in questo numero

La temperatura politica di Marco Moro
L'ambiente di palazzo di Ilaria Di Bella
Non lasciare le impronte di Monica Rocca
Ricerca sulle cellule staminali, l’inizio del disgelo di Gianni Tamino
Mondiali verdi di Mario Pasquali
Il clima nelle nostre mani di Marco Moro


 

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L'ambiente di palazzo
di Ilaria Di Bella



Le squadre in campo
Sono ai nastri di partenza le commissioni parlamentari che si occuperanno, nelle due Camere, della legislazione ambientale. La novità di questa legislatura è che vantano entrambe un parterre ricco di personalità. Al Senato, la XIII commissione permanente (Territorio, ambiente, beni ambientali) vede tra gli scranni addirittura due ex ministri, oltre a un pool di ambientalisti di razza. Il presidente è Tommaso Sodano di Rifondazione comunista, agronomo napoletano che nella passata legislatura è stato, tra l’altro, componente della commissione di inchiesta sui rifiuti e di quella sull’inquinamento del fiume Sarno. I due vicepresidenti sono l’ex titolare del dicastero nel governo Prodi I, Edo Ronchi, ex verde, ora esponente di spicco di Sinistra ecologista, l’area ambientalista dei Ds e membro della segreteria della Quercia con incarico sulle politiche per la sostenibilità, e Antonio Battaglia, di Alleanza nazionale. Ha scelto ovviamente la commissione Ambiente anche Altero Matteoli, che ha guidato il ministero “verde” nei governi Berlusconi I e III, e che in questa legislatura è il presidente dei senatori di An. Altri nomi di spicco: quello della verde Loredana De Petris, senatrice da tre legislature, già assessore all’ambiente del Comune di Roma nella giunta Rutelli, ora segretario d’aula del Senato per il gruppo dei Verdi e dei Comunisti italiani e quello di Francesco Ferrante, direttore generale di Legambiente eletto nelle liste della Margherita, che ricopre anche il ruolo di capogruppo dell’Ulivo nella commissione. In arrivo, perché subentranti ai dimissionari sottosegretari Magnolfi e Maritati, altri due senatori Ds aderenti al gruppo unico dell’Ulivo, rispettivamente Fabrizio Vigni, portavoce nazionale di Sinistra ecologista, eletto in Toscana, già capogruppo per la Quercia nella commissione Ambiente della Camera e Donato Piglionica, siciliano (che però potrebbe diventare il prossimo presidente della commissione bicamerale d’inchiesta sui rifiuti). Da segnalare che a Palazzo Madama anche le commissioni VIII (Lavori pubblici e comunicazioni) e X (Industria, turismo, commercio) hanno competenze “ambientali”, rispettivamente in materia di trasporti e urbanistica e di energia. La prima commissione citata è guidata dal Anna Donati, altra faccia nota dell’ecologismo, senatrice verde, già membro del Cda di Fs.
Il presidente della commissione VIII della Camera (che non si occupa solo di Ambiente, ma anche di lavori pubblici e di trasporti, che al Senato sono “spacchettati”) è Ermete Realacci, deputato dell’Ulivo (Margherita), presidente storico di Legambiente, già tra i papabili ministri dell’Ambiente del Prodi II. Vicepresidenti Mauro Chianale (Ulivo) e Tommaso Foti di An. Tra i nomi più noti quelli di Fulvia Bandoli, fondatrice della Sinistra ecologista, deputata della sinistra Ds, quello di Sergio Gentili del comitato esecutivo di Sinistra ecologista, quello di Grazia Francescano, deputata verde, già segretaria nazionale del Sole che ride e quello di Francesco Nucara, deputato di ascendenze repubblicane ora iscritto al gruppo misto, che è stato viceministro dell’Ambiente nel governo Berlusconi III. Stessa naturale trasversalità per il tema dell’energia, di cui si occupa la commissione Attività produttive, presieduta da Daniele Capezzone (Rosa nel pugno).

Il debutto del ministro
Il debutto del ministro Pecoraro Scanio in Parlamento è avvenuto il 13 giugno davanti alla commissione Ambiente del Senato con un discorso generale sulle linee programmatiche per i prossimi 5 anni. Queste le priorità emerse: l’energia, per cui il ministro pensa a un Piano nazionale con al centro il Protocollo di Kyoto (obiettivo confermato anche dal ministro Bersani, che ha annunciato investimenti sulle rinnovabili, scegliendo con realismo tra quelle per cui possediamo tecnologia), la tutela del mare (per questo il dicastero cambierà la denominazione), i rifiuti (“uscire dall'emergenza” è la parola d’ordine).
Sulla delega ambientale il ministro ha provveduto a dichiarare inefficaci 17 dei decreti attuativi che erano stati emanati a maggio da Matteoli. L’entrata in vigore delle nuove norme sulla Via e sulla Vas slitta invece al 31 gennaio 2007 (la proroga è stata inserita nel decreto “milleproroghe”), mentre nel consiglio dei ministri del 1¾ luglio è stato varato uno schema di decreto legislativo correttivo del decreto 152/06 (che ha attuato la legge delega), che ora passa all’esame delle commissioni competenti di Camera e Senato per i necessari pareri.

 




numero 6 - 06/2006
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