in questo numero

Premiati e scontenti di Marco Moro
Il lato sostenibile della Finanziaria di Ilaria Di Bella
Far la spesa non a spese dell’ambiente di Simona Molinari
Non nel mio cortile! di Paola Fraschini
Kyoto 2008-2012. L’Italia dà un taglio alle emissioni di Anna Satolli


 

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Far la spesa non a spese dell’ambiente
di Simona Molinari



A partire dal 1° gennaio 2010, gli shopper per la spesa verranno realizzati con materiale biodegradabile. A stabilirlo è un emendamento alla Finanziaria, approvato alla Camera in Commissione Ambiente e ora all’esame della Commissione Bilancio. È una misura di grande importanza ambientale che, oltre a tutelare il territorio, contribuirà in modo significativo a ridurre le emissioni di gas serra, recuperando un po’ del ritardo che l’Italia ha accumulato rispetto agli obiettivi fissati dal Protocollo di Kyoto.
D’altra parte era ora: anche in Francia è previsto, sempre a partire dal 1° gennaio 2010, il divieto di distribuire al consumatore finale i sacchetti monouso in plastica non biodegradabile. E anche Bruxelles caldeggia la diffusione di materiali di origine vegetale, non solo perché contribuirebbero alla riduzione di gas serra, ma anche perché alimenterebbero lo sviluppo di nuovi comparti industriali collegati alle produzioni agricole locali.
In Italia ogni anno vengono consumate circa 300.000 tonnellate di plastica per sacchi e sacchetti, ottenuti con il consumo di circa 400.000 tonnellate di petrolio l’anno, e 200.000 tonnellate di CO2 emesse in atmosfera. Tanto per capirsi, la sola rete di vendita della Coop ne immette nell'ambiente 200 milioni di pezzi l'anno.
Non dovrebbe essere molto complicato sostituire del tutto il polietilene con plastiche biodegradabili: secondo la Coldiretti, basterebbe mettere a coltivazione 200.000 ettari di terreno per ottenere la materia prima indispensabile (ad esempio il mais), con un sicuro effetto sulla riduzione dell’inquinamento ambientale che giustifica la differenza di costo che ammonta a pochi centesimi (8 centesimi per il sacchetto biodegradabile rispetto ai 5 di quello in plastica tradizionale) e che tende comunque a ridursi progressivamente.
Le buste di plastica degradabile sono in commercio già da molti anni: sono un prodotto di origine vegetale in grado di decomporsi molto rapidamente a contatto con l'ambiente. Le molecole di questo materiale sono anch'esse polimeri, come quelli di derivazione petrolifera, ma con una struttura e una composizione diversa che consente agli agenti naturali di aggredire le catene di atomi, spezzandole e mettendole in grado di essere assorbite dall'ambiente senza effetti tossici.
Oggi però in Italia si torna ancora con la spesa perlopiù stivata in sacchetti di plastica. Sacchetti che poi vengono buttati. Di tutta quella plastica gettata via che ne facciamo? Una soluzione è il riciclo. Un modo di risparmiare energia e materie prime, nel rispetto dell’ambiente. Per questo Edizioni Ambiente propone per l’anno prossimo l'Agenda 2007 fatta così, con copertina in plastica e l’interno in carta, ma entrambi rigorosamente riciclati.

 




numero 10 - 10/2006
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