Mondiali verdi
di Mario Pasquali
Sono stati rinominati come i primi “mondiali verdi”, e non è
un caso che tutti i cartelloni promozionali dell’evento siano di questo
colore: la Fifa World Cup 2006 in Germania propone per la prima volta nella
storia di questa manifestazione un programma per ridurre a zero l’impatto
ambientale.
Il progetto "Green
Goal" si propone di raccogliere e investire almeno 1,2 milioni in progetti
di prevenzione climatica in Sud Africa, paese che ospiterà i mondiali
del 2010, cercando di utilizzare il calcio come veicolo di comunicazione delle
tematiche energetiche e ambientali.
Gli obiettivi che il progetto si pone sono molteplici, tra cui ridurre le emissioni
di CO2 per contenere il riscaldamento climatico, ma anche
controbilanciare tali emissioni con progetti in Germania e nel mondo allo scopo
di produrre energia pulita, incentivare progetti di riforestazione e promuovere
lo sviluppo sostenibile nei Paesi in via di sviluppo.
L’aspetto più innovativo di questi mondiali di calcio, però,
riguarda gli stadi costruiti e ultimati negli ultimi anni. Ognuno di questi,
infatti, rispetta i criteri di risparmio e utilizzo di energie provenienti da
fonti rinnovabili per l’illuminazione e la manutenzione del campo di gioco.
Alcuni impianti sono stati dotati di pannelli fotovoltaici, come il WestfalenStadion
di Dortmund, mentre nell'Olympiastadion di Berlino le lampade per l’illuminazione
sono state ridotte da 500 a 310, con un risparmio netto sui consumi del 40%.
Non solo, tutti gli stadi sono stati attrezzati per il recupero dell’acqua
piovana utilizzata per l’irrigazione del campo da gioco e per gli scarichi
dei servizi igienici. Si calcola che tutte queste misure riusciranno a ridurre
del 20% il consumo di acqua e di energia elettrica altrimenti necessari per
un evento di queste dimensioni: un vero incentivo alla costruzione
di strutture ecoefficienti.
La speranza è che il progetto "Green Goal" rappresenti il modello
per le prossime grandi manifestazioni sportive, che in un imminente futuro potrebbero
indurre i governi a tracciare un percorso verso l’efficienza e l’utilizzo
di energie pulite e a dare origine a una “coscienza verde” nelle
popolazioni dei paesi ospitanti (tra i quali anche l’Italia, in corsa
per l’assegnazione dei campionati europei del 2012).
Paradossalmente, il calcio potrebbe trasformarsi da catalizzatore di scandali,
polemiche e gossip, a settore di punta nella modernizzazione sostenibile delle
infrastrutture italiane.
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