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Quali saranno gli impatti della presidenza Trump sul versante energetico-ambientale?

- di Gianni Silvestrini
Le posizioni del tycoon sono note. Ritiene che il riscaldamento del pianeta sia una bufala e intende quindi sfilarsi dall’Accordo di Parigi. Vuole tagliare gli investimenti climatici sia negli Usa sia a livello internazionale. Ha dichiarato che il paese deve raggiungere durante il suo mandato la piena indipendenza e intende quindi rilanciare l’estrazione dei combustibili fossili, a iniziare dal carbone. Ha attaccato le fonti rinnovabili, considerate costose e impattanti. [...] Ma andiamo con ordine per valutare quali potranno essere gli impatti di questa presidenza, considerando che potranno esserci significative differenze tra le roboanti declamazioni elettorali e le scelte che verranno adottate, come dimostra il cambio di marcia di Trump sull’Obamacare o sull’inchiesta da aprire sulla Clinton. leggi  >>

Ci sono voluti 20 anni, ma ne è valsa la pena...

- Più “snella” delle precedenti, l’edizione 2016 di Ecomafia è la prima pubblicata dopo l’entrata in vigore della legge sugli ecoreati. Abbiamo chiesto ad Antonio Pergolizzi, “storico” curatore del Rapporto, di illustrarci i primi risultati della sua applicazione. leggi  >>

Il valore della qualità – Intervista a Giuliano Dall’Ò

- Tra quelli che l’hanno già ottenuta e quelli che la stanno conseguendo sono quasi 350 gli edifici Leed nel nostro paese. Il protocollo è stato applicato a edifici storici, centri di innovazione, case provate e interi quartieri. leggi  >>

I palazzi nelle nuvole – Intervista a Gianni Silvestrini

- No, non state per leggere un racconto di fantascienza. Il titolo di questo contributo fa riferimento alla trasformazione in corso nel settore dell’edilizia, che viene sempre più investito dalle tecnologie dell’IT. leggi  >>

A forza di numeri…

- di Marco Moro
“A forza di numeri ammazzerebbe un bue”: così uno dei relatori commentava l’intervento di un collega, durante un convegno che parecchio tempo fa mi trovavo a moderare.
E forse allora l’ossessione per i numeri non era nemmeno dilagante come lo è ora.
Pare che nella comunicazione, e soprattutto in quella giornalistica, non se ne possa fare a meno. Senza numeri non c’è notizia, non c’è nemmeno un argomento. Senza numeri le cose non esistono o, almeno, non si possono comunicare “efficacemente”. Il numero è la notizia. Mi fermo subito in questa ennesima lamentazione contro quella che reputo cattiva informazione, un’informazione diseducativa e tutt’altro che efficace. Il pubblico dei lettori, assordato da una cacofonia di numeri si allontana sempre di più da strumenti di informazione che non informano... leggi  >>

Lo shopper equo e solidale

- di Antonio Cianciullo
Spinta dall’aumento degli squilibri sociali, la xenofobia avanza. La paura dell’altro – non noto, diverso, minaccioso – aumenta a dispetto delle statistiche che vedono buona parte degli atti di violenza, a cominciare da quella sessuale, venire da chi ci è storicamente vicino. E la tentazione di erigere muri si affaccia, come dimostra il referendum del 23 giugno in Gran Bretagna, in luoghi finora insospettabili.I servizi che pubblichiamo in questo numero di Materia Rinnovabile sulla questione dei sacchetti di plastica aiutano a guardare all’intreccio tra questione ambientale e questione sociale con occhi freschi.L’associazione tra shopper e pregiudizi razziali può apparire ardita. Ma le frontiere tecnologiche della plastica compostabile sono molto avanzate e potrebbero far pensare che gli strumenti di difesa ambientale siano appannaggio dei paesi più ricchi: l’ecologia come un’altra barriera tra la sponda Nord e quella Sud del Mediterraneo. leggi  >>

Così la Brexit penalizza la bioeconomia di Christian Patermann

- I media sono pieni di notizie e analisi sulla Brexit. Allora perché concentrarsi sull’impatto che produrrà la Brexit sulla bioeconomia? La risposta è piuttosto semplice: è difficile trovare un altro ambito nel settore della ricerca e sviluppo tecnologico, nell’innovazione e nella futura cooperazione transnazionale europea più indicativo a prestarsi come vetrina delle infauste conseguenze di quanto deciso il 23 giugno. leggi  >>

La rinascita dei materiali eco-locali Pietra, terra, legno, paglia, canne & Co di Dominique Gauzin-Müller

- L’impiego innovativo di materiali vernacolari (legno, paglia e altri materiali vegetali, terra, pietra) sta diventando una pratica corrente sia negli edifici residenziali, sia nei lavori pubblici e nei grandi complessi edilizi. In Francia il governo e le amministrazioni locali hanno iniziato a promuovere l’impiego di questi materiali derivanti da filiere corte, in grado di valorizzare le risorse di ciascuna regione. leggi  >>

Le biomasse possono fare la differenza di Maurizio Cocchi

- È una panoramica unica sullo stato delle cose nel settore delle biomasse – e sul loro ruolo fondamentale nella transizione a un’economia a basse emissioni – quella emersa dalla ventiquattresima Conferenza ed esposizione europea sulle biomasse di Amsterdam (Eubce 2016 - European Biomass Conference and Exhibition). leggi  >>

