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Un'agenda ambientale per il centrosinistra di Anna Satolli


 

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Un'agenda ambientale per il centrosinistra
di Anna Satolli


Con anche il placet della Cassazione il centrosinistra vince le elezioni e va al Governo. Qual è l’Italia di oggi, da cui partire, dopo cinque anni di “gestione Berlusconi”? Sul terreno dell’ambiente il paese ne esce davvero tartassato. Secondo Roberto Della Seta, presidente nazionale di Legambiente, le politiche attuate dal centrodestra hanno infatti prodotto scelte sciagurate: dal mega-condono edilizio alla legge delega che ha cancellato o stravolto leggi faticosamente conquistate come quella sui rifiuti (1997) o la 183 sulla difesa del suolo, ed espulso del tutto l’ambiente dalle grandi politiche di sistema. Non è stato fatto nulla per promuovere le energie pulite e l’efficienza energetica, nulla per ridurre la quota di passeggeri e di merci che si spostano su strada, nulla per favorire i settori produttivi che vivono e vincono grazie alla qualità, a quell’economia della bellezza, del paesaggio, della conoscenza, del radicamento territoriale. Valutazioni che emergono dall’analisi di Ambiente Italia 2006, il rapporto annuale di Legambiente - curato dall’Istituto Ambiente Italia - sullo stato del paese e le sue prospettive future. Non solo un bilancio, e un corredo selezionato di indicatori che “campionano” il sistema Italia, ma soprattutto “proposte molto concrete, e subito cantierabili, per una svolta che dia nuova centralità alle politiche per l’ambiente e per uno sviluppo forte e pulito. Quasi un promemoria per il prossimo Governo, che spazia dagli interventi per modernizzare le reti di trasporto e riequilibrarle a favore di ferrovia e cabotaggio, agli incentivi per ottenere finalmente il decollo dell’energia solare ed eolica, dall’introduzione dei reati ambientali nel Codice penale alle misure per promuovere l’innovazione tecnologico-ambientale”. L’augurio è che il centrosinistra sappia accogliere anche queste sfide urgenti.


numero 4 - 04/2006
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