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Un road pricing studiato per Milano Gli italiani preferiscono l’auto. Il tasso di motorizzazione privato sta al top dei livelli mondiali: 34 milioni di auto e una densità di 58,1 auto ogni 100 abitanti (la densità veicolare, compresi i ciclomotori, è di circa 85 mezzi ogni 100 abitanti). Quindi più o meno l’82% della popolazione sceglie di muoversi in “via privata”. Questo riporta Ambiente Italia 2006 (in uscita a maggio), il rapporto di Legambiente curato da Ambiente Italia, che quest’anno indaga la crisi e il futuro del sistema mobilità. Nelle città la situazione è poi al collasso. Lo si dice, e si vive, da tempo. L’inquinamento da traffico (da emissioni e acustico, solo per citarne un paio), è arcinoto, incide e rovina la qualità della vita e dell’ambiente. Ma per ora, purtroppo, la risposta politica per contrastare l’invasione da auto e favorire modi di spostamento alternativo è stata deboluccia e ben scarsi gli investimenti nella rete del trasporto pubblico. C’è una diffusa resistenza alla creazione di spazi pedonali, alla sosta a pagamento, alla tariffazione di ingresso in città. Quest’ultima opzione, per esempio, è stata di successo nella città di Londra: riduzione del traffico del 30%, aumento del 40% degli spostamenti con l'autobus e del 29% di quelli in bicicletta. E i cittadini si sono detti contenti. Su questo modello Legambiente ha presentato, ai primi di marzo, un’ipotesi di road pricing studiata per Milano. “Oggi rilanciamo una proposta che già ha conquistato lo scontro elettorale a Milano – ha affermato Andrea Poggio, presidente Legambiente Lombardia. Ma vogliamo andare oltre, coinvolgendo nel dibattito fin d’ora le forze sociali e la cittadinanza sulle modalità operative di una congestion charge di area metropolitana milanese e soprattutto discutendo della destinazione delle risorse economiche. Perché deve essere chiaro il messaggio sociale di una scelta di questo genere: non si tratta dell’ennesima gabella, ma di una vera e propria tassa di scopo, soldi che rientreranno nelle tasche dei cittadini grazie a una diretta ricaduta positiva sul servizio di trasporto pubblico”. Quindi riduzione immediata del traffico e una tassa che dovrebbe corrispondere a un’entrata di circa 240 mila euro l’anno, da spendere per implementare la “via pubblica”. Un ticket-tassa al servizio del futuro.
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numero 3 - 03/2006 |
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