in questo numero

L'importanza del vedere di Marco Moro
Caldo autunno sul fronte dei rifiuti di Ilaria Di Bella
Emissioni a quota zero. Favola o realtà? di Mario Pasquali
L’Europa in ritardo sulla strada dell’efficienza energetica di Marco Moro
Ernesto, Katrina e gli altri: istruzioni per l’uso di Simona Molinari
Una “cassetta degli attrezzi” per gestire i beni comuni di Paola Fraschini


 

  iscriviti
 

Caldo autunno sul fronte dei rifiuti
di Ilaria Di Bella



L'autunno alle porte si preannuncia "caldo" sul fronte della riscrittura del Codice ambientale, soprattutto per quanto riguarda il settore dei rifiuti.
Il 31 agosto il Consiglio dei ministri ha licenziato in via definitiva il primo provvedimento di modifica del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.152. Ma i cambiamenti apportati al Codice da questo testo sono limitati e definiti "d'emergenza" dallo stesso ministro Pecoraro Scanio. Il nuovo decreto si limita infatti a cancellare l'Autorità di vigilanza su risorse idriche e rifiuti e a prorogare sia il termine per l'adeguamento dello Statuto del Conai alla regola della libera concorrenza sia le Autorità di bacino (per gli ultimi aggiornamenti sul Codice ambientale, consultare lo Speciale di Reteambiente.it).
Lo stesso ministro dell'Ambiente ha quindi preannunciato l'imminente varo di ulteriori norme di correzione. In un'audizione nella Commissione del Senato, svoltasi il 2 agosto, Pecoraro Scanio ha infatti spiegato che il Ministero si sta "adoperando perché le motivazioni contenute nel parere della Commissione stessa siano inserite all'interno di un secondo decreto correttivo, che ritengo possa essere licenziato in prima lettura dal Governo nelle prime sedute del prossimo mese di settembre". La Commissione suddetta aveva del resto precedentemente suggerito una serie di modifiche al Codice dell'Ambiente, attraverso il parere di maggioranza sul primo provvedimento di modifica (si veda il Resoconto sommario della XIII Commissione 26 luglio 2006). Se si valuta che la legge delega ambientale dispone la scadenza del 30 novembre per il varo da parte dell'Esecutivo dei decreti correttivi nei settori delle acque e dei rifiuti, è facile prevedere che nei prossimi mesi sia il Ministero sia il Parlamento saranno impegnati proprio su questo fronte.
Intanto nei giorni scorsi i Ds, attraverso il loro dipartimento Ambiente, hanno auspicato "un ciclo di consultazioni" più allargato per la revisione del Codice, materia che - come ha chiarito lo stesso ministro in audizione a Palazzo Madama - "determina numerose pressioni e pone molti problemi".

 




numero 9 - 09/2006
©copyright