Grazie al (brutto) clima,
la contabilità sarà anche ambientale
di Ilaria Di Bella
Un inverno troppo mite da noi e troppo freddo altrove ha finalmente portato
all'attenzione generale l'evidenza dei cambiamenti climatici. Le brutte notizie,
si sa, sono difficili da digerire, ma di fronte ai gerani in fiore sul davanzale
a gennaio anche i più scettici stanno ammettendo che, sì, qualcosa
che non va c'è, non si può negare. La sorpresa è che sui
media sta passando anche l'associazione, non tanto semplice da spiegare, tra
il cambiamento climatico e l'effetto serra, e quindi tra entrambi e il Protocollo
di Kyoto. Il sottosegretario all'Economia, Paolo Cento, ha fatto anche di più.
Ha collegato il clima alla contabilità ambientale, come prima di lui
aveva fatto Blair, commissionando a Nicholas Stern, ex economista della Banca
mondiale, un dossier sui costi economici dei cambiamenti climatici. Il Rapporto
Stern,
apparso a ottobre 2006, ha quantificato in 12 mila miliardi di euro, entro
il 2050, i costi per l'economia mondiale del mancato taglio alle emissioni
climalteranti, e ha previsto 200 milioni di profughi a causa della desertificazione.
In poche parole, ha dimostrato, anche ai più scettici tra gli scettici,
che il non agire ha un costo, e che l'economia non può più evitare
di fare i conti con i limiti ambientali. È questo proprio lo scopo principale
della contabilità ambientale.
Paolo Cento, delegato all'economia ambientale, ha costituito, come aveva promesso,
una commissione
nazionale sulla contabilità ambientale, con lo scopo
di mettere a punto, entro maggio, un disegno di legge per l'adozione del bilancio
ambientale da parte dei comuni, delle province, delle regioni e dello Stato.
La contabilità ambientale è la chiave giusta e non più rinviabile
per affrontare le questioni ambientali, specie quelle più gravi. Consente
infatti di quantificare gli esiti economici e ambientali dei fenomeni, e anche
di monitorare efficacia ed efficienza delle politiche attuate. Nel caso del
cambiamento climatico è possibile, attraverso la contabilità ambientale,
tenere un bilancio delle emissioni, quantificare il peso economico degli interventi
e degli effetti dei mancati interventi. Il dibattito sulla contabilità ambientale,
e le buone pratiche in materia, in Italia hanno circa dieci anni. Dopo un dossier
del Wwf, nel 1997 la commissione Ambiente del Senato, presieduta da Fausto
Giovanelli (Ds), elaborò e presentò un disegno di legge con la
collaborazione del Consiglio nazionale dell'Economia e del Lavoro e quindi
di Istat, Ragioneria generale dello Stato, ministero dell'Ambiente, comuni,
province, regioni. Il testo intendeva proporre l'affiancamento e l'approvazione
contestuale del bilancio ambientale al bilancio economico-finanziario. In seguito
il bilancio ambientale degli enti locali ha avuto larga diffusione grazie al
progetto Life CLEAR.
Edizioni Ambiente ha documentato questo lungo percorso nei due volumi La
natura nel conto (2000
e 2005) e Ambiente
Condiviso,
entrambi di Fausto Giovanelli, Ilaria Di Bella, Roberto Coizet. Il gruppo promotore
di queste iniziative è entrato a far parte della commissione presieduta
da Paolo Cento, che dunque intende non disperdere quanto è stato fatto
finora e andare oltre. La commissione
si è riunita una prima volta il 19 gennaio e si è organizzata
in 4 sottogruppi: rispettivamente sul testo normativo, sulla contabilità degli
enti locali, sull'analisi dei dati statistici, sull'analisi del quadro europeo
e internazionale di riferimento. Ne fanno parte, tra gli altri, Fausto Giovanelli,
Enzo Tiezzi docente all'università di Siena, Sergio Nicoletti consigliere
economico del ministro Padoa Schioppa, Gianfranco Bologna del Wwf, Edoardo
Zanchini di Legambiente, Cesare Costantino dell'Istat, Claudio Falasca del
Cnel, Antonio Massarutto direttore dell'Istituto di Economia, energia e ambiente
della Bocconi, Pietro Selicato porfessore alla Sapienza, Stefania Minestrini
dell'Apat, Maria Grazia Fusco del ministero dello sviluppo Economico, Alessandro
Bratti presidente dell'Arpa Emilia, Alessandra Vaccari, docente universitaria
a Ferrara.