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Ovunque splenda il sole di Paola Fraschini
Ovunque splenda il sole
di Paola Fraschini
Finalmente anche l’Italia sta prendendo coscienza che l’edilizia è una
delle attività umane a più alto impatto ambientale, e di conseguenza
ha individuato in questo settore l’area prioritaria d’intervento
per contenere gli sprechi di energia. A dire il vero, già da tempo si
era mosso qualcosa a livello locale, con la Provincia di Bolzano quale esempio
migliore.
Il governo sta adesso preparando le linee guida per la certificazione energetica
delle abitazioni e gli incentivi previsti in Finanziaria serviranno da spinta
per rilanciare l’efficienza e le rinnovabili: detrazioni per chi adotta
misure per ridurre il consumo energetico oppure per chi interviene su pareti e
infissi per contenere le dispersioni. Nelle nuove abitazioni è previsto
l’obbligo del solare termico per il riscaldamento dell’acqua (per
una frazione di almeno metà del fabbisogno) e con il nuovo “conto
energia” lo Stato sostiene chi mette i pannelli solari fotovoltaici per
produrre l’energia che consuma, sia a livello domestico sia industriale.
Ovunque splenda il sole, tutti gli edifici, che si tratti di villette o grattacieli,
possono diventare minicentrali termiche o elettriche.
Globalmente gli edifici “divorano” oltre il 40% dell’energia
prodotta, e sempre a livello mondiale, l’illuminazione è responsabile
di quasi il 20% del consumo totale di elettricità (e gran parte di questo
consumo avviene mentre il sole splende). Le città, dove a quelli degli
edifici si sommano i consumi delle infrastrutture, dei servizi, del trasporto pubblico e privato,
sono ovviamente i “punti caldi” dell’utilizzo di energia.
State
of the World 2007. Il nostro futuro urbanizzato (in uscita a marzo)
punta l’attenzione
proprio sui sistemi urbani: nel 2008 più della metà della popolazione
del pianeta vivrà nelle città e per la prima volta la popolazione
urbana supererà quella rurale. È nelle città, dalle megalopoli
come Los Angeles alle favelas di Rio de Janeiro, che bisogna concentrare gli
sforzi, per renderle sostenibili e per farne dei luoghi più sani dove
vivere.
Secondo i ricercatori del Worldwatch Institute, le città di oggi,
sistemi dissipativi di energia e risorse che producono sempre più scarti
e rifiuti, hanno la possibilità di mutare le proprie abitudini: possono
adottare tecnologie più efficienti, puntare alla produzione decentrata
delle energie rinnovabili, ridurre lo spreco energetico con semplici accorgimenti
progettuali quali lo sfruttamento della luce naturale e fare anche molto altro.
A dimostrarlo vi sono esempi in tutto il mondo: da Shanghai (oggi la Cina è il
leader mondiale nella produzione e nell’uso di sistemi solari termici)
a Malmö in Svezia, fino a Timbuktu in Africa e Loja in Ecuador.
Chiudere i cicli di nutrienti senza produrre rifiuti che non vengano metabolizzati,
sull’esempio di ciò che avviene negli ecosistemi naturali, è possibile
a vari livelli, dal singolo edificio al progetto di un’intera area metropolitana.
L’approccio alla progettazione edilizia orientato al metabolismo circolare
viene definito in tanti modi: bioarchitettura, architettura bioecologica o
verde, bioedilizia ecc. In Italia l’Anab,
Associazione Nazionale Architettura Bioecologica, si occupa
proprio di questi temi.Tra i nostri volumi pubblicati in collaborazione con
l’Associazione ricordiamo: L’isolamento
ecoefficiente. Guida all’uso dei materiali naturali, Case
ecologiche. I principi, le tendenze, gli esempi e Architettura
sostenibile. 29 esempi europei di edifici e insediamenti ad alta qualità ambientale.