Il mare del futuro Intervista a Edoardo Zanchini a cura di Diego Tavazzi

- Come per altri elementi del territorio e del paesaggio, si parla di mare e di coste solo in relazione alle emergenze. Occorre invece ragionare con attenzione e lungimiranza sul presente e il futuro di questi due elementi. L’edizione 2016 di Ambiente Italia analizza lo stato delle coste italiane, e presenta una serie di soluzioni per valorizzarle e risolvere le criticità che le affliggono ormai da decenni. leggi  >>

Economia circolare Intervista a I. Brambilla ed E. Bompan a cura di Paola Fraschini

- Nonostante se ne parli parecchio, in pochi hanno chiaro cos’è davvero l’economia circolare. Sarà perché si tratta di un termine di recente diffusione, sarà perché è un “ombrello” sotto cui possono rientrare saperi e pratiche molto diversi come la bioeconomia, la sharing economy, il remanufacturing, la biomimesi o i sistemi di gestione avanzata dei rifiuti. leggi  >>

Economia in forma perfetta di Diego Tavazzi

- Ok, lo sappiamo: abbiamo un problema. Anzi, no: abbiamo parecchi problemi, e non piccoli. Li conosciamo, e in un elenco si potrebbero menzionare i cambiamenti climatici, la perdita di biodiversità, l’esaurimento delle risorse, l’inquinamento in tutte le sue forme possibili, la crisi occupazionale, la recessione e l’iniquità che separa l’1% dei Paperoni dal restante 99%. leggi  >>

Meglio un’economia senza economisti? di Marco Moro

- Racconta Walter Stahel in un articolo recentemente pubblicato su Nature: “Il concetto (di economia circolare, ndr) prese origine dall’idea di sostituire il consumo di energia con la forza lavoro, descritto per la prima volta circa 40 anni fa, in un rapporto alla Commissione europea redatto da me e Geneviève Reday-Mulvey mentre lavoravamo all’Istituto di Ricerca Battelle, a Ginevra. I primi anni ’70 vedevano prezzi crescenti dell’energia e un alto tasso di disoccupazione. Come architetto, sapevo bene che ci vogliono più lavoro e meno risorse nel ristrutturare un edificio esistente anziché nel costruirne uno nuovo. Tale principio è vero per ogni forma di stock o capitale, dal telefono cellulare al terreno arabile e al patrimonio culturale”. leggi  >>

“Un viaggio di mille chilometri inizia con un piccolo passo...”

- l 12 dicembre 2015, i rappresentanti di 196 nazioni hanno firmato a Parigi quello che è stato chiamato “Accordo di Parigi” sul clima. Ad aprile 2016, dopo le Isole Fiji, Palau e le Isole Marshall, altri 15 paesi lo hanno ratificato. Con le loro firme, si è arrivati a circa il 20% della soglia legale necessaria perché il provvedimento possa entrare effettivamente in vigore. leggi  >>

La rivoluzione della bioeconomia – Intervista a Mario Bonaccorso

- Un viaggio nel mondo della bioeconomia attraverso una serie di interviste con i suoi principali protagonisti: le grandi aziende, i cluster, università e centri di ricerca, istituzioni politiche ed economiche. La rivoluzione della bioeconomia raccontata da chi la sta “facendo”, parliamone con Mario Bonaccorso. leggi  >>

Il bicchiere è mezzo pieno – Intervista a Stefano Caserini

- Non passa giorno senza che qualche centro di ricerca ci informi che i cambiamenti climatici stanno avvenendo più velocemente del previsto, che il ghiaccio dell’Artico si sta fondendo a ritmi non previsti o che di questo passo dovremo ingegnarci a mangiare insetti e larve... leggi  >>

Ottimismo, cauta sfiducia o aperta disperazione? di Marco Moro

- Nelle ultime pagine del suo libro 2052. Scenari globali per i prossimi quarant’anni Jorgen Randers scriveva quattro anni fa: “Se succede qualcosa di straordinario – e la mia speranza è che possa succedere – potremo avere un futuro migliore di quello che prevedo”.In questo modo Randers esprime una posizione comune a molti altri scienziati ed esperti, un refrain che suona più o meno così: “alla fine non posso che dirmi ottimista, altrimenti non avrei perso tempo a scrivere/studiare/affermare queste cose”.
Possiamo credere che l’accordo di Parigi sia il qualcosa di straordinario atteso da Randers, il game changer che serve per uscire da un modello di sviluppo che ha creato ciò che ci vediamo attorno? leggi  >>

Il villaggio dei materiali – Intervista a Emilio Genovesi

- Le parole di Emilio Genovesi, Ceo di Material ConneXion Italia, a proposito di innovazione nei materiali: “Il tema della sostenibilità ambientale è diventato così importante da essere quasi imprescindibile in qualsiasi evento in cui si parli di innovazione, in particolare nei materiali. L’innovazione non è più pensabile disgiunta dalla sostenibilità.” leggi  >>

Quo vadis sharing economy?

- Si scambiano case, cene, abiti, competenze, passaggi in auto. Spinta dal web la sharing economy è entrata in tanti ambiti della nostra quotidianità. Ispirata dal desiderio di condividere e di risparmiare risorse. Anche ambientali.  leggi  >>

Reinventare il fuoco: da maiali a foche

- Il capitalismo naturale può crescere ovunque. Così pensa Amory Lovins, fondatore del Rocky Mountain Institute. Lo abbiamo raggiunto in Colorado per discutere con lui dello sviluppo sostenibile a lungo termine. leggi  >>
 
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