in questo numero

L'importanza del vedere di Marco Moro
Caldo autunno sul fronte dei rifiuti di Ilaria Di Bella
Emissioni a quota zero. Favola o realtà? di Mario Pasquali
L’Europa in ritardo sulla strada dell’efficienza energetica di Marco Moro
Ernesto, Katrina e gli altri: istruzioni per l’uso di Simona Molinari
Una “cassetta degli attrezzi” per gestire i beni comuni di Paola Fraschini


 

  iscriviti
 

Emissioni a quota zero. Favola o realtà?
di Mario Pasquali



Fino a non molto tempo fa la Spagna era considerata la Cenerentola d’Europa in molti campi, dall’economia all’innovazione tecnologica. Oggi, invece, arriva la notizia che nel 2050 il paese potrebbe essere autosufficiente dal punto di vista energetico grazie agli investimenti fatti negli ultimi anni nel settore dell’energia rinnovabile.
A sostenerlo è lo studio Renovables 2050 commissionato da Greenpeace all’Instituto de investigaciónes tecnologicas della Universidad Pontificia Comillas di Madrid. La capacità di generazione delle fonti rinnovabili sarebbe equivalente a 56,42 volte il fabbisogno totale di elettricità calcolato per tutto il paese nell’anno 2050. Un mix di rinnovabili composto da solare, termoelettrico e fotovoltaico, ma anche energia eolica, terrestre e marina e, addirittura, quella del moto ondoso.
Lo studio di Greenpeace dà dei risultati importanti, soprattutto oggi con la continua crescita della domanda mondiale di petrolio. È una ovvia conseguenza dell’emergere dei paesi in via di sviluppo, con la Cina che partecipa a questa corsa in pole position. Tanto che molti esperti di settore affermano che negli ultimi mesi abbiamo raggiunto il picco massimo di produzione dell’oro nero. Qualsiasi sia la realtà sullo stato delle riserve petrolifere mondiali, è un fatto che ormai i combustibili fossili siano sempre più scarsi e costosi, e che stiano diventando l’origine di continue tensioni politiche, se non il movente per scontri armati.
Hermann Scheer, rappresentante del Parlamento tedesco, presidente di Eurosolar e direttore generale del World Council for Renewable Energy, nel suo nuovo libro affronta proprio il tema dell’autonomia energetica e dell’imprescindibile svolta verso un sistema energetico basato sull’utilizzo di risorse rinnovabili. L’autore non si limita alla sola descrizione del cambiamento delle abitudini di approvvigionamento energetico verso cui dirigersi, ma soprattutto reclama l’importanza della creazione di un sistema basato sulla produzione locale costituito da una molteplicità di attori al posto di quello attuale gestito da pochi potentissimi soggetti a livello globale. I dati emersi dallo studio commissionato da Greenpeace confermerebbero, perciò, l’idea che l’utilizzo delle fonti rinnovabili sia in grado di soddisfare pienamente la crescente domanda di energia.

 




numero 9 - 09/2006
©copyright