Tassa di successione
di Marco Moro
E’ un’eredità indesiderata, con una pesante tassa di
successione da pagare, quella che in campo ambientale la passata legislatura
lascia al prossimo governo.
La rappresenta al meglio il cosiddetto “Testo Unico”, al secolo
Dlgs 152/2006. Il frutto del lavoro della fatidica (o famigerata?) commissione
di saggi nominati dal Ministero dell’Ambiente rischia di creare
una situazione di paralisi per le modifiche che ha disseminato su gran
parte dell’apparato normativo ambientale.
Ma al di là di questo tentativo di stravolgere le norme, e gli
stessi principi che fino a ieri ispiravano la produzione di leggi in materia
ambientale, è la situazione in generale ad essere rimasta ferma
a cinque anni fa. Tranne che ora, tanto per dirne una, il petrolio sta
puntando agli 80 dollari al barile, e le scelte, ad esempio, di politica
energetica diventano di un’urgenza estrema.
Il Rapporto Ambiente Italia 2006 , che si presenta
con interessanti novità anche nella formula editoriale (con l'apertura del sito Osservatorio Ambiente Italia), oltre a fornire il consueto e prezioso
apparato di analisi sullo stato dell’ambiente in Italia, traccia
una sintesi degli impegni a cui il prossimo governo dovrebbe assolvere
con la massima priorità.
Si tratta di compiti come ridurre le emissioni, compiere delle scelte
sensate e operative in materia energetica, combattere le ecomafie, riformulare
le politiche dei trasporti… e così via. Scelte che investono
l’intero arco delle politiche di cui il nuovo esecutivo dovrebbe
farsi interprete. Scelte complesse e decisive per gli anni a venire. Meglio
darsi da fare visto che la tassa di successione imposta dal vecchio governo
è di quelle che non si riescono ad abolire per legge.
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