I conti "verdi" si avvicinano
di Ilaria Di Bella
Il traguardo del bilancio ambientale per lo Stato si avvicina concretamente.
Il ministero dell'Economia e delle Finanze, in particolare grazie alle competenze
attribuite al sottosegretario Paolo Cento in materia di economia ambientale,
ha infatti appena istituito una commissione di studio finalizzata ad approfondire
le questioni afferenti all'introduzione di un sistema di contabilità
e di bilancio ambientali standardizzato per gli enti locali, le Regioni e lo
Stato. Si tratta dell'attuazione di un impegno assunto dall'Esecutivo di centrosinistra
già con il Documento di programmazione economico-finanziaria per gli
anni 2007-2011, approvato dal Parlamento a luglio, nel quale si faceva riferimento
anche a indicatori ambientali da affiancare agli indicatori macroeconomici,
per perseguire la sostenibilità dello sviluppo.
È l'ultima tappa di un percorso iniziato in Italia nel 1997, quando la
Commissione ambiente del Senato, presieduta dal senatore Ds Fausto Giovanelli,
presentò il primo
disegno di legge sulla contabilità ambientale pubblica. Il testo
- che era stato redatto insieme con il Consiglio nazionale dell'economia e del
lavoro, con i contributi, tra gli altri, dell'Istat, dell'Apat, della Ragioneria
generale dello Stato - venne approvato solo dal Senato nel 1999 (senza concludere
l'iter alla Camera), ma animò un intenso dibattito nazionale e una vasta
sperimentazione del bilancio ambientale a livello locale, dando nuova linfa
anche all'elaborazione di modelli applicabili allo Stato e alle Regioni. Edizioni
Ambiente ha lanciato il tema con il volume La
natura nel conto. Contabilità ambientale: uno strumento per lo sviluppo
sostenibile, di Giovanelli, Di Bella, Coizet, pubblicato nel 1999, seguito
da Ambiente
Condiviso. Politiche territoriali e bilanci ambientali, degli stessi
autori, pubblicato lo scorso anno.
Il principio innovativo contenuto nella proposta legislativa consisteva nell'accostamento,
e nell'approvazione cotestuale nella stessa sessione di lavori, del bilancio
ambientale e del bilancio economico-finanziario. Un modello che rinnova profondamente
la governance, puntando all'integrazione della variabile ambientale nelle principali
decisioni politiche (in prevalenza di carattere economico). I "conti satellite",
infatti, mirano a far emergere i cosiddetti "costi occulti" dello
sviluppo, pagati in termini di esaurimento delle risorse non rinnovabili, di
depauperamento di quelle rinnovabili, di mancata valorizzazione delle funzioni
complesse dell'ambiente (assorbimento di sostanze inquinanti, mantenimento di
sistemi adatti alla vita). Una questione, questa, che sebbene sia stata denunciata
dall'Agenda 21 di Rio nel 1992 - che raccomandava appunto l'adozione di sistemi
di contabilità ambientale - ha stentato a trovare reale ascolto al livello
politico. Questa nuova sensibilità sembrerebbe scaturire dalla preoccupazione
per il cambiamento climatico globale. Nicolas Stern, consigliere economico del
governo inglese, ha da poco quantificato il danno economico conseguente all'effetto
serra, che nel 2050 potrebbe ammontare a 5,5 trilioni di euro. Tra i politici
il rapporto ha suscitato grande interesse, come il documentario che ha segnato
la scesa in campo di Al Gore in favore del Protocollo di Kyoto. Perché,
si sa, le decisioni che contano si misurano in denaro sonante.
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