Adattarsi o... di Marco Moro
Noir in Laguna. Intervista a Eraldo Baldini di Anna Satolli
La sostenibiltà nelle piccole cose di Marco Moro
Love is never abstract di Anna Re
Il G8 sul clima: serietà a parole di Alessandro Farruggia
Il clima mette d'accordo cittadini, governo e Parlamento di Ilaria Di Bella
Mare Monstrum di Sicilia di Antonio Pergolizzi
La sostenibilità nelle piccole cose
di Marco Moro
L’allarme per il cambiamento climatico sta dando vita a una vera nuova
ondata di interesse verso i temi ambientali, con un effetto per certi versi
sorprendente. Di fronte alla vastità e complessità dei fenomeni
e delle loro conseguenze, ci si aspetterebbe soprattutto smarrimento, il prevalere
dell’idea che il singolo individuo non possa fare nulla e che per quanto
virtuoso sia il suo comportamento, questo incida in modo impercettibile. Può darsi
che un simile atteggiamento sia molto diffuso, ma d’altro canto si registra
anche un elevatissimo interesse per ogni possibile idea o soluzione che permetta
a ognuno di fare qualcosa di semplice e pratico per porre un freno alla crisi
ambientale.
Due notizie recenti tornano su questo tema in modo significativo. La prima è che
nel quadro del Forum della Pubblica Amministrazione tenutosi a Roma tra il
21 e il 25 maggio scorsi è stato assegnato il premio “Regionando” per
il 2007 (interessante al di là del nome terrificante dell’iniziativa,
nato per sostenere le buone pratiche delle Regioni per dare concreta attuazione
al protocollo di Kyoto). Ha vinto la Regione Piemonte, con un’iniziativa
per promuovere la distribuzione di detersivi “alla
spina”.
Pratica nota e sperimentata nei paesi del nord Europa, ma da noi ancora pochissimo
diffusa, e che offre il vantaggio di togliere dalla circolazione quantità considerevoli
di imballaggi in plastica (di cui il consumatore non pagherebbe più i
costi). Proposta semplice, comprensibile, accessibile a tutti e con benefici
evidenti.
L’altra notizia riguarda la messa in commercio, finalmente anche in Italia,
di apparecchiature professionali per il lavaggio e l’asciugatura a uso “condominiale” o
comunque per un uso condiviso per gruppi di utenti. Inutile soffermarsi sul
vantaggio del sistema, come ugualmente superfluo è segnalare come nei
soliti paesi del nord Europa non si tratti esattamente di una novità.
Come si sottolinea nella campagna promozionale, è “un’abitudine,
tra l’altro, non del tutto estranea al nostro immaginario: chi di noi
non ha in mente almeno un film, uno spot o una serie tv in cui gli inquilini
di un condominio si ritrovano a chiacchierare e a raccontarsi le loro giornate
sorseggiando una tazza di caffé in attesa del proprio bucato?”.
Giusta strategia di comunicazione: chi lo dice che uno stile di vita sostenibile
non possa essere anche “cool”?
Fatto sta che l’interesse verso la “sostenibilità nelle
piccole cose” non è mai stato così elevato. Lo dimostrano,
se vogliamo, fenomeni come l’enorme “appetito” verso le soluzioni
tecnologiche per le energie rinnovabili (il fotovoltaico ad esempio), il successo
di programmi di promozione dell’efficienza energetica come il sudtirolese CasaClima (modello per
molte iniziative seguenti), la pressoché totale scomparsa dal commercio
di elettrodomestici che non siano almeno di “classe A”, e si potrebbe
continuare. Piacciono le soluzioni innovative ma che siano alla portata di
tutti, comprensibili, chiare nel rapporto costi/benefici e nei tempi di rientro
dell’investimento effettuato. Si diffonde un modo di ragionare che fino
a ieri era tutt’altro che comune: si ragiona sui benefici futuri di scelte
effettuate oggi, e si tiene conto anche di quanto tali benefici riguardino
la comunità, oltre che l’investitore stesso.
Esattamente di queste scelte e delle opzioni già oggi disponibili si
occupa Quotidiano
sostenibile,
il volume curato da Ezio Manzini e Francois Jégou, che raccoglie i risultati
di una ricerca condotta tra diverse scuole di design e istituzioni accademiche
di molti paesi: Italia, India, Cina, Finlandia, Corea, Francia, Brasile, Usa,
Canada, Giappone.
Pubblicato nel 2003, in occasione della mostra omonima presso la Triennale
di Milano, il volume mantiene intatta la sua attualità: idee che oggi
finiscono sulle riviste patinate, come il cohousing e, appunto, le lavanderie
condominiali sono presentate e analizzate tra un’ampia serie di strategie
di vita urbana che operano sulle nostre abitudini sociali. E le rendono perfino
più “cool”.