I giochi proibiti dell'edilizia
di Marco Moro
Quando si parla di costruire sostenibile – e ancora di più quando
si parla di costruire sano – moltissimi, anche tra gli addetti ai lavori,
sorridono come se si stesse parlando di un effimero trend, di una moda diffusa
tra una clientela radical-chic che può permettersi gli “inevitabili”
extracosti di materiali naturali, finiture non tossiche, sofisticati impianti
termici (oppure l’estremo snobismo di vivere scaldandosi solo con la stufa
nella dimora di campagna).
Forse la recente notizia relativa ai risarcimenti che i proprietari della Eternit
dovrebbero riconoscere alle famiglie delle vittime del mesotelioma riporterà
qualcuno alla realtà e gli farà passare il sorrisetto sarcastico.
Cosa succede? Succede che, annusata aria di indulto, ai legali che rappresentano
la proprietà è stato impartito rapidamente l’ordine di fare
marcia indietro. Se il provvedimento passerà i risarcimenti saranno cancellati.
Ma se può succedere questo significa che a rischio “colpo di spugna”
sono tutti i reati ambientali, quelli che per esempio hanno a che fare con la
diffusione nell’ambiente di materiali dannosi alla salute dell’uomo.
E in edilizia sono ancora tranquillamente e massicciamente utilizzati materiali
che, quando non sono micidiali come l’amianto, rappresentano come minimo
un grave problema ambientale per gli impatti che ne caratterizzano l’intero
ciclo di vita.
Costruire sostenibile significa anche togliere dalla circolazione materiali come questi.
Viva l’architettura sostenibile quindi? Certo, ma attenzione, perché
non è finita qui: l’anno scorso una delle maggiori multinazionali
del cemento, attraverso una sua “Fondazione per la sostenibilità”
ha indetto uno strepitoso premio mondiale per l’architettura
sostenibile, con montepremi senza precedenti.
Un grande successo, moltissime partecipazioni, e grande
qualità dei progetti premiati (con un bellissimo progetto italiano che
si è conquistato l’argento). Ma se andiamo a curiosare nel consiglio di amministrazione
di questa “etica” multinazionale ci troviamo qualcuno che invece di destinare
al concorso cifre stellari dovrebbe preoccuparsi di pagare dei risarcimenti. Senza nulla togliere alla bontà dell'iniziativa.
Con questo, ci rivediamo a settembre, quando puntosostenibile riprenderà la sua regolare cadenza mensile.
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