Credits di Marco Moro
Contro i ladri di futuro di Paola Fraschini
La casa intelligente di Anna Satolli
Questione di velocità di Mario Pasquali
Guardare altrove di Marco Moro
Rifiuti: i fuochi dell'emergenza di Antonio Pergolizzi
Contabilità "verde" di Ilaria Di Bella
Contro i ladri di futuro
di Paola Fraschini
Edizioni Ambiente ha presentato alla Fiera internazionale del libro di Torino
la nuova collana VerdeNero - Storie di ecomafia. Erano presenti
Massimo Carlotto, Giancarlo De Cataldo, Niccolò Ammaniti, Valentina
Gebbia, Giacomo Cacciatore, Piero Colaprico, Sandrone Dazieri, Gery Palazzotto,
Enrico Fontana e Antonio Pergolizzi di Legambiente, i fotografi della prospekt,
il curatore della collana Michele Vaccari, c’eravamo tutti noi e c’eravate
anche voi, in tanti.
La collana di libri di narrativa nel suo insieme, e quindi le prime due storie
pubblicate Bestie di
Dazieri e Fotofinish di
Cacciatore, Gebbia e Palazzotto, raccontano dei tanti aspetti dell’ecomafia. Enrico
Fontana (membro della
Segreteria Nazionale di Legambiente) ha spiegato come questo termine sia qualcosa
di più di un semplice vocabolo, “si tratta di intrecci molto forti
presenti sul nostro territorio tra organizzazioni mafiose, potere politico
corrotto, colletti bianchi, imprenditori senza scrupoli, imprese che affidano
lo smaltimento dei propri rifiuti pericolosi a società che li fanno
arrivare in provincia di Napoli…”, un fenomeno colossale il cui
giro d’affari supera i 23 miliardi di euro. In Italia avvengono tre reati
contro l’ambiente ogni ora. Questa è vita reale, non fantasia.
Massimo
Carlotto ha
ricordato che la prima volta che ha scritto di ecomafia in un romanzo raccontava
del traffico di rifiuti industriali dal Nordest alla Campania, in quell’occasione
il governatore del Veneto e il patriarca di Venezia sostennero che si trattava
di “un libro contro le nostre genti”. Carlotto non demorde e continuerà a
trattare il tema del traffico illegale di rifiuti industriali del Nordest anche
per VerdeNero.
Valentina
Gebbia ha raccontato come la Sicilia raggiunga il primato in ogni campo dell’ecomafia,
comprese le corse clandestine di cavalli (tema trattato in Fotofinish).
Soffermandosi sul termine “clandestine” dice di averlo sempre associato
a qualcosa di nascosto, oscuro, e invece scendendo sul campo si è resa
conto di come quasi tutto avvenga alla luce del sole, se non fosse che le corse
si svolgono durante la notte…
Sempre in tema di “oscurità” è intervenuto Giancarlo
De Cataldo,
descrivendo quei crimini ambientali che “non si vedono” e che quindi
non destano allarme al pari di uno scippo. “Noi possiamo esportare tonnellate
di materiali mortali nei paesi dell’Est, ma quell’unico immigrato
che viene da noi e commette il suo reato creerà sicuramente più allarme
sociale, inciderà più profondamente sulle nostre paure. Se con
queste storie (VerdeNero) riusciremo a instillare la paura del reato ambientale
e a far sentire quanto sia forte questa nuova frontiera del crimine, allora
anche noi avremo raggiunto una nuova frontiera della scrittura. La mia storia
sarà ambientata a Taranto, una delle città che insieme ad altre
aree di Puglia ha tra le più alte percentuali di malattie da dipendenza
lavorativa e di leucemie di tutto il mondo occidentale.” (Sangue
blu cobalto in uscita a ottobre 2007).
Per Niccolò Ammaniti il
cattivo tipico, l’ecomafioso, è un personaggio orrendo che spesso
non commette atti di evidente violenza, è più sotterraneo, il
suo crimine viene gettato nella terra e produce male lentamente e in tranquillità. “Questo
tipo di carattere mi stimola moltissimo, è un ottimo materiale per scriverci
una storia. Personaggi seriamente grotteschi che non hanno neanche la percezione
di quello che fanno”.
Per VerdeNero questo è solo l’inizio, e questa è solo una parte del “capitale sociale” della collana e della campagna ad essa collegata, è il nostro braccio armato (culturale, non violento) contro i “ladri di futuro” quali sono gli ecomafiosi.