L'ambiente di palazzo
di Ilaria Di Bella
Le squadre in campo
Sono ai nastri di partenza le commissioni parlamentari che si occuperanno, nelle
due Camere, della legislazione ambientale. La novità di questa legislatura
è che vantano entrambe un parterre ricco di personalità. Al Senato,
la XIII commissione permanente (Territorio, ambiente, beni ambientali) vede
tra gli scranni addirittura due ex ministri, oltre a un pool di ambientalisti
di razza. Il presidente è Tommaso Sodano di Rifondazione comunista, agronomo
napoletano che nella passata legislatura è stato, tra l’altro,
componente della commissione di inchiesta sui rifiuti e di quella sull’inquinamento
del fiume Sarno. I due vicepresidenti sono l’ex titolare del dicastero
nel governo Prodi I, Edo Ronchi, ex verde, ora esponente di spicco di Sinistra
ecologista, l’area ambientalista dei Ds e membro della segreteria della
Quercia con incarico sulle politiche per la sostenibilità, e Antonio
Battaglia, di Alleanza nazionale. Ha scelto ovviamente la commissione Ambiente
anche Altero Matteoli, che ha guidato il ministero “verde” nei governi
Berlusconi I e III, e che in questa legislatura è il presidente dei senatori
di An. Altri nomi di spicco: quello della verde Loredana De Petris, senatrice
da tre legislature, già assessore all’ambiente del Comune di Roma
nella giunta Rutelli, ora segretario d’aula del Senato per il gruppo dei
Verdi e dei Comunisti italiani e quello di Francesco Ferrante, direttore generale
di Legambiente eletto nelle liste della Margherita, che ricopre anche il ruolo
di capogruppo dell’Ulivo nella commissione. In arrivo, perché subentranti
ai dimissionari sottosegretari Magnolfi e Maritati, altri due senatori Ds aderenti
al gruppo unico dell’Ulivo, rispettivamente Fabrizio Vigni, portavoce
nazionale di Sinistra ecologista, eletto in Toscana, già capogruppo per
la Quercia nella commissione Ambiente della Camera e Donato Piglionica, siciliano
(che però potrebbe diventare il prossimo presidente della commissione
bicamerale d’inchiesta sui rifiuti). Da segnalare che a Palazzo Madama
anche le commissioni VIII (Lavori pubblici e comunicazioni) e X (Industria,
turismo, commercio) hanno competenze “ambientali”, rispettivamente
in materia di trasporti e urbanistica e di energia. La prima commissione citata
è guidata dal Anna Donati, altra faccia nota dell’ecologismo, senatrice
verde, già membro del Cda di Fs.
Il presidente della commissione VIII della Camera (che non si occupa solo di
Ambiente, ma anche di lavori pubblici e di trasporti, che al Senato sono “spacchettati”)
è Ermete Realacci, deputato dell’Ulivo (Margherita), presidente
storico di Legambiente, già tra i papabili ministri dell’Ambiente
del Prodi II. Vicepresidenti Mauro Chianale (Ulivo) e Tommaso Foti di An. Tra
i nomi più noti quelli di Fulvia Bandoli, fondatrice della Sinistra ecologista,
deputata della sinistra Ds, quello di Sergio Gentili del comitato esecutivo
di Sinistra ecologista, quello di Grazia Francescano, deputata verde, già
segretaria nazionale del Sole che ride e quello di Francesco Nucara, deputato
di ascendenze repubblicane ora iscritto al gruppo misto, che è stato
viceministro dell’Ambiente nel governo Berlusconi III. Stessa naturale
trasversalità per il tema dell’energia, di cui si occupa la commissione
Attività produttive, presieduta da Daniele Capezzone (Rosa nel pugno).
Il debutto del ministro
Il debutto del ministro Pecoraro Scanio in Parlamento è avvenuto il 13
giugno davanti alla commissione Ambiente del Senato con un discorso generale
sulle linee programmatiche per i prossimi 5 anni. Queste le priorità
emerse: l’energia, per cui il ministro pensa a un Piano nazionale con
al centro il Protocollo
di Kyoto (obiettivo confermato anche dal ministro Bersani, che ha annunciato
investimenti sulle rinnovabili, scegliendo con realismo tra quelle per cui possediamo
tecnologia), la tutela del mare (per questo il dicastero cambierà la
denominazione), i rifiuti (“uscire dall'emergenza” è la parola
d’ordine).
Sulla delega ambientale il ministro ha provveduto a dichiarare inefficaci 17
dei decreti attuativi che erano stati emanati a maggio da Matteoli. L’entrata
in vigore delle nuove norme sulla Via e sulla Vas slitta invece al 31 gennaio
2007 (la proroga è stata inserita nel decreto “milleproroghe”),
mentre nel consiglio dei ministri del 1¾ luglio è stato varato uno schema
di decreto legislativo correttivo del decreto 152/06 (che ha attuato la legge
delega), che ora passa all’esame delle commissioni competenti di Camera
e Senato per i necessari pareri.
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