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Edizioni Ambiente in questo numero


Indicatori ambientali di Marco Moro
Dall'etica ambientale alla cultura della responsabilità di Anna Satolli
Case di classe (energetica) di Anna Satolli
Monnezza di Paola Fraschini
Il Parlamento al governo: da settembre si cambia clima di Ilaria Di Bella
Il mare dell'illegalità di Antonio Pergolizzi

Monnezza
di Paola Fraschini


Le cronache delle emergenze, dei traffici, delle inchieste potrebbero far apparire i rifiuti come un problema solo o prevalentemente italiano. Ovviamente non è così: i rifiuti girano il mondo andando alla ricerca di luoghi dove poter essere nascosti, magari sottoterra o sui fondali marini. I rifiuti sono un costo che gli imprenditori non vogliono sopportare e, mentre i paesi in via di sviluppo sono in cerca di materia prima e le mafie mondiali si vogliono arricchire, ecco che il traffico internazionale di rifiuti diventa il "nuovo Eldorado" dell'ecomafia.
Il meccanismo dell'ecomafia globalizzata è semplice: un giro di bolla e plastica, metalli, pneumatici, vernici, materiali ospedalieri, farmaci, motori elettrici, scarti tossici, sostanze radioattive vengono accompagnati da falsi documenti circa natura e provenienza, classificati come "materie prime", ripartono alla volta di Cina, India, Russia e Nord Africa. Il tutto in barba alla Convenzione di Basilea del 1989, il principale trattato internazionale per la regolamentazione dei movimenti di rifiuti pericolosi fra le nazioni.
A Napoli, Salerno e Gioia Tauro arrivano navi cariche di merci contraffatte provenienti dalla Cina, che ripartono dopo aver imbarcato rifiuti di ogni genere. E il viaggio non finisce qui: i rifiuti pericolosi trattati in Oriente (se ci arrivano e non si fermano grazie a "provvidenziali" affondamenti) tornano in Europa sotto forma di giocattoli in plastica, vaschette per alimenti, concimi e fertilizzanti per terreni agricoli, materiale informatico, il tutto condito con un alto grado di tossicità.
Ne L'uomo cannone, il nuovo romanzo della collana VerdeNero in uscita ai primi di settembre, Piero Colaprico, giornalista di "Repubblica" e affermato maestro del noir, conduce il lettore alla scoperta di uno dei volti più oscuri della globalizzazione, un'ennesima economia del crimine dove il nostro paese occupa un posto di rilievo. La decodificazione dei complessi meccanismi, degli intrecci di interessi e dei percorsi del crimine ambientale transnazionale avviene attraverso la messa a fuoco delle figure che, spesso con una fantasia sorprendente e un'altrettanto spiccata capacità di trovare appoggi e protezioni, progettano e gestiscono i traffici internazionali di rifiuti.
Una mafia da colletti bianchi, difficile da smascherare, come dimostrano alcuni tra gli episodi più bui della nostra storia recente, ricordati da Antonio Pergolizzi, coordinatore dell'Osservatorio Ambiente e Legalità di Legambiente, in chiusura del volume.
Chi c'è dietro a questi traffici? Che diavolo di soggetti possono concepire tutto questo? Persone come l'uomo cannone... Da non perdere.



numero 7/8 - 7/2007

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