in questo numero

Kyoto in casa nostra di Marco Moro
I conti "verdi" si avvicinano di Ilaria Di Bella
Il Tevere sostenibile di Edoardo Caizzi
Abitare in salute di Simona Molinari
Faccia a faccia su Kyoto di Anna Satolli
Ecocriticism: leggere per sopravvivere di Paola Fraschini

 

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Kyoto in casa nostra
di Marco Moro



A fronte dell’impasse che persiste soprattutto in alcuni ambiti delle politiche ambientali (rifiuti, tanto per dirne una), per quanto riguarda Kyoto, ovvero il complesso delle strategie e dei provvedimenti finalizzati alla riduzione delle emissioni climalteranti, nell’Esecutivo si registra un livello di attenzione elevato e trasversale.
Le prospettive per il nostro paese e le opportunità che delle efficaci politiche pro-Kyoto offrono a un’economia nazionale non esattamente in salute sono l’oggetto dell’incontro che si svolgerà in Senato il prossimo 4 dicembre.
Promosso da Edo Ronchi, l’incontro metterà a confronto le impostazioni che fanno da background ai diversi provvedimenti legislativi che in questo momento intervengono sul tema e gli scenari di sviluppo che prefigurano. Uno di questi approcci, cui fa riferimento il disegno di legge presentato dallo stesso senatore Ronchi, è descritto nel recentissimo libro Italia 2020. Energia e ambiente dopo Kyoto. Anche del libro si parlerà il 4 dicembre, con il curatore Paolo degli Espinosa.

Forse il segnale di una effettiva svolta si avrà quando il dibattito si articolerà su termini e argomenti più chiari, più comprensibili, più tangibili, quando invece che di certificati verdi o di meccanismi flessibili si discuterà di qualcosa che si rapporta alla scala delle persone.
Un esempio per tutti? La certificazione energetica degli edifici. In assenza delle attese linee guida c’è chi ha anticipato i tempi, iniziando concretamente a sperimentare. CasaClima (ovvero Provincia Autonoma di Bolzano) ormai lo fa da qualche anno, ma adesso arrivano segnali di vita anche al di fuori del “SudTirolo felix”: Provincia di Milano e Provincia di Reggio Emilia, ad esempio, sono partite, ognuna con la propria targa di qualità e con il proprio programma di certificazione. Portare il tema di Kyoto all’ambito della casa, ce lo rende immediatamente comprensibile, e tra non molto sarà assolutamente scontato il significato delle targhette che indicano se un edificio, come un qualsiasi elettrodomestico, è in classe A, A+, B ecc.

In questo ambito però si stanno esplorando anche strade diverse, con strumenti più avanzati che tengono conto della molteplicità degli aspetti che entrano in gioco quando si parla di sostenibilità del costruito.
Già, perché in edilizia sostenibilità non è solo, evidentemente, risparmio energetico (dato per scontato che sarebbe già molto ottenere qualcosa in questa direzione). Un quadro affascinante delle molte possibili traduzioni del concetto di “costruire sostenibile” è offerto dal nuovo lavoro di Dominique Gauzin-Müller, Case ecologiche, che esce in questi giorni e verrà presentato a Milano, in Triennale, il prossimo 2 dicembre, in occasione della conferenza che terrà l’architetto finlandese Olavi Koponen, il cui lavoro è tra quelli descritti nel volume. La rassegna proposta da Dominique Gauzin, con esempi raccolti in tutto il mondo, ci pone di fronte alle moltissime possibilità di declinare un tema che non si esaurisce nella scelta di un materiale o di un impianto, ma che mette in questione la stessa cultura dell’abitare e del costruire.

 




numero 11 - 11/2006
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