in questo numero

E l'ambiente? di Marco Moro
Un ambiente di governo di Ilaria Di Bella
Favorisca i documenti... L'Italia multata per Kyoto di Mario Pasquali
Sostenibilità a 60 euro/mq di Marco Moro


 

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Un ambiente di governo
di Ilaria Di Bella



Nel film di una campagna elettorale dai toni concitati l’ambiente è stato solo una comparsa, anche se vip. Proprio Prodi, nel suo discorso di presentazione del programma dell’Unione al Palalottomatica di Roma, aveva richiamato l’attenzione sull’urgenza dello sviluppo sostenibile come fattore di competizione internazionale per il Paese. Ma poi, Tav a parte, il confronto tra i due poli è stato accuratamente “ambiente-free”. Eppure, come racconta il Wwf  Italia nel suo Politica e ambiente, l’esecutivo Berlusconi lascia molti nodi da sciogliere.
Ora che il governo Prodi II è ai blocchi di partenza è quindi utile ricordare che il programma dell’Unione ("Per il bene dell’Italia", sul sito www.ulivo.it ) è ricco di impegni “verdi”. Ma soprattutto che parla di ambiente con un’ottica finalmente diversa, declinando in termini di sostenibilità il capitolo dedicato all’economia.  È un cambiamento ambizioso di prospettiva: dalla (sola) tutela ambientale all'ambientalismo di governo. In definitiva, quello delineato in Ambiente Condiviso. Politiche ambientali e bilanci territoriali.

Sul fronte dei trasporti e delle opere pubbliche, il nuovo Premier ha chiarito, nell'aula del Senato, che gli interventi dell'Unione saranno di qualità (anche ambientale). Oltre a voler evitare l'effetto annuncio del predecessore ("non inizieremo opere pubbliche per le quali non vi sono i soldi"), Prodi punta a completate le opere in corso di realizzazione per evitare sprechi,  e soprattutto  a proseguire nel solco dei governi di centrosinistra 1996-2001, con l'interconnessione dell'Italia alle grandi infrastrutture europee sulle direttrici Nord-Sud ed Est-Ovest. Più nel dettaglio,  l'esecutivo intende investire sul trasporto marittimo (le autostrade del mare, con più aree portuali e retroportuali), sulle metropolitane locali, sul potenziamento del trasporto pubblico locale collettivo (più efficienza, vetture meno inquinanti, corsie protette, piste ciclabili, ampliamento delle zone a traffico limitato e per i pedoni)  e sulle ferrovie (soprattutto l’alta capacità). L'obiettivo è una "cura del ferro" per combattere l'inquinamento e risparmiare energia e risorse.
Dal programma si evince anche un sì alla Tav, ma cum grano salis: è previsto infatti il pieno coinvolgimento delle comunità locali. Per il ponte sullo stretto, l'Unione “propone di sospendere l’iter procedurale in atto per realizzare le priorità infrastrutturali nel mezzogiorno (sistema autostradale e ferroviario, Salerno Reggio-Calabria-Palermo, reti idriche, statale ionica, porti e cabotaggio)”. E infatti il ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio e quello dei Trasporti Alessandro Bianchi si sono dichiarati contrari alla prosecuzione dell’opera (ma non così il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro, che ha invocato una decisione collegiale del governo). Il centrosinistra  vuole inoltre modificare la legge obiettivo, per ripristinare la Valutazione dell'Impatto Ambientale e rafforzare il ruolo degli enti locali. Altri obiettivi dichiarati sono una maggiore trasparenza negli appalti e il riordino della legislazione sui lavori pubblici.

Per il Testo Unico Ambientale sembrano profilarsi all'orizzonte due ordini di intervento. Le modifiche più imponenti verranno concertate dal ministero con le imprese, i sindacati, gli ambientalisti, le regioni e gli enti locali nell'ambito di una commissione ad hoc che Pecoraro Scanio ha già istituito, e che sarà presieduta dal verde Sauro Turroni, appena nominato consigliere del ministro. È allo studio anche la "sospensione", per decreto, delle norme considerate più dannose per la tutela ambientale (che riguarderebbero soprattutto i rifiuti). L'ipotesi dell'abrogazione dell'intero corpus normativo pare invece accantonata. Alla richiesta del presidente di Confindustria Montezemolo di  non azzerare il codice ambientale, Prodi ha infatti risposto sostenendo la via del dialogo ma  anche sottolineando come "coesione sociale e tutela ambientale siano elementi necessari allo sviluppo". Del resto la stessa legge delega consente al governo di intervenire nei prossimi mesi per rivedere in modo sostanziale la normativa di attuazione in coerenza con il programma della maggioranza.
Sui rifiuti il centrosinistra si pone in linea di continuità con la “rivoluzione Ronchi” per la gestione integrata dell'intero ciclo. Con tutta probabilità si tenterà dunque di ripristinare parte delle norme previgenti. Per ora sui termovalorizzatori si registrano commenti discordanti: i Ds sono favorevoli (dal programma di Sinistra ecologista, ma solo per smaltire il residuo del riciclo e della raccolta differenziata), mentre il Ministro verde li giudica obsoleti ("meglio finanziare l'energia solare", "l'Unità", 24 maggio 2006).

Le politiche dell'Unione in campo energetico vedono protagonista il Protocollo di Kyoto. Le misure previste sono gli  incentivi alle rinnovabili, per portare entro il 2011 al 25% la produzione elettrica con queste fonti. E poi: generazione distribuita e cogenerazione; maggiore uso della ferrovia;  riduzione della domanda; più efficienza energetica per imprese e privati.




numero 5 - 05/2006
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