Punto sostenibile la newsletter di Edizioni Ambiente Edizioni Ambiente
Edizioni Ambiente in questo numero

Il monsone mediterraneo e altre storie di Marco Moro
Grazie al (brutto) clima, la contabilità sarà anche ambientale di Ilaria Di Bella
Il clima sul grande schermo di Michela Di Stefano
Finanziaria ’07. Operazione verde? di Paolo degli Espinosa
Reach, istruzioni per l'uso delle sostanze chimiche di Vincenzo Dragani
All’arrembaggio! Pirati di oggi di Paola Fraschini
Tutte le armi del conflitto (ambientale) di Anna Satolli
Rifiuti e bonifiche: un manuale di sopravvivenza di Simona Faccioli

Grazie al (brutto) clima,
la contabilità sarà anche ambientale
di Ilaria Di Bella



Un inverno troppo mite da noi e troppo freddo altrove ha finalmente portato all'attenzione generale l'evidenza dei cambiamenti climatici. Le brutte notizie, si sa, sono difficili da digerire, ma di fronte ai gerani in fiore sul davanzale a gennaio anche i più scettici stanno ammettendo che, sì, qualcosa che non va c'è, non si può negare. La sorpresa è che sui media sta passando anche l'associazione, non tanto semplice da spiegare, tra il cambiamento climatico e l'effetto serra, e quindi tra entrambi e il Protocollo di Kyoto. Il sottosegretario all'Economia, Paolo Cento, ha fatto anche di più. Ha collegato il clima alla contabilità ambientale, come prima di lui aveva fatto Blair, commissionando a Nicholas Stern, ex economista della Banca mondiale, un dossier sui costi economici dei cambiamenti climatici. Il Rapporto Stern, apparso a ottobre 2006, ha quantificato in 12 mila miliardi di euro, entro il 2050, i costi per l'economia mondiale del mancato taglio alle emissioni climalteranti, e ha previsto 200 milioni di profughi a causa della desertificazione. In poche parole, ha dimostrato, anche ai più scettici tra gli scettici, che il non agire ha un costo, e che l'economia non può più evitare di fare i conti con i limiti ambientali. È questo proprio lo scopo principale della contabilità ambientale.
Paolo Cento, delegato all'economia ambientale, ha costituito, come aveva promesso, una commissione nazionale sulla contabilità ambientale, con lo scopo di mettere a punto, entro maggio, un disegno di legge per l'adozione del bilancio ambientale da parte dei comuni, delle province, delle regioni e dello Stato. La contabilità ambientale è la chiave giusta e non più rinviabile per affrontare le questioni ambientali, specie quelle più gravi. Consente infatti di quantificare gli esiti economici e ambientali dei fenomeni, e anche di monitorare efficacia ed efficienza delle politiche attuate. Nel caso del cambiamento climatico è possibile, attraverso la contabilità ambientale, tenere un bilancio delle emissioni, quantificare il peso economico degli interventi e degli effetti dei mancati interventi. Il dibattito sulla contabilità ambientale, e le buone pratiche in materia, in Italia hanno circa dieci anni. Dopo un dossier del Wwf, nel 1997 la commissione Ambiente del Senato, presieduta da Fausto Giovanelli (Ds), elaborò e presentò un disegno di legge con la collaborazione del Consiglio nazionale dell'Economia e del Lavoro e quindi di Istat, Ragioneria generale dello Stato, ministero dell'Ambiente, comuni, province, regioni. Il testo intendeva proporre l'affiancamento e l'approvazione contestuale del bilancio ambientale al bilancio economico-finanziario. In seguito il bilancio ambientale degli enti locali ha avuto larga diffusione grazie al progetto Life CLEAR. Edizioni Ambiente ha documentato questo lungo percorso nei due volumi La natura nel conto (2000 e 2005) e Ambiente Condiviso, entrambi di Fausto Giovanelli, Ilaria Di Bella, Roberto Coizet. Il gruppo promotore di queste iniziative è entrato a far parte della commissione presieduta da Paolo Cento, che dunque intende non disperdere quanto è stato fatto finora e andare oltre. La commissione si è riunita una prima volta il 19 gennaio e si è organizzata in 4 sottogruppi: rispettivamente sul testo normativo, sulla contabilità degli enti locali, sull'analisi dei dati statistici, sull'analisi del quadro europeo e internazionale di riferimento. Ne fanno parte, tra gli altri, Fausto Giovanelli, Enzo Tiezzi docente all'università di Siena, Sergio Nicoletti consigliere economico del ministro Padoa Schioppa, Gianfranco Bologna del Wwf, Edoardo Zanchini di Legambiente, Cesare Costantino dell'Istat, Claudio Falasca del Cnel, Antonio Massarutto direttore dell'Istituto di Economia, energia e ambiente della Bocconi, Pietro Selicato porfessore alla Sapienza, Stefania Minestrini dell'Apat, Maria Grazia Fusco del ministero dello sviluppo Economico, Alessandro Bratti presidente dell'Arpa Emilia, Alessandra Vaccari, docente universitaria a Ferrara.


numero 1 - 1/2007

copyright Edizioni Ambiente