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Edizioni Ambiente in questo numero


Da Napoli a Malva di Marco Moro
Un manuale per certificare gli edifici di Giuliano Dall'Ò
Doppiopetto e pistola. L’ultimo Wu Ming di Paola Fraschini
Cambio di rotta di Diego Tavazzi
Un progetto a Napoli: provare per credere di Anna Bruno Ventre
Rifiuti S.p.A. di Antonio Pergolizzi
L'emergenza prima della crisi di Ilaria Di Bella

Un manuale per certificare gli edifici
di Giuliano Dall’Ò*


Comunicare in modo chiaro e semplice la qualità energetica di un edificio attraverso un attestato o una targa da far vedere è allo stesso tempo un’azione efficace ma complessa. Efficace perché questa sintetica informazione può davvero modificare il rapporto tra efficienza energetica e mercato immobiliare valorizzando una qualità fino a oggi trascurata e aprendo prospettive nuove, non più di nicchia, a un mercato delle nuove tecnologie; complessa perché dietro a quel numero o a quella classe “dichiarati”, e che “fanno la differenza”, non c’è semplicemente la compilazione di un certificato ma molto di più: un percorso nuovo, un nuovo approccio che coinvolge tutta la filiera dalla progettazione alla realizzazione.
In questi ultimi anni in Italia, e ovviamente nel resto dell’Europa, c’è stato grande interesse nel promuovere la certificazione energetica. Un interesse sicuramente stimolato dalla direttiva europea 91 del 2002, ma anche e soprattutto dalla consapevolezza di quanto sia importante migliorare la qualità energetica degli edifici nuovi, così come di quelli esistenti, in un settore che da solo consuma il 40% dell’energia. L’enorme interesse, un interesse che parte dal basso, verso la certificazione energetica e che fonda le sue basi su una precedente esperienza di successo, quella della certificazione energetica di alcune apparecchiature elettriche di larga diffusione, ha accelerato il processo diventando terreno fertile per la diffusione di modelli di certificazione diversi tra loro. La certificazione energetica è riuscita a conquistare il mercato anche in una situazione in cui, oltre al proliferare di schemi e criteri di certificazione spesso tanto differenti tra loro, non è ben chiaro il ruolo del certificatore.
È in questa situazione, effervescente, positiva, e che al contempo presenta non pochi elementi di criticità, che si colloca il Manuale della certificazione energetica degli edifici. Non un semplice volume che racconta quello che sta succedendo, o il solito puzzle delle azioni in atto, ma lo sforzo di fare chiarezza su molti punti non ancora definiti. E soprattutto l’intenzione di delineare un percorso che valorizzi la procedura di certificazione e tutto il suo potenziale, ponendo al centro i veri protagonisti che con i loro diversi ruoli, competenze e responsabilità, concorrono a un obiettivo comune nell’interesse primario dell’utente: fornirgli una informazione chiara, sicura e affidabile sulla qualità energetica dell’edificio.
Il manuale è strutturato in sezioni che affrontano i vari aspetti della “certificazione energetica”: quelli tecnici sicuramente, come le metodologie di calcolo (il riferimento è alla metodologia nazionale) e i diversi criteri di classificazione (si confrontano in modo critico gli approcci delle esperienze nazionali ed europee), ma anche quelli applicativi che non possono prescindere da un percorso di qualità che vede nel certificatore un soggetto non passivo ma attivo e indipendente. Per la prima volta si individua un percorso in sintonia con gli schemi di qualità adottati negli altri settori.
Lo scopo del libro non è solo quello di fornire strumenti, che pure ci sono, ma di fare cultura. Perché il certificatore non ha un ruolo solo tecnico: egli deve contribuire ad accelerare quel processo di rinnovamento di un settore, quello edilizio, rimasto per troppo tempo insensibile alle esigenze di maggiore efficienza energetica. È per questo che una parte importante del volume fornisce “istruzioni per l’uso” su cosa si può fare per migliorare l’efficienza energetica degli edifici, ma anche degli impianti, in una logica integrale senza trascurare gli aspetti economici e le opportunità offerte dagli incentivi pubblici. Pur trattandosi di un manuale della certificazione energetica, il primo a livello nazionale e sicuramente uno dei primi a livello europeo, non si tratta solo di un libro a uso e consumo del certificatore. I temi trattati vogliono stimolare anche chi progetta, chi ha il difficile compito di dirigere le fasi realizzative e chi si occupa della gestione: perché la certificazione energetica avrà successo solo se verrà compresa, apprezzata, valorizzata e non semplicemente subita. Considerare la certificazione solo un atto formale vorrebbe dire decretarne il fallimento, e gli esempi purtroppo non mancano.
Tutti gli attori del processo edilizio troveranno nelle pagine di questo manuale non solo elementi di chiarezza ma idee e stimoli per scelte che oramai non possono più essere trascurate o posticipate. Non solo un manuale sulla certificazione, quindi, ma un contributo al processo in atto il cui scopo non è quello di stampare milioni di targhe o certificati fine a se stessi ma di migliorare la qualità degli edifici a beneficio di tutti.

*Giuliano Dall’Ò, coordinatore del Gruppo di lavoro sull’efficienza energetica di Kyoto Club, architetto e professore di Fisica Tecnica Ambientale presso il Politecnico di Milano, direttore di Sacert, ha curato con Mario Gamberale Gianni Silvestrini il volume Manuale della certificazione energetica degli edifici in libreria dal 26 febbario 2008.


numero 1 - 1/2008

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