Caldo autunno sul fronte dei rifiuti
di Ilaria Di Bella
L'autunno alle porte si preannuncia "caldo" sul fronte della riscrittura
del Codice ambientale, soprattutto per quanto riguarda il settore dei rifiuti.
Il 31 agosto il Consiglio dei ministri ha licenziato in via definitiva il primo
provvedimento di modifica del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.152. Ma i
cambiamenti apportati al Codice da questo testo sono limitati e definiti "d'emergenza"
dallo stesso ministro Pecoraro Scanio. Il nuovo decreto si limita infatti a
cancellare l'Autorità di vigilanza su risorse idriche e rifiuti e a prorogare
sia il termine per l'adeguamento dello Statuto del Conai alla regola della libera
concorrenza sia le Autorità di bacino (per gli ultimi aggiornamenti sul
Codice ambientale, consultare lo Speciale
di Reteambiente.it).
Lo stesso ministro dell'Ambiente ha quindi preannunciato l'imminente varo di
ulteriori norme di correzione. In un'audizione nella Commissione del Senato,
svoltasi il 2 agosto, Pecoraro Scanio ha infatti spiegato che il Ministero si
sta "adoperando perché le motivazioni contenute nel parere della
Commissione stessa siano inserite all'interno di un secondo decreto correttivo,
che ritengo possa essere licenziato in prima lettura dal Governo nelle prime
sedute del prossimo mese di settembre". La Commissione suddetta aveva del
resto precedentemente suggerito una serie di modifiche al Codice dell'Ambiente,
attraverso il parere di maggioranza sul primo provvedimento di modifica (si
veda il Resoconto
sommario della XIII Commissione 26 luglio 2006). Se si valuta che la legge
delega ambientale dispone la scadenza del 30 novembre per il varo da parte dell'Esecutivo
dei decreti correttivi nei settori delle acque e dei rifiuti, è facile
prevedere che nei prossimi mesi sia il Ministero sia il Parlamento saranno impegnati
proprio su questo fronte.
Intanto nei giorni scorsi i Ds, attraverso il loro dipartimento Ambiente, hanno
auspicato "un ciclo di consultazioni" più allargato per la
revisione del Codice, materia che - come ha chiarito lo stesso ministro in audizione
a Palazzo Madama - "determina numerose pressioni e pone molti problemi".
|