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Il nostro futuro in città. Conversazione con il direttore scientifico del Wwf Italia di Paola Fraschini
Il Senato vuole migliorare il clima di Ilaria Di Bella
L'Europa e la tripla regola del “20% entro il 2020” di Alessandro Geremei
Formula sostenibile? di Mario Pasquali
Crimine verde, crimine di ecomafia di Anna Satolli
Dubbi sui rifiuti? Risolti! di Simona Faccioli

Formula sostenibile?
di Mario Pasquali


Il cambiamento climatico è una realtà in atto la cui causa è principalmente di origine antropica. Tra le varie attività umane quella dei trasporti è tra le più impattanti, e il settore automobilistico è considerato uno dei maggiori responsabili dell’inquinamento atmosferico; allo stesso tempo però ha anche la possibilità di sfruttare più di altri le importanti innovazioni elettroniche, dei materiali ed energetiche che permetterebbero di minimizzare costi e consumi aumentando l’efficienza dei veicoli.
Proprio una casa automobilistica si fa, oggi, promotrice della sostenibilità sfruttando l’ampia visibilità del campionato mondiale di Formula 1 2007; la Honda Racing F1 Team, infatti, gareggerà con una livrea che recherà l’immagine della Terra al posto dei consueti sponsor tecnici. Una scelta fatta, sembrerebbe, per sensibilizzare l’opinione pubblica mondiale sul problema dei cambiamenti climatici e che vedrà anche la collaborazione delle principali associazioni ambientaliste internazionali.
Un’operazione di eco-marketing che assomiglia, in  realtà, alla “foglia di fico”  che vorrebbe nascondere “le vergogne” di un settore che potrebbe fare molto in teoria per ridurre l’inquinamento atmosferico (limitando banalmente le emissioni di CO2 dei veicoli), ma che in pratica si limita ad attaccare adesivi sulle macchine e a sfornare slogan pubblicitari. Una monoposto consuma centinaia di litri di benzina ogni week-end di gara, e la Federazione internazionale dell’automobilismo ha annunciato di aver posticipato al 2011 l’introduzione in Formula 1 delle tecnologie per la ritenzione e il riuso del calore e dei gas di scarico. Associare oggi il mondo dell’automobilismo a concetti come quello di sviluppo sostenibile, appare del tutto fuori luogo.

Le soluzioni per risolvere gli attuali problemi ambientali legati alla mobilità sono già disponibili da anni. Quanto l’industria automobilistica possa essere un importante laboratorio per la ricerca di soluzioni tecnologiche sostenibili è spiegato in Capitalismo Naturale di Paul Hawken, Amory Lovins e L. Hunter Lovins, che uscirà in una nuova edizione questa primavera.
Nel volume è descritto il prototipo di Hypercar, ideato dal Rocky Mountain Institute nel 1991 (ben 16 anni fa!), con un motore a trazione ibrido-elettrica e una scocca più leggera, ma non per questo meno resistente: un progetto non solo ecologicamente valido, ma economicamente conveniente in termini di efficienza e consumi di carburante, che si traduce in una riduzione dello sfruttamento del petrolio, fonte principale delle emissioni di CO2 in atmosfera.
Tutto ciò mostra, se ancora ci fosse qualche dubbio, come gli ostacoli nella produzione in serie di questo nuovo tipo di veicoli non siano più tecnici o economici, ma solamente riferibili ad un ostinato interesse nel mantenimento dello status quo.

 



numero 3 - 3/2007

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