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Un ambiente di governo Sul fronte dei trasporti e delle opere pubbliche, il nuovo Premier ha chiarito, nell'aula del Senato, che gli interventi dell'Unione saranno di qualità (anche ambientale). Oltre a voler evitare l'effetto annuncio del predecessore ("non inizieremo opere pubbliche per le quali non vi sono i soldi"), Prodi punta a completate le opere in corso di realizzazione per evitare sprechi, e soprattutto a proseguire nel solco dei governi di centrosinistra 1996-2001, con l'interconnessione dell'Italia alle grandi infrastrutture europee sulle direttrici Nord-Sud ed Est-Ovest. Più nel dettaglio, l'esecutivo intende investire sul trasporto marittimo (le autostrade del mare, con più aree portuali e retroportuali), sulle metropolitane locali, sul potenziamento del trasporto pubblico locale collettivo (più efficienza, vetture meno inquinanti, corsie protette, piste ciclabili, ampliamento delle zone a traffico limitato e per i pedoni) e sulle ferrovie (soprattutto l’alta capacità). L'obiettivo è una "cura del ferro" per combattere l'inquinamento e risparmiare energia e risorse. Per il Testo Unico Ambientale sembrano profilarsi all'orizzonte due ordini di intervento. Le modifiche più imponenti verranno concertate dal ministero con le imprese, i sindacati, gli ambientalisti, le regioni e gli enti locali nell'ambito di una commissione ad hoc che Pecoraro Scanio ha già istituito, e che sarà presieduta dal verde Sauro Turroni, appena nominato consigliere del ministro. È allo studio anche la "sospensione", per decreto, delle norme considerate più dannose per la tutela ambientale (che riguarderebbero soprattutto i rifiuti). L'ipotesi dell'abrogazione dell'intero corpus normativo pare invece accantonata. Alla richiesta del presidente di Confindustria Montezemolo di non azzerare il codice ambientale, Prodi ha infatti risposto sostenendo la via del dialogo ma anche sottolineando come "coesione sociale e tutela ambientale siano elementi necessari allo sviluppo". Del resto la stessa legge delega consente al governo di intervenire nei prossimi mesi per rivedere in modo sostanziale la normativa di attuazione in coerenza con il programma della maggioranza. Le politiche dell'Unione in campo energetico vedono protagonista il Protocollo di Kyoto. Le misure previste sono gli incentivi alle rinnovabili, per portare entro il 2011 al 25% la produzione elettrica con queste fonti. E poi: generazione distribuita e cogenerazione; maggiore uso della ferrovia; riduzione della domanda; più efficienza energetica per imprese e privati.
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numero
5 - 05/2006 |
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