in questo numero

I giochi proibiti dell'edilizia di Marco Moro
Tornando a Kyoto di Ilaria Di Bella
Ambiente, quanto mi costi di Mario Pasquali
Tra diritti e delitti: il giro d’affari dei randagi di Gianluca Felicetti
Energia: atomo o autonomia? di Anna Satolli


 

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I giochi proibiti dell'edilizia
di Marco Moro



Quando si parla di costruire sostenibile – e ancora di più quando si parla di costruire sano – moltissimi, anche tra gli addetti ai lavori, sorridono come se si stesse parlando di un effimero trend, di una moda diffusa tra una clientela radical-chic che può permettersi gli “inevitabili” extracosti di materiali naturali, finiture non tossiche, sofisticati impianti termici (oppure l’estremo snobismo di vivere scaldandosi solo con la stufa nella dimora di campagna).
Forse la recente notizia relativa ai risarcimenti che i proprietari della Eternit dovrebbero riconoscere alle famiglie delle vittime del mesotelioma riporterà qualcuno alla realtà e gli farà passare il sorrisetto sarcastico. Cosa succede? Succede che, annusata aria di indulto, ai legali che rappresentano la proprietà è stato impartito rapidamente l’ordine di fare marcia indietro. Se il provvedimento passerà i risarcimenti saranno cancellati.
Ma se può succedere questo significa che a rischio “colpo di spugna” sono tutti i reati ambientali, quelli che per esempio hanno a che fare con la diffusione nell’ambiente di materiali dannosi alla salute dell’uomo. E in edilizia sono ancora tranquillamente e massicciamente utilizzati materiali che, quando non sono micidiali come l’amianto, rappresentano come minimo un grave problema ambientale per gli impatti che ne caratterizzano l’intero ciclo di vita.
Costruire sostenibile significa anche togliere dalla circolazione materiali come questi.
Viva l’architettura sostenibile quindi? Certo, ma attenzione, perché non è finita qui: l’anno scorso una delle maggiori multinazionali del cemento, attraverso una sua “Fondazione per la sostenibilità” ha indetto uno strepitoso premio mondiale per l’architettura sostenibile, con montepremi senza precedenti. Un grande successo, moltissime partecipazioni, e grande qualità dei progetti premiati (con un bellissimo progetto italiano che si è conquistato l’argento). Ma se andiamo a curiosare nel consiglio di amministrazione di questa “etica” multinazionale ci troviamo qualcuno che invece di destinare al concorso cifre stellari dovrebbe preoccuparsi di pagare dei risarcimenti. Senza nulla togliere alla bontà dell'iniziativa.
Con questo, ci rivediamo a settembre, quando puntosostenibile riprenderà la sua regolare cadenza mensile.

 



numero 7/8 - 07-08/2006
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