Far la spesa non a spese dell’ambiente
di Simona Molinari
A partire dal 1° gennaio 2010, gli shopper per la spesa verranno realizzati
con materiale biodegradabile. A stabilirlo è un emendamento alla Finanziaria,
approvato alla Camera in Commissione Ambiente e ora all’esame della Commissione
Bilancio. È una misura di grande importanza ambientale che, oltre a tutelare
il territorio, contribuirà in modo significativo a ridurre le emissioni
di gas serra, recuperando un po’ del ritardo che l’Italia ha accumulato
rispetto agli obiettivi fissati dal Protocollo di Kyoto.
D’altra parte era ora: anche in Francia è previsto, sempre a partire
dal 1° gennaio 2010, il divieto di distribuire al consumatore finale i sacchetti
monouso in plastica non biodegradabile. E anche Bruxelles caldeggia la diffusione
di materiali di origine vegetale, non solo perché contribuirebbero alla
riduzione di gas serra, ma anche perché alimenterebbero lo sviluppo di
nuovi comparti industriali collegati alle produzioni agricole locali.
In Italia ogni anno vengono consumate circa 300.000 tonnellate di plastica per
sacchi e sacchetti, ottenuti con il consumo di circa 400.000 tonnellate di petrolio
l’anno, e 200.000 tonnellate di CO2 emesse in atmosfera.
Tanto per capirsi, la sola rete di vendita della Coop ne immette nell'ambiente
200 milioni di pezzi l'anno.
Non dovrebbe essere molto complicato sostituire del tutto il polietilene con plastiche
biodegradabili: secondo la Coldiretti,
basterebbe mettere a coltivazione 200.000 ettari di terreno per ottenere la materia
prima indispensabile (ad esempio il mais), con un sicuro effetto sulla riduzione
dell’inquinamento ambientale che giustifica la differenza di costo che ammonta
a pochi centesimi (8 centesimi per il sacchetto biodegradabile rispetto ai 5 di
quello in plastica tradizionale) e che tende comunque a ridursi progressivamente.
Le buste di plastica degradabile sono in commercio già da molti anni: sono
un prodotto di origine vegetale in grado di decomporsi molto rapidamente a contatto
con l'ambiente. Le molecole di questo materiale sono anch'esse polimeri, come
quelli di derivazione petrolifera, ma con una struttura e una composizione diversa
che consente agli agenti naturali di aggredire le catene di atomi, spezzandole
e mettendole in grado di essere assorbite dall'ambiente senza effetti tossici.
Oggi però in Italia si torna ancora con la spesa perlopiù stivata
in sacchetti di plastica. Sacchetti che poi vengono buttati. Di tutta quella plastica
gettata via che ne facciamo? Una soluzione è il riciclo. Un modo di risparmiare
energia e materie prime, nel rispetto dell’ambiente. Per questo Edizioni
Ambiente propone per l’anno prossimo l'Agenda
2007 fatta così, con copertina in plastica e l’interno in carta,
ma entrambi rigorosamente riciclati.
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