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Il mare dell'illegalità di Antonio Pergolizzi
Il mare dell'illegalità
di Antonio Pergolizzi
Sindaci, presidenti di Regioni, proprietari di lidi, palazzinari, speculatori, abusivi, finti imprenditori e finti aspiranti parcheggiatori: sono i peggiori nemici del nostro mare e delle nostre coste. Lo dice l'annuale dossier Mare Monstrum di Legambiente che passa sotto la lente di ingrandimento quello che di illegale e di "mostruoso" accade lungo i nostri litorali. Una cattiva notizia dietro l'altra. Aumentano, per la precisione del 18,9%, i reati ambientali registrati dalle forze dell'ordine e dalle Capitanerie di porto nel corso del 2006. Cresce la temperatura delle acque e si intensificano le maree nere. Oltre 19.000 infrazioni lungo i 7.500 chilometri di costa italiana, che fanno qualcosa come 2,5 reati per ogni chilometro di costa. All'interno di questi numeri la crescita delle malefatte si riparte equamente in tutti i settori: dalla depurazione alla pesca di frodo, dalle violazioni al codice della navigazione al reato forse più odioso di tutti, quello del cemento abusivo sul demanio marittimo che nel 2006 ha fatto registrare un incremento percentuale del 33,5% rispetto all'anno precedente.
La notizia sta solo nei numeri forniti dalle forze dell'ordine, mentre è un fatto assodato che l'abusivismo ha preso di mira le are più belle del nostro paese, in primis le migliori località di mare. L'ultimo studio della società immobiliare Gabetti conferma che il Mezzogiorno e la Toscana spingono più di tutti il mercato delle case al mare. Cioè sono i luoghi dove le case costano di più. In testa per valore di un immobile c'è Capri con 25 mila euro al metro quadrato, seguita da Forte dei Marmi, da Portofino e Positano che oscillano intorno ai 15 mila euro. Niente di strano che in queste località il mattone abusivo sia sempre in agguato e i tentativi delle amministrazioni locali di cedere alle lusinghe della lobby del cemento sempre a portata di mano. Così mare fa rima con denaro facile e sicuro. Come a Ischia e in tutta la Costiera Amalfitana, dove non passa giorno senza che le forze dell'ordine non scoprano cantieri all'opera: case, villette e villoni, lidi, e perfino porticcioli senza lo straccio di un'autorizzazione, né un bollo a posto. Un vero e proprio festival dell'illegalità. E a questa fa spesso da corollario la fantasia. Tutta italiana.
Già l'anno scorso si sottolineava la trovata affatto originale di quel tale che stava attrezzando la sua villa al mare con una seggiovia. Una vera e propria seggiovia per la quale aveva già provveduto ad installare "nove supporti in ferro a forma di U rovesciata delle dimensioni di metri 6 di altezza e metri 2,50 di larghezza", così come si leggeva dal verbale dei Carabinieri della compagnia di Amalfi che avevano scoperto l'abuso. E c'è mancato poco perché quella "perla" di tracotanza non si realizzasse.
Quest'anno, invece, a Falerna, località balneare in provincia di Catanzaro, si sono inventati un parcheggio molto particolare. Con sopra "posteggiate" delle case vere e proprie. Attonito il sindaco, che dopo aver dato autorizzazione ad attrezzare un pezzo di spiaggia privata a parcheggio si è visto svettare dal giorno alla notte due villette con verandina e panni stesi fuori.
Manco a dirlo, la capitale dell'abusivismo rimane anche quest'anno la Campania. Con una punta d'eccellenza che è Ischia, l'isola in perenne costruzione, il cantiere abusivo sempre aperto che macina e impasta cemento ai ritmi degli anni Sessanta. Anche qui l'illegalità è la norma: a maggio sono stati sequestrati due porticcioli turistici e l'episodio ha consentito alla polizia di sollevare il velo sul sistema di gestione illecito di pontili e approdi a Sant'Angelo e a Lacco Ameno. Tutte le attività erano abusive, il dragaggio dei fondali era abusivo, le attività di riempimento compiute con materiali di risulta e rifiuti di varia natura erano abusive. E durante i lavori l'impresa non si è fatta scrupolo di danneggiare la condotta sottomarina dei liquami fognari. Oltre al danno la beffa. Scatta così il sequestro del porticciolo, ma poco dopo il giudice procede a un parziale dissequestro sull'onda della protesta dei commercianti della zona. L'importante è fare soldi, anche quando c'è in gioco il rispetto delle regole minime di convivenza civile. E anche il 2007 da queste parti è iniziato male: solo dall'inizio di quest'anno le forze dell'ordine hanno sequestrato ben 100 cantieri abusivi nei comuni di Ischia e Procida. La frana dell'anno scorso che provocò la morte di un'intera famiglia in una casa costruita abusivamente non è servita a nulla.
Del resto, i dati storici di Legambiente su quest'isola sono drammatici: nei primi soli tre mesi del 2004, i vigili urbani dei sei comuni di Ischia hanno messo i sigilli a oltre 500 cantieri fuorilegge. Nel solo comune di Forio, il più esteso dell'isola con i suoi 13 chilometri quadrati, il mese di febbraio 2004 ha fatto registrare il record di ben 200 cantieri abusivi sequestrati. Drammatico anche il dato sulle domande dell'ultimo condono: complessivamente nei sei comuni dell'Isola fino a maggio 2004 erano pervenute circa 9.000 domande. Nel biennio 2003-2005 si stima che sia stato consumato un 2% del territorio utile e i vani abusivi presenti sull'isola sarebbero oltre 120.000.
Problemi seri anche a proposito degli scarichi fognari illegali e la depurazione con ben 1.467 reati accertati, con 1.152 persone denunciate o arrestate e 623 sequestri effettuati. Andando alla triste classifica delle infrazioni alla normativa sugli scarichi, quest'anno si conferma al primo posto la Sicilia con 244 infrazioni, al secondo la Calabria con 218 infrazioni, con un incremento dall'anno scorso del 24%. Segue al terzo posto la Puglia con 171 infrazioni. Come da copione.
Una diagnosi impietosa, quella del Mare Monstrum 2007, che racconta la propensione italiana a fare scempio di leggi e paesaggi quando c'è di mezzo una casa al mare o un bel mucchio di quattrini.