Emissioni a quota zero. Favola o realtà?
di Mario Pasquali
Fino a non molto tempo fa la Spagna era considerata la Cenerentola d’Europa
in molti campi, dall’economia all’innovazione tecnologica. Oggi,
invece, arriva la notizia che nel 2050 il paese potrebbe essere autosufficiente
dal punto di vista energetico grazie agli investimenti fatti negli ultimi anni
nel settore dell’energia rinnovabile.
A sostenerlo è lo studio Renovables
2050 commissionato da Greenpeace all’Instituto de investigaciónes
tecnologicas della Universidad Pontificia Comillas di Madrid. La capacità
di generazione delle fonti rinnovabili sarebbe equivalente a 56,42 volte il
fabbisogno totale di elettricità calcolato per tutto il paese nell’anno
2050. Un mix di rinnovabili composto da solare, termoelettrico e fotovoltaico,
ma anche energia eolica, terrestre e marina e, addirittura, quella del moto
ondoso.
Lo studio di Greenpeace dà dei risultati importanti, soprattutto oggi
con la continua crescita della domanda mondiale di petrolio. È una ovvia
conseguenza dell’emergere dei paesi in via di sviluppo, con la Cina che
partecipa a questa corsa in pole position. Tanto che molti esperti
di settore affermano che negli ultimi mesi abbiamo raggiunto il picco massimo
di produzione dell’oro nero. Qualsiasi sia la realtà sullo stato
delle riserve petrolifere mondiali, è un fatto che ormai i combustibili
fossili siano sempre più scarsi e costosi, e che stiano diventando l’origine
di continue tensioni politiche, se non il movente per scontri armati.
Hermann Scheer, rappresentante del Parlamento tedesco, presidente di Eurosolar e direttore
generale del World Council for Renewable Energy, nel suo nuovo
libro affronta proprio il tema dell’autonomia energetica e dell’imprescindibile
svolta verso un sistema energetico basato sull’utilizzo di risorse rinnovabili.
L’autore non si limita alla sola descrizione del cambiamento delle abitudini
di approvvigionamento energetico verso cui dirigersi, ma soprattutto reclama
l’importanza della creazione di un sistema basato sulla produzione locale
costituito da una molteplicità di attori al posto di quello attuale gestito
da pochi potentissimi soggetti a livello globale. I dati emersi dallo studio
commissionato da Greenpeace confermerebbero, perciò, l’idea che
l’utilizzo delle fonti rinnovabili sia in grado di soddisfare pienamente
la crescente domanda di energia.
|