in questo numero

L'importanza del vedere di Marco Moro
Caldo autunno sul fronte dei rifiuti di Ilaria Di Bella
Emissioni a quota zero. Favola o realtà? di Mario Pasquali
L’Europa in ritardo sulla strada dell’efficienza energetica di Marco Moro
Ernesto, Katrina e gli altri: istruzioni per l’uso di Simona Molinari
Una “cassetta degli attrezzi” per gestire i beni comuni di Paola Fraschini


 

  iscriviti
 

Una "cassetta degli attrezzi" per gestire i beni comuni
di Paola Fraschini



Nel nuovo secolo più del 75% della popolazione mondiale è urbanizzata, abita in mega città ad altissima densità. Questi nuovi luoghi dell’affollamento (spesso del sovraffollamento) sono localizzati in Asia, Africa e Sud America, ovvero nei paesi in via di sviluppo. In compenso anche la città “classica” dell’Occidente è obbligata a ridefinirsi, a trovare nuove forme di adattamento all’era postindustriale.
La 10° mostra internazionale di Architettura della Biennale di quest’anno si occupa proprio dei temi chiave che le città si trovano ad affrontare in risposta alle pressioni della vita contemporanea: dai problemi dei flussi migratori alle incognite della crescita urbana incontrollata, dall’evoluzione della mobilità alla ricerca dello sviluppo sostenibile.
La città sta indubbiamente cambiando, sia nella forma del suo aspetto fisico sia nella sostanza della società che la abita. Chi quindi, a qualsiasi livello, è responsabile di decisioni che coinvolgono la città, il territorio, (dall’architetto all’amministratore locale) si trova a rispondere a sollecitazioni inedite, molteplici e spesso contraddittorie. Al centro sta l’importanza di realizzare contesti urbani democratici e sostenibili, per questo occorre riflettere sull’attuale nuovo connubio tra la professione dell’architetto e i processi economici e sociali, tra responsabilità di progettazione e responsabilità di governance sui sistemi urbani e territoriali.
Ovviamente gli enti locali svolgono un ruolo fondamentale nelle scelte di sviluppo territoriale, e questo porta gli operatori ad avere responsabilità di assoluto primo piano riguardo alla trasformazione dei territori che governano.
In Italia una parte di amministratori locali ha sperimentato concretamente politiche di sviluppo sostenibile attraverso l’applicazione di percorsi di Agenda 21 locale, di indicatori ambientali, di sistemi di contabilità e gestione ambientale, di percorsi di pianificazione partecipata.
In Gestire i beni comuni, in uscita a ottobre, si parla di tutto questo e si ribadisce l’attualità e l’importanza dell’Agenda 21 locale come strumento di programmazione della sostenibilità a livello locale. L’obiettivo è quello di realizzare e promuovere azioni concrete che conducano, in modo partecipato e condiviso, allo sviluppo sostenibile integrando aspetti economici, ambientali, sociali e culturali.
Si tratta di un vero manuale che gli autori, Alessandro Bratti e Alessandra Vaccari, figure ben note a chi opera nel settore, rivolgono soprattutto agli amministratori locali che intendano introdurre politiche di sostenibilità nella pratica quotidiana. L’ipotesi è quella di offrire loro non soltanto un repertorio ragionato degli strumenti disponibili, ma anche una prima riflessione sul significato specifico di ogni esperienza nel suo contesto socioambientale.

 




numero 9 - 09/2006
©copyright