è uno dei temi su cui è più facile dividersi, e le rivalità possono diventare davvero feroci. L’unico argomento su cui forse circolano più bufale è il riscaldamento globale leggi  >>

Reclamate il cielo!

- di Robert Costanza
L’atmosfera è un bene comune della collettività globale. Se si verifica uno sversamento di petrolio nell’oceano, i governi recuperano la cifra necessaria per riparare i danni all’ambiente. Mentre restano inerti di fronte a “sversamenti” catastrofici di CO2 in atmosfera leggi  >>

Our streets, our choice. Intervista a Barbara Covili

- di Paola Fraschini
Un dato di fatto è che qualcosa sta cambiando nella mobilità, e la parola chiave sembra essere condivisone/sharing. Nell'ambito dell'European Mobility Week - la Settimana europea della mobilità sostenibile - sono stati organizzati parecchi eventi con illustri ospiti italiani e internazionali. Barbara Covili, amministratore unico di Clickutility On Earth... leggi  >>

Un voto cifrato

- di Marco Moro
Profondamente scossa nelle sue stesse fondamenta e nei contenuti ideali, l’Unione europea sta conoscendo la più grave crisi di legittimità della sua storia. Lo confermano i risultati elettorali di domenica 25 maggio per il rinnovo del Parlamento europeo che hanno visto il trionfo di Marine Le Pen in Francia, quello del partito euroscettico Ukip nel Regno Unito, addirittura l’ingresso di un eurodeputato neonazista in Germania. Anche il successo del partito di Tsipras in Grecia, sulla sponda politica opposta, lancia un messaggio chiaro contro le politiche di austerità che hanno stremato il paese.
Quindi, se guardando al contesto italiano si potrebbe trarre dai risultati delle elezioni un’immagine rassicurante di maggiore stabilità, non appena si allarga lo sguardo alle altre nazioni europee (come si dovrebbe, visto che le elezioni erano europee) le contraddizioni appaiono molto evidenti... leggi  >>

Post-elezioni. Intervista a Silvia Zamboni

- di Paola Fraschini
Come exit strategy per uscire dalla crisi economica e dalla disoccupazione giovanile ci vuole un'Europa paladina dell'ambiente, della lotta ai cambiamenti climatici, che riduce le spese militari e incrementa la spesa sociale, democratica, attenta alle politiche di genere ecc., l'elenco potrebbe continuare. In questo orizzonte di un’Europa diversa c’è da augurarsi leggi  >>

Lo sviluppo entro i limiti. Intervista ad Anders Wijkman

- di Diego Tavazzi
Individuati e presentati nel 2009, i confini planetari sono subito diventati un elemento centrale nella definizione delle proposte più avanzate in tema di sostenibilità. Abbiamo chiesto ad Anders Wijkman, autore insieme a Johan Rockstrom del 33.esimo Rapporto al Club di Roma Natura in bancarotta, di illustrarci le relazioni tra teoria... leggi  >>

Blue economy 2.0. Intervista a Gunter Pauli

- di Paola Fraschini
Sono passati quattro anni dalla prima edizione di Blue Economy e si sono fatti grandi passi avanti, ecco perché è giunto il momento di pubblicare una nuova edizione completamente rivista di questo testo fondamentale dell’ambientalismo scientifico. Diversamente dalla green economy, la blue economy non richiede alle aziende di investire di più per salvare l’ambiente, anzi... leggi  >>

È l’ora della green education?

- di Marco Moro
250.000: in euro è il premio per il concorrente che vincerà quest’anno la 13a edizione de “Il Grande Fratello” mentre in dollari USA (quindi un bel po’ di denaro in meno) è l’ammontare del riconoscimento che andrà al vincitore del World Food Prize 2014, il Nobel del cibo e dell’alimentazione, attribuito a persone che con il loro lavoro o le loro ricerche abbiano sostanzialmente migliorato la quantità, qualità e accessibilità del cibo nel mondo.
Difficile commentare, e fin troppo facile fare dell’ironia o trarre conclusioni catastrofiste sullo stato della cultura nel mondo. Senz’altro è la Norman Borlaug Foundation che dovrebbe essere più generosa in merito all’entità del WFP. Può essere che non siano al corrente dei premi in palio al GF 13, altrimenti ritoccherebbero, no? leggi  >>

Nominations per il World Food Prize 2014
Noi votiamo Lester Brown!

- di Paola Fraschini
Il World Food Prize è considerato il premio Nobel del cibo. Istituito nel 1986 da Norman Borlaug, padre della Rivoluzione verde e Nobel per la pace nel 1970 per il suo impegno contro la fame nel mondo, prevede l'assegnazione di 250.000 dollari a chi si ritiene abbia “migliorato la qualità, la quantità o la disponibilità di cibo nel mondo”. leggi  >>

Le dimensioni della green economy

- di Tim Jackson
Le attività economiche che danneggiano gli ecosistemi su cui si basa la nostra prosperità futura sono ovviamente insostenibili. Come già detto, però, l’economia dovrebbe consentire agli individui di prosperare e alle comunità di fiorire. leggi  >>

Dieci azioni per zero rifiuti
Intervista a Roberto Cavallo

- di Paola Fraschini
In Italia la produzione di rifiuti solidi urbani nel 2012 e stata di 504 kg/abitante, contro i 528 kg/abitante del 2011, mentre la raccolta differenziata ha sfiorato il 40% (39,9%). Quindi buone notizie. Ma, al di là dei numeri, cerchiamo di capirci qualcosa di più con Roberto Cavallo leggi  >>

Leggere è più semplice con delle Little Free Libraries in città

- Cosa succede se famosi designer seminano delle piccole biblioteche gratuite in giro per la città? È successo a New York, dove i cittadini si sono imbattuti in artistiche installazioni ricche di libri leggi  >>

Parchi (più) naturali - Intervista a Pinuccia Montanari

- di Diego Tavazzi
Per definizione, i parchi sono luoghi in cui la natura viene protetta e valorizzata. Eppure, negli anni si è prestata poca attenzione alla questione dei rifiuti prodotti al loro interno leggi  >>

Ecomondo: focus sulla green economy

- di Marco Moro

Una recente indagine condotta da SWG ha rivelato come il 72% degli italiani sia convinto del fatto che le prospettive per l’occupazione e lo sviluppo economico debbano passare attraverso la tutela dell’ambiente. A pochi giorni dall’inizio di Ecomondo 2013 (Rimini, 6-9 novembre) e dalla seconda grande assise degli Stati Generali della Green Economy, che in quella sede avrà luogo, questo dato suona come una sorta di “endorsement popolare” per una più decisa svolta verso la green economy. Volendolo utilizzare come tale, è un forte richiamo a una politica che su questi temi sta facendo melina e anche sostanziali passi indietro, lasciando in mano alle imprese e ai cittadini (e a poche amministrazioni locali, piuttosto disarmate) l’onere di consolidare quello che dovrebbe essere l’indirizzo su cui orientare l’intero sistema economico italiano. leggi  >>

Sono così piccoli, eppure...

- di Dag O. Hessen
Di solito, quando si pensa al cambiamento climatico, le prime cose che vengono in mente sono, con ogni probabilità, anidride carbonica, emissioni dagli impianti e traffico automobilistico. In realtà, la questione è molto più complessa, e investe ogni settore della biosfera di cui facciamo parte leggi  >>
 
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