Le risorse dell'ecomafia di Marco Moro
L'uomo cannone. Intervista a Piero Colaprico di Paola Fraschini
VerdeNero: lavori in corso a cura della redazione
Sviluppo sostenibile e crisi climatica. Intervista a Edo Ronchi di Andrea Barbabella
Il clima, la Finanziaria e i deputati di Ilaria Di Bella
Dumping al vetriolo di Antonio Pergolizzi
Le risorse dell’ecomafia
di Marco Moro
I noir di ecomafia della collana VerdeNero entrano nel vivo
di temi sempre più scottanti. Temi locali e temi globali, che rispecchiano
le varie scale di mercato su cui la criminalità ambientale è in
grado di giocare la propria partita, dedicando attenzione e
notevole creatività imprenditoriale alle risorse più disparate.
Come i rifiuti. Come il suolo. Due risorse oggetto di un business illegale
tanto globale quanto locale (il primo) ed eminentemente locale il secondo. Piero
Colaprico e Simona Vinci sono
i nuovi autori di VerdeNero che hanno scelto di occuparsi di queste tematiche,
portandoci a contatto da un lato con quella devastazione materiale e culturale
che costituisce il terreno di coltura di un fenomeno diffuso capillarmente
sul nostro territorio come l’abusivismo edilizio, e dall’altro
con le più intricate
trame del traffico internazionale di rifiuti, tema di cui ci parla anche Antonio
Pergolizzi nel consueto “check” fornito nella rubrica Ecomafia
news.
Anche il legno, come i rifiuti, è oggetto privilegiato dei traffici
dell’ecomafia globale. La deforestazione incontrollata e illegale è un
fenomeno tutt’altro che in declino e ha, semplicemente, spostato il suo
epicentro dall’Amazzonia verso altre aree. Nell’immaginario
collettivo, però, il Brasile ha conquistato ormai un ruolo stabile come “il” luogo
della deforestazione più bieca. Fatto sta, che quando si
parla di costruzione in legno si è ancora portati a pensare
agli alberi abbattuti (e figuriamoci se se ne parla
in Brasile!) piuttosto che alle prospettive di un modo più sostenibile
di costruire e di un più equilibrato sviluppo locale in molte
economie del mondo.
“Abbiamo il 30% delle foreste tropicali del mondo: se decidessimo di
sfruttarle solo secondo criteri sostenibili – e possediamo già le
conoscenze per farlo – ci renderemmo conto della grande opportunità offerta
dalla diffusione della costruzione in legno.” Questa affermazione dell’ingegnere
brasiliano Hélio Olga, evidentemente riferita al suo
paese, deve fare riflettere, così come il fatto che pur senza avere
un patrimonio forestale altrettanto cospicuo, non sono pochi i paesi europei
che potrebbero ragionevolmente puntare sullo sviluppo dell’uso del legno
in edilizia, non fosse altro per avvicinarsi ai propri obbiettivi di riduzione
delle emissioni. Materia prima rinnovabile, disponibile localmente, naturalmente
durevole e sana, il legno si propone come risorsa chiave dell'architettura sostenibile.
Hélio
Olga, maestro nella progettazione di strutture in legno, illustrerà le
sue opere il prossimo 10
ottobre, presso la Triennale di Milano.
L’incontro sarà anche l’occasione per presentare in anteprima
l’edizione italiana del libro Case
in legno di Dominique Gauzin Müller, ultima
novità di
Edizioni Ambiente in un’area tematica di importanza sempre crescente. Case
in legno,
offre un punto di vista unico sulle potenzialità contemporanee
dell’architettura in legno, con una rassegna di esempi scelti dall’autrice
in contesti culturali e ambientali molto diversi tra loro: dal Brasile (appunto)
alla Cina, dall’Europa all’Australia.
Agli scenari più ampi
in cui collocare trend e fenomeni di segno opposto è dedicata
un’altra importante novità, il Rapporto
Issi sulla
Sostenibilità in Italia che torna dopo cinque anni ed è pubblicato
per la prima volta da Edizioni Ambiente. Quelli di cui parla Edo Ronchi – Presidente
onorario di Issi intervistato in questo numero di Puntosostenibile – sono
gli stessi scenari di cui cerca di tenere conto anche la nuova legge
Finanziaria, la cui discussione si va profilando? Informazioni “di
prima mano” si trovano nel solito puntuale aggiornamento di Ilaria
Di Bella, in Camere con vista.