La temperatura politica
di Marco Moro
Ormai del tutto prevedibile è arrivato l’allarme caldo. Altrettanto
prevedibilmente ci sarà un picco di attenzione sul tema del cambiamento
climatico. Ma qualcosa di nuovo quest’anno c’è: l’Unione
Europea ha infatti lanciato una campagna di informazione e sensibilizzazione
del grande pubblico proprio su questo tema, per spiegare quali sono le cose
che ognuno di noi può fare per contribuire alla soluzione (o all’attenuazione)
del problema. L’avrà fatto per evitare che qualche governo particolarmente
creativo se ne esca con proposte tipo spedire gli anziani nei supermercati o
nelle caserme dei pompieri? Il dubbio è legittimo. Ma forse di ministri
fantasiosi come quelli non ne avremo più. Forse.
Mentre, come ci racconta Ilaria Di Bella, si vanno strutturando le commissioni
parlamentari, il nuovo governo sembra infatti poter essere portatore di una
visione più “di sistema” delle tematiche ambientali dove
l’attenzione ai problemi chiave è, così come deve essere,
distribuita su più dicasteri. È quello che sta avvenendo, ad esempio,
per la questione “energia”, oggetto dell’attenzione tanto
di Pecoraro Scanio quanto di Bersani. A maggior ragione un argomento come il cambiamento climatico merita un approccio che ne rifletta la complessità piuttosto che soluzioni estemporanee (e anche un po’ grottesche). In questa ottica Edizioni Ambiente presenterà, in settembre, un’importante contributo con il libro Nel clima che cambia, scritto da Vincenzo Ferrara con Alessandro Farruggia.
Torna intanto alla ribalta un argomento che dopo il relativo referendum era
scomparso dalle prime pagine: la ricerca sulle cellule staminali. In questo
numero di puntosostenibile,
Gianni Tamino, uno tra i maggiori esperti italiani, traccia un sintetico quadro
del dibattito in corso che, come già avvenuto all’epoca del referendum,
si è immediatamente caricato di contenuti ideologici tali da impedire
la reale comprensione dell’oggetto del confronto.
|