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Editoriali

Ottimismo, cauta sfiducia o aperta disperazione? di Marco Moro

Nelle ultime pagine del suo libro 2052. Scenari globali per i prossimi quarant’anni Jorgen Randers scriveva quattro anni fa: “Se succede qualcosa di straordinario – e la mia speranza è che possa succedere – potremo avere un futuro migliore di quello che prevedo”.

In questo modo Randers esprime una posizione comune a molti altri scienziati ed esperti, un refrain che suona più o meno così: “alla fine non posso che dirmi ottimista, altrimenti non avrei perso tempo a scrivere/studiare/affermare queste cose”.

Possiamo credere che l’accordo di Parigi sia il qualcosa di straordinario atteso da Randers, il game changer che serve per uscire da un modello di sviluppo che ha creato ciò che ci vediamo attorno?

Una domanda per nulla retorica, visto ciò che c’è in gioco, e per questo abbiamo moltiplicato in questi primi mesi del 2016 i titoli che forniscono chiavi interpretative, letture di scenario ed elementi di dibattito sul “dopo Parigi”. Ultimi arrivati sono Il clima è già cambiato di Stefano Caserini e l’ebook Il mondo dopo Parigi, curato da Emanuele Bompan e Sergio Ferraris.

Due volumi capaci di rappresentare una molteplicità di punti di vista sul significato e le implicazioni dell’accordo sul clima e quindi di fornire i fondamentali strumenti di lettura su quanto avverrà nei prossimi mesi e anni.

Che ruolo giocano la politica, l’economia e la società civile? In quali contesti ambientali, geografici o settoriali si giocheranno le partite decisive? Dove puntare la nostra attenzione per comprendere le mosse dei diversi attori in grado di condizionare gli scenari attuali e futuri?

I potenti rigurgiti negazionisti che si stanno manifestando sono fumo negli occhi o rappresentano dei veri pericoli per il processo di ratifica e quindi di entrata in vigore dell’accordo?

Ciò che è certo, è che oltre ai processi e ai fenomeni della politica va tenuto quanto mai in considerazione ciò che avviene nell’economia, dove l’innovazione e il business si stanno spostando potentemente verso modelli produttivi e di consumo dagli impatti potenzialmente rivoluzionari. La documentazione dettagliata e aggiornata di tutto ciò che sta rendendo più vicina e reale la prospettiva di un mondo che non sia troppo grande per il nostro piccolo pianeta è l’altra nostra fondamentale linea di lavoro. Quella che pratichiamo con la rivista Materia Rinnovabile, con volumi come 2°C, Eating Planet e come il recentissimo ebook di Mario Bonaccorso, The Bioeconomy Revolution.

Perché, anche noi non possiamo che dirci ottimisti, altrimenti non staremmo qui a pubblicare questi libri!

 
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