in questo numero

I giochi proibiti dell'edilizia di Marco Moro
Tornando a Kyoto di Ilaria Di Bella
Ambiente, quanto mi costi di Mario Pasquali
Tra diritti e delitti: il giro d’affari dei randagi di Gianluca Felicetti
Energia: atomo o autonomia? di Anna Satolli


 

  iscriviti
 

Energia: atomo o autonomia?
di Anna Satolli



G8. Il 15 luglio a San Pietroburgo Gorge W. Bush e Vladimir Putin hanno trovato un accordo sul nucleare per uso civile. Sarebbe la via di una partnership per rilanciare l’atomo come risorsa energetica, in sicurezza. Sarebbe la via per contrastare la crisi energetica del pianeta, offrire alternative a petrolio e gas, ridurre le emissioni climalteranti e tenere sotto controllo quei paesi, i potenziali produttori di energia o armi atomiche, che costituiscono delle zone a rischio.
Senza ombra di dubbio una soluzione che avvantaggia Usa e Russia. Da una parte gli Stati Uniti si impegnano a investire nello sviluppo di impianti e tecnologie sicure da fornire a tutti i paesi che desiderano dotarsi di un settore energetico nucleare, dall’altra parte la Russia si propone come gestore “centrale” per l’arricchimento del combustibile e lo stoccaggio delle scorie. Un sistema bipolare che vede Russia e Usa nel ruolo di controllori e fornitori della tecnologia nucleare, fornitori a cui ogni paese, Iran compreso, può rivolgersi per le proprie necessità di sviluppo dell’atomo civile. Tutto sotto la supervisione dell’Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) e nel rispetto del Trattato di non proliferazione. La prospettiva che si va disegnando, se si guarda oltre l’obiettivo immediato di disinnescare situazioni come quella iraniana e nord-coreana, è una rivoluzione geopolitica, con il possibile distacco di tutti i paesi interessati dal sistema energetico basato su petrolio e gas. Finirebbe quindi la dipendenza del mondo dagli “instabili” paesi Opec. La soluzione atomica però non tiene conto di altri rischi, degli alti costi, dei “rifiuti” da uranio, dell’esauribilità della risorsa; senza trascurare il fatto che si finirebbe per sviluppare una nuova dipendenza, solo da soggetti diversi.
Un appunto che sottolinea bene Hermann Scheer, il parlamentare tedesco che è tra i maggiori promotori delle risorse rinnovabili quali alternativa energetica realmente diffusa e democratica. Per attuare la svolta verso le risorse rinnovabili occorre non solo un forte impegno internazionale, ma anche a livello dei singoli governi. Occorre essere disposti a sganciarsi dall’infrastruttura energetica delle grandi centrali e delle grandi reti di distribuzione (un sistema che il nucleare invece lascia immutato). Occorre promuovere solare, eolico, biomassa ecc. a livello locale. Nel segno di un’autonomia energetica, che significa diffusione capillare di impianti sul territorio con il sostegno economico delle istituzioni e un ampio coinvolgimento dei cittadini, che acquisiscono potere di decidere, nel loro piccolo, le sorti di un futuro del pianeta più equilibrato.
L’alternativa energetica perenne e sicura esiste. Se ne parla nell’ultimo libro di Scheer Autonomia energetica. Ecologia, tecnologia e sociologia delle risorse rinnovabili (l’edizione italiana è di prossima uscita a settembre): una vera - questa sì - rivoluzione non solo geopolitica ma, appunto, tecnologica, ecologica e sociale. Una strategia precisa e concreta che da fenomeno di nicchia porti le rinnovabili a un decollo effettivo e diffuso.

 

numero 7/8 - 07-08/2006
©copyright