Impegni light per emissioni pesanti di Marco Moro
Leggero come una libellula di Alessandro Farruggia
Danno ambientale, intervista a Fabio Anile di Simona Faccioli
Trash di Antonio Pergolizzi
Impegni light per emissioni pesanti
di Marco Moro
“Leggero come una libellula”: così Alessandro Farruggia,
reduce da Bali, definisce il peso, la rilevanza, del documento uscito da questo
ennesimo (e per l’ennesima volta deludente) round di confronto internazionale
sul cambiamento climatico e sul protocollo di Kyoto.
Se qualcuno aveva creduto che il cambiamento di fronte dell’Australia
avrebbe da subito modificato gli equilibri in campo, ne sarà uscito
disilluso. Tutto questo quando i dati sulle emissioni sono chiari e definirli
solo preoccupanti sembra quasi una presa in giro. Se ci si preoccupa, si agisce
per ridurre la fonte di tale malessere. Invece no, questa semplice logica non
sembra applicabile al tema del cambiamento climatico e, purtroppo spesso, alle
tematiche ambientali in generale.
Non basta il consenso, non bastano la mobilitazione e l’impegno di decine
e decine di nazioni.
Realpolitik era termine più in voga qualche tempo fa. Significava,
più o
meno: “so che quello che si dovrebbe fare è molto di più,
ma realisticamente ciò a cui posso puntare adesso è questo, e
questo mi impegno a ottenere”. Porto a casa, intanto, un risultato.
Poi si vede come procedere oltre. Ma a Bali non si è visto in opera
nessun esercizio di realpolitik, piuttosto la difesa a oltranza di posizioni
insostenibili, il tentativo di vanificare ogni sforzo. Una vera “irrealpolitik”,
tanto è lontana da ciò che dovrebbero essere i compiti della
politica e tanto appare distante dai problemi già più che percepibili,
ossia dalla realtà.
Peccato che, ascoltata in diretta, anche la posizione italiana sia allineata
su posizioni poco coraggiose, che del resto fanno i conti con una situazione
interna che è ben descritta nell’ultimo Rapporto
Issi: sappiamo
cosa dovremmo fare, e sappiamo anche che ci converrebbe, ma continuiamo a fare
esattamente il contrario.
Questo secondo anno di uscite di Puntosostenibile si chiude quindi con il cambiamento
climatico in primo piano. Lo stesso tema con cui il 2007 si era aperto. E non è affatto
un caso, dal momento che quello delle emissioni climalteranti rimane il macroproblema
all’interno del quale vanno collocate e interpretate tutte le altre problematiche.
A Napoli, al Primo
Forum Sostenibilità di Città della Scienza, in
tre giorni di meeting di alto livello di cui abbiamo curato il coordinamento scientifico, si è cercato di mettere
in comunicazione i diversi ambiti di conoscenza che sono determinanti per avviare
soluzioni concrete per la trasformazione sostenibile del nostro modo di vivere.
Le idee e le proposte emerse sono state tante, e interessanti. Ma anche a Napoli si è dovuto fare i conti con l'irrealpolitik.