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Il Protocollo di Kyoto è un palliativo di Ilaria Di Bella
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Il clima cambia, ed è colpa nostra di Simona Molinari
Ecologia: materia prima nelle scuole di Paola Fraschini
Ovunque splenda il sole di Paola Fraschini

Il Protocollo di Kyoto è un palliativo
di Ilaria Di Bella


Il Protocollo di Kyoto è solo un palliativo. È la provocazione lanciata dal nobel Carlo Rubbia, consulente del ministero dell’Ambiente, parlando in audizione il 21 febbraio di fronte alla Commissione ambiente del Senato, che sta svolgendo un’indagine conoscitiva sui cambiamenti climatici. “Se il Protocollo di Kyoto fosse attuato – ha detto il fisico di fama internazionale – tutt’al più produrrebbe un effetto di rallentamento di 7 anni sull’accumulo dei gas serra. E voi capite che sette anni sono niente”. Carlo Rubbia ha spiegato la sua visione del problema dei cambiamenti climatici con linguaggio semplice ma asserzioni scioccanti. “Il problema dell’anidride carbonica è che si accumula nell’atmosfera e ci resta per  2.000 anni. Basti pensare che nell’atmosfera ci sono ancora gli effetti dell’incendio di Roma dei tempi di Nerone”. La sua ricetta è quindi composta di solare termodinamico e nucleare pulito, “non quello attuale, che evoca Chernobyl”, ma quello privo di scorie al quale sta lavorando la ricerca internazionale, fruibile più o meno tra mezzo secolo. Secondo Rubbia, l’Italia dovrebbe investire soprattutto sullo sviluppo del solare per la produzione di energia, dal momento che il nostro paese gode delle condizioni climatiche ideali per farlo. E non perdere il treno della ricerca sulle rinnovabili e, appunto, sul “nucleare pulito”.

Il fisico è inoltre intervenuto nel dibattito che attualmente divide la maggioranza di governo sulla questione dell’uso degli impianti a carbone. “Il carbone pulito non esiste – ha detto –. Si deve sapere che quando si brucia 1 kg di carbone si produce 1,5 kg di anidride carbonica. Si possono limitare i danni, ma questo dato non cambia”. Ha chiuso inoltre in modo definitivo il capitolo del ricorso alle auto a benzina. “Ogni auto produce in un anno una quantità di CO2 4 volte superiore al  proprio peso. Significa che il miliardo di auto in giro per il mondo produce 4 miliardi di tonnellate di anidride carbonica all’anno. Tenendo conto che il totale delle emissioni è di 20 miliardi di tonnellate, ci si può rendere conto dell’effetto negativo dato dalle automobili”. Infine, ha confermato la sua proposta di destinare l’1% del ricavato delle tasse sui carburanti alla ricerca sulle energie pulite. “Penso che questa possa essere ancora un’idea praticabile – ha detto –. Soprattutto perché dobbiamo tenere conto che fra 30-40 anni il petrolio e il gas naturale saranno esauriti e quindi la situazione sarà molto grave. Gli 8 miliardi di uomini che popoleranno il pianeta non avranno più energia in quantità abbondante e a bassi costi e questo potrebbe avere effetti devastanti”.
A credere fermamente nel forte rilancio delle rinnovabili anche come prospettiva di leadership economica per il nostro paese è l’ex ministro dell’Ambiente Edo Ronchi, senatore dell’Ulivo vicepresidente della Commissione ambiente di Palazzo Madama. Ronchi è primo firmatario di un disegno di legge sulle rinnovabili all’esame delle commissioni Ambiente e Industria di Palazzo Madama. Il tema dell’effetto serra e della lotta ai cambiamenti climatici sarà sempre più attuale. Per approfondire si può leggere Clima: istruzioni per l’uso.



numero 2 - 2/2007

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