
Le newsletter rompono, annoiano, infastidiscono e ci riempiono le caselle di posta? Niente di meglio che farne una anche noi.
Perché ci mancava uno strumento per dialogare con i nostri lettori, con chi ci conosce, con chi è interessato ai temi di cui ci occupiamo. E riteniamo che chi entra in contatto con noi sia qualcuno con cui è interessante cercare di instaurare un rapporto di comunicazione, non solo attraverso offerte, sconti e mailing più o meno mirati. Nulla di nuovo certo, specie per chi ha rapporti con l'editoria internazionale, ma in Italia, tutto sommato, è una pratica tutt'altro che diffusa.
L'ambizione? Fare di questa newsletter un primo strumento di identificazione per una community di lettori che un'identità ce l'ha e fortissima, composta dalle mille diverse storie e interessi di chi ha “consumato” i titoli ormai classici della nostre collane, come Fattore 4, Impronta Ecologica, Capitalismo Naturale (titoli che stiamo pensando di ripresentare in una nuova formula). E di chi ogni anno si aggiorna su State of the World e sul Rapporto Ambiente Italia (che quest'anno riservano grosse sorprese) o di chi utilizza come strumenti di lavoro volumi che vanno da Gestione dei rifiuti ad Architettura Sostenibile e Piccole Imprese e Ambiente. Non una categoria, quindi, non un particolare settore della società o dell'economia nazionale, ma un mondo di persone interessate, con gli approcci più diversi, al tema “ambiente”.
Con voi vogliamo dialogare e ci proviamo con questa newsletter, che vi terrà aggiornati su come si modificano le già infinite e complesse declinazioni della parola “ambiente”. L'idea è quella di mettere in rilievo le connessioni tra i temi d'attualità e il supporto di informazione e approfondimento offerto dai nostri libri. Usciremo ogni mese e, se le cose andranno come ci auguriamo, arricchiremo questo semplice strumento di comunicazione con servizi e spazi che possano dar forma anche ad un luogo di discussione e confronto. Pratica più che mai necessaria in un ambito dove la disseminazione e la condivisione delle conoscenze è un essenziale (forse il fondamentale) fattore di sviluppo.
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