Cina e India: la sfida (e le contraddizioni) del 2006
di Mario Pasquali
Con tutta probabilità il 2006 sarà l’anno durante il quale lo sviluppo di Cina e India influirà in maniera determinante sulle scelte politiche, economiche e ambientali del resto mondo.
La Cina è ormai diventata la sesta potenza economica mondiale, superando anche l’Italia, grazie a una crescita del 9% annuo, valore che, oltretutto, sembra essere sottostimato secondo il parere di molti esperti.
Le Olimpiadi di Pechino del 2008 non faranno altro che dare un’ulteriore spinta all’economia cinese, che già nel 2006 potrebbe diventare la quarta, scavalcando Francia e Gran Bretagna. Consapevole dei continui progressi che la propria economia sta registrando da diversi anni e delle conseguenze che questi comportano per l’ambiente, il governo cinese, già dal 1996, si è posto l’obiettivo di attuare uno sviluppo sostenibile attraverso la ricerca e il miglioramento delle tecnologie. I risultati sono, però, ancora incerti e poco documentati, nonostante le dichiarazioni ufficiali.
Pur non avendo gli stessi tassi di crescita economica del colosso cinese, l’India si sta ritagliando un importante spazio sulla scena politica internazionale, grazie a una serie di accordi bilaterali con paesi non allineati come Brasile e Sud Africa, finalizzati a formare un nuovo polo di cooperazione e azione internazionale, denominato IBSA, e con la collaborazione con gli Stati Uniti sul fronte tecnologico per ridurre le emissioni di CO2, in contrapposizione al Protocollo di Kyoto. Di contro, l’India si trova ad affrontare un incremento demografico elevato e una sempre più diffusa povertà, con inevitabili conseguenze ambientali e socio-sanitarie negative, dovute anche alla forte espansione delle megalopoli.
La crescita economica della Cina e dell’India stanno facendo lievitare enormemente i rispettivi consumi pro-capite, tanto che in entrambi i paesi si va consolidando una potente classe di nuovi benestanti, i “Nuovi consumatori”, come li ha definiti Norman Myers nel volume che ha questo titolo (link alla scheda libro?). Se i consumi di Cina e India dovessero arrivare al livello di quelli degli Stati Uniti non basterebbero due pianeti per sostenere queste due economie.
Nell’edizione 2006 di State of the World (che negli Stati Uniti è uscita ai primi di gennaio, e in Italia sarà pubblicata in marzo da Edizioni Ambiente), i ricercatori del Worldwatch Institute analizzano la crescita di Cina e India e i suoi riflessi sulla sostenibilità globale.
Secondo il Presidente del Worldwatch Institute Christopher Flavin, “la crescente domanda di energia, cibo e materie prime di 2,5 miliardi di Cinesi e Indiani sta già facendo sentire i suoi effetti in tutto il mondo, nonostante l’elevato livello di consumi di Stati Uniti ed Europa lasci poco spazio per la crescita economica dell’Asia”.
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