in questo numero

L'importanza del vedere di Marco Moro
Caldo autunno sul fronte dei rifiuti di Ilaria Di Bella
Emissioni a quota zero. Favola o realtà? di Mario Pasquali
L’Europa in ritardo sulla strada dell’efficienza energetica di Marco Moro
Ernesto, Katrina e gli altri: istruzioni per l’uso di Simona Molinari
Una “cassetta degli attrezzi” per gestire i beni comuni di Paola Fraschini


 

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L’Europa in ritardo sulla strada dell’efficienza energetica
di Marco Moro



Secondo i risultati del rapporto commissionato dall'European Insulation Manufacturers Association alla nota società di consulenza Ecofys "semplici misure come l'isolamento termico del tetto e dei muri potrebbero consentire ai consumatori europei di risparmiare fino a 270 miliardi di euro l'anno, una somma pari a 640 euro l'anno per ogni cittadino della Ue". Una posta elevata, considerando anche i vantaggi per l’ambiente dovuti alle minori emissioni da parte di impianti di riscaldamento e di condizionamento meno sollecitati. Ne parliamo quindi con Alessandro Fassi, autore con Laura Maina di L'isolamento ecoefficiente, il primo manuale e guida all’uso dei prodotti naturali per l’isolamento termoacustico degli edifici.

Tra gli interventi di miglioramento dell'efficienza energetica di un edificio quale presenta il migliore rapporto qualità/prezzo?
Sicuramente un elevato isolamento termico costituisce un buon investimento economico con tempi di ritorno variabili nel caso di nuova costruzione o ristrutturazione, ma che possono comunque oscillare intorno ai 4-5 anni. Tale intervento, se ben progettato, oltre a indubbi vantaggi di risparmio nel periodo invernale, porta benefici anche nel periodo estivo riducendo il fabbisogno di condizionamento.

Ma isolare come? Fondamentalmente il mercato si divide tra gli isolanti di origine petrolchimica e gli isolanti che vengono definiti “bioecologici”. Quali vantaggi presentano questi ultimi?
I vantaggi che hanno i materiali isolanti bioecologici rispetto a quelli di derivazione petrolchimica sono molteplici. In sintesi:
- a livello ambientale:
derivano da materie prime rinnovabili (vegetali) o ampiamente diffuse sulla crosta terrestre (minerali); hanno un processo produttivo a basso consumo energetico, non inquinante per l’ambiente e non rischioso per gli addetti alla produzione; sono facilmente riciclabili e compostabili se non contenenti percentuali di fibra sintetica;
- a livello prestazionale:
oltre a isolare dal freddo invernale, garantiscono grazie all’elevato calore specifico, un’ottima protezione dal caldo estivo (cosa che i materiali sintetici e le lane minerali non fanno); sono materiali traspiranti e igroscopici, in grado cioè di assorbire l’umidità dell’ambiente circostante cedendola poi successivamente senza alterare le loro prestazioni.

Quale è il livello di reperibilità sul mercato di questi materiali?
In generale il livello di reperibilità è minore rispetto agli altri, ma:
- alcuni materiali (sughero, fibra di legno, minerali in granuli) hanno reperibilità e diffusione assolutamente comparabile; altri di poco inferiore (fibra di cellulosa, canapa);
- molte aziende che commercializzano isolanti tradizionali hanno da tempo ampliato la loro offerta affiancando materiali naturali già noti o innovativi;
- il libro, con indirizzario completo delle aziende, prezzi di listino e repertorio dettagliato dei prodotti (formati, spessori e dimensioni) vuole essere un aiuto concreto per favorirne la facile reperibilità.

La loro posa in opera richiede particolari competenze da parte dell'impresa costruttrice o dell'artigiano?
La loro posa in opera non richiede particolari competenze; è in generale pulita, innocua per pelle e vie respiratorie e semplice anche per il “fai da te”. Inoltre le aziende che forniscono il materiale danno tutte le informazioni necessarie per una corretta applicazione.

I prezzi di mercato attuali sono da ritenere concorrenziali con quelli dei prodotti di derivazione petrolchimica?
I prezzi sono tendenzialmente superiori, ma:
- isolanti sintetici di qualità e con caratteristiche particolari hanno prezzi comparabili;
- il prezzo di mercato degli isolanti di sintesi non è quello reale che paghiamo; ciascuno di noi si sobbarca infatti i costi sociali e ambientali dovuti all’approvvigionamento del petrolio (conflitti e guerre di questi anni) e al lungo, complesso e rischioso processo di lavorazione.

Quale potrà essere il trend di mercato di questi materiali?
Ci sarà indubbiamente una rapida e crescente diffusione, commercializzazione e utilizzo di questi materiali isolanti, peraltro comune a quelli convenzionali, cosa che potrà avere come positiva conseguenza un abbassamento dei prezzi. Alcuni di essi come la fibra di legno sono già entrati in maniera attiva nel mercato.
L’iniziativa di Eurima ha come testimonial il personaggio dei cartoon Bob the builder, in Italia Bob aggiustatutto, un simpatico tuttofare dell’edilizia che non si spaventa mai di fronte ai problemi.
Come direbbe Bob: “possiamo farcela? Certo che possiamo!”. Possiamo arrivare a risparmiare i fatidici 640 euro a testa, ma non tutti i metodi si equivalgono se si guarda al bilancio ambientale complessivo.
E gli hidden costs di cicli produttivi impattanti come quelli della petrolchimica non possono più essere esclusi da una realistica valutazione di costi e benefici.




numero 9 - 09/2006
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