Punto sostenibile la newsletter di Edizioni Ambiente Edizioni Ambiente
Edizioni Ambiente in questo numero


La stagione degli annuari di Marco Moro
Il Protocollo di Kyoto è un palliativo di Ilaria Di Bella
Scoppia il conflitto ambientale democratico di Anna Satolli
Nuove regole sui rifiuti: istruzioni per l'uso di Simona Faccioli
Il clima cambia, ed è colpa nostra di Simona Molinari
Ecologia: materia prima nelle scuole di Paola Fraschini
Ovunque splenda il sole di Paola Fraschini

Ecologia: materia prima nelle scuole
di Paola Fraschini


A partire da settembre 2008 nelle scuole superiori britanniche lo sviluppo sostenibile, l’uragano Katrina insieme al risparmio energetico diventeranno materia di studio (e il film sul cambiamento climatico di Al Gore verrà distribuito in tutte le scuole).
Il Dipartimento per l’Istruzione del governo di Londra ha infatti deciso di riformare i programmi di geografia per gli studenti che hanno tra gli 11 e i 14 anni, inserendo tra le materie di studio anche i temi ambientali, e non solo: nel curriculum di ogni studente rientreranno anche valutazioni sulle abitudini alimentari, per prevenire il diffondersi dell’obesità. Più che della riforma del programma di una singola materia, si tratta quindi di una profonda innovazione degli obiettivi dell’educazione scolastica.
Tutto questo servirà a far conoscere agli adolescenti inglesi quali minacce derivano dai cambiamenti del clima ma anche a renderli consapevoli di ciò che loro stessi possono fare. Saranno cioè incoraggiati ad assumere comportamenti responsabili e rispettosi nei confronti della natura, a riciclare i beni di consumo e a rapportarsi in modo critico verso la “cultura” diffusa globalmente che spinge a credere di avere davvero bisogno dell’ennesimo paio di scarpe importate. Una riforma scolastica che  punta a fare di ogni cittadino britannico un “consumatore responsabile” delle risorse del pianeta.
In Gran Bretagna si parte dalla scuola media, ma Serenella Iovino, autrice di Ecologia letteraria. Una strategia di sopravvivenza, sostiene l’importanza di una educazione ambientale che inizi dalle elementari, perché una formazione che non ci aiuta a comprendere fin dall'inizio e a conservare da subito le condizioni necessarie alla vita è priva di un reale progetto educativo.

E non si tratta solo delle materie di studio: gli stessi edifici scolastici potrebbero svolgere una importante funzione didattica, diventando “verdi” a loro volta: raccolta differenziata, risparmio di acqua ed energia, mobilità sostenibile, cura del verde di pertinenza, insomma, tutto ciò che serve a dimostrare in pratica agli studenti cosa significhi un comportamento responsabile e sostenibile. Per questo esiste Eco-Schools, un programma internazionale della Fondazione per l’educazione ambientale (organizzazione non governativa e non-profit presente in oltre 40 paesi del mondo in partnership con l’Unep) dedicato alle scuole di qualsiasi ordine e grado per incentivare e diffondere l’educazione allo sviluppo sostenibile. Anche in Italia, dove peraltro il settore dell’edilizia scolastica è forse quello che ha dimostrato per primo una sensibilità verso i temi della salubrità e dell’efficienza energetica ed ecologica degli edifici. Risultati ancora pochi, rispetto alle "dimensioni" dell'edilizia scolastica nel nostro paese, ma buone premesse perché le cose cambino.



numero 2 - 2/2007

copyright Edizioni Ambiente