in questo numero

Kyoto in casa nostra di Marco Moro
I conti "verdi" si avvicinano di Ilaria Di Bella
Il Tevere sostenibile di Edoardo Caizzi
Abitare in salute di Simona Molinari
Faccia a faccia su Kyoto di Anna Satolli
Ecocriticism: leggere per sopravvivere di Paola Fraschini

 

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I conti "verdi" si avvicinano
di Ilaria Di Bella



Il traguardo del bilancio ambientale per lo Stato si avvicina concretamente. Il ministero dell'Economia e delle Finanze, in particolare grazie alle competenze attribuite al sottosegretario Paolo Cento in materia di economia ambientale, ha infatti appena istituito una commissione di studio finalizzata ad approfondire le questioni afferenti all'introduzione di un sistema di contabilità e di bilancio ambientali standardizzato per gli enti locali, le Regioni e lo Stato. Si tratta dell'attuazione di un impegno assunto dall'Esecutivo di centrosinistra già con il Documento di programmazione economico-finanziaria per gli anni 2007-2011, approvato dal Parlamento a luglio, nel quale si faceva riferimento anche a indicatori ambientali da affiancare agli indicatori macroeconomici, per perseguire la sostenibilità dello sviluppo.
È l'ultima tappa di un percorso iniziato in Italia nel 1997, quando la Commissione ambiente del Senato, presieduta dal senatore Ds Fausto Giovanelli, presentò il primo disegno di legge sulla contabilità ambientale pubblica. Il testo - che era stato redatto insieme con il Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro, con i contributi, tra gli altri, dell'Istat, dell'Apat, della Ragioneria generale dello Stato - venne approvato solo dal Senato nel 1999 (senza concludere l'iter alla Camera), ma animò un intenso dibattito nazionale e una vasta sperimentazione del bilancio ambientale a livello locale, dando nuova linfa anche all'elaborazione di modelli applicabili allo Stato e alle Regioni. Edizioni Ambiente ha lanciato il tema con il volume La natura nel conto. Contabilità ambientale: uno strumento per lo sviluppo sostenibile, di Giovanelli, Di Bella, Coizet, pubblicato nel 1999, seguito da Ambiente Condiviso. Politiche territoriali e bilanci ambientali, degli stessi autori, pubblicato lo scorso anno.
Il principio innovativo contenuto nella proposta legislativa consisteva nell'accostamento, e nell'approvazione cotestuale nella stessa sessione di lavori, del bilancio ambientale e del bilancio economico-finanziario. Un modello che rinnova profondamente la governance, puntando all'integrazione della variabile ambientale nelle principali decisioni politiche (in prevalenza di carattere economico). I "conti satellite", infatti, mirano a far emergere i cosiddetti "costi occulti" dello sviluppo, pagati in termini di esaurimento delle risorse non rinnovabili, di depauperamento di quelle rinnovabili, di mancata valorizzazione delle funzioni complesse dell'ambiente (assorbimento di sostanze inquinanti, mantenimento di sistemi adatti alla vita). Una questione, questa, che sebbene sia stata denunciata dall'Agenda 21 di Rio nel 1992 - che raccomandava appunto l'adozione di sistemi di contabilità ambientale - ha stentato a trovare reale ascolto al livello politico. Questa nuova sensibilità sembrerebbe scaturire dalla preoccupazione per il cambiamento climatico globale. Nicolas Stern, consigliere economico del governo inglese, ha da poco quantificato il danno economico conseguente all'effetto serra, che nel 2050 potrebbe ammontare a 5,5 trilioni di euro. Tra i politici il rapporto ha suscitato grande interesse, come il documentario che ha segnato la scesa in campo di Al Gore in favore del Protocollo di Kyoto. Perché, si sa, le decisioni che contano si misurano in denaro sonante.

 




numero 11 - 11/2006
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