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Edizioni Ambiente in questo numero

Il monsone mediterraneo e altre storie di Marco Moro
Grazie al (brutto) clima, la contabilità sarà anche ambientale di Ilaria Di Bella
Il clima sul grande schermo di Michela Di Stefano
Finanziaria ’07. Operazione verde? di Paolo degli Espinosa
Reach, istruzioni per l'uso delle sostanze chimiche di Vincenzo Dragani
All’arrembaggio! Pirati di oggi di Paola Fraschini
Tutte le armi del conflitto (ambientale) di Anna Satolli
Rifiuti e bonifiche: un manuale di sopravvivenza di Simona Faccioli

Il clima sul grande schermo
di Michela Di Stefano



Quante volte, vedendo un film di fantascienza, ci si è domandati quale fosse il suo fondamento scientifico? Come scordare la città buia e costantemente sotto una pioggia battente in Blade Runner, i cieli neri di Nirvana o, ancora, i desolati paesaggi metropolitani con gli uomini che vivono sottoterra nell’Esercito delle 12 scimmie o, infine, la vera e propria messa in scena della catastrofe climatica di The day after tomorrow? Cinema di fantascienza: è consentito immaginare ciò che avverrà.
Ma, come diceva Isaac Asimov “la fantasia non è altro che la realtà pensata un pò in anticipo”. Una scomoda verità è uscito da pochi giorni in Italia, il film-documentario “necessario” (così definito dal NY Times) affronta da un punto di vista “reale” la crisi climatica come “un fenomeno che sta avvenendo e non come un qualcosa che avverrà” (parole di Al Gore)… e non è fantascienza.
Una scomoda verità mette in scena gli effetti del global warming: Al Gore si definisce “ex futuro presidente degli Usa”, è stato concorrente di Bush per il seggio presidenziale alla Casa Bianca nel 2000 e da alcuni anni è in tour per gli Usa per rendere disponibili cifre e informazioni sul riscaldamento globale altrimenti non facilmente reperibili. Nel film descrive il proprio percorso politico e morale e contesta la tesi del riscaldamento del pianeta come fenomeno ciclico, dimostra la stretta relazione tra emissioni di CO2 e innalzamento delle temperature, analizza le condizioni climatiche nel mondo dalle ere glaciali fino agli ultimi dieci anni: i più caldi mai registrati in 650 mila anni e con le più alte concentrazioni di anidride carbonica.
Al Gore chiede all’America di svegliarsi, di prendere atto di essere il maggiore produttore di CO2 del mondo, e della necessità di cambiare approccio “energetico”. L’uragano Katrina segna il passaggio dal periodo degli allarmismi al periodo della consapevolezza. Il nostro pianeta sta cambiando, e ognuno di noi contribuisce con il proprio stile di vita.
Non è la prima volta che la “settima arte” partecipa attivamente all’informazione su temi di attualità delicati e poco diffusi o alla divulgazione di temi finora visti come di settore, ma sull’ambiente sì.
A ricomporre il quadro in cui collocare l’uragano Katrina, il ciclone Kyrill, ma anche le estati sempre più calde, lo scioglimento dei ghiacci, e l’aumentata violenza dei terremoti provvede Clima: istruzioni per l’uso, in uscita a febbraio; scritto da Vincenzo Ferrara, direttore del Progetto Speciale Clima Globale dell’Enea e membro italiano dell’Ipcc e dal giornalista Alessandro Farruggia. Il cambiamento climatico è già in corso e non si può più evitare. La parola chiave di oggi è “mitigazione” e in questo libro viene illustrato con chiarezza il nuovo processo di adattamento cui l’umanità si prepara.


numero 1 - 1/2007

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