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Drogati dal petrolio (e se lo dice Bush…)
In questo inizio 2006 la questione energetica è stata senza dubbio protagonista assoluta tra le tematiche ambientali. La vicenda del gas russo ci ha rivelato una volta di più cosa significa dipendere dalle fonti fossili. Adesso è chiaro: basta che qualcuno, da qualche parte, chiuda un rubinetto. La politica nazionale ha reagito da par suo: vantando rapporti preferenziali e occultando sostanzialmente la fragilità del sistema. Il fatto che la situazione non abbia assunto il carattere di crisi ci permette di accantonare l’incubo e dedicarci pienamente alle appassionanti vicende elettorali. Nel frattempo, come svegliatosi da uno stato catatonico, Bush (anche lui ha un problema di elezioni, quelle di medio termine) scopre, a modo suo, il concetto di autonomia energetica. Dicendo quello che altri sostengono da anni, e cioè che le nostre economie, non solo quella USA, sono “drogate” dal petrolio.
Riuscire a scovare qualcosa che su questi temi sia “informazione” è quanto meno problematico. Per questo motivo Edizioni Ambiente intende rafforzare, nel corso del 2006, la presenza nel proprio catalogo di contributi su questa complessa materia, attraverso saggi di opinion-leader come Hermann Scheer e dando spazio ad una nuova collana di manuali, diretta da Federico Butera e dedicata in particolare all’uso dell’energia in edilizia, settore che è un autentico buco nero dove sparisce oltre il 40% dell’energia consumata in Italia.
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“Per noi e i nostri figli”: nella speranza di una diversa politica ambientale |
 Nel mese precedente allo scioglimento delle Camere, in TV non è passato certamente inosservato lo spot, dal sapore “vagamente” pre-elettorale, della Presidenza del Consiglio dei Ministri sulle “Grandi Opere”. Stiamo lavorando per voi e per i vostri figli, recitava la voce fuori campo, mentre un’accattivante sequenza di immagini sembrava invitare gli italiani ad applaudire l’impegno del Governo uscente in tema di infrastrutture “dal centro al sud...
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Un cigno alla mia tavola |
 Ci siamo, l’aviaria è arrivata in Italia. È arrivata (forse) con gli uccelli migratori e i primi a essere stati colpiti (o identificati) sono stati i cigni.
Tra Calabria e Sicilia, nelle “zone di protezione” comprese in un raggio di almeno tre chilometri dai luoghi di rinvenimento dei volatili ammalati, sono stati sequestrati dai NAS decine di migliaia di polli e centinaia di migliaia di uova e chiusi interi allevamenti. I danni materiali sono incalcolabili ...
